: guai al successo Zalone e Genovese all’indice e il premio mette in scena il denaro che puzza

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: guai al successo Zalone e Genovese all’indice e il premio mette in scena il denaro che puzza

La 71esima edizione dei Premi David di Donatello accende i riflettori sul cinema con un messaggio che spicca già dalle candidature: il denaro non garantisce la celebrazione e il successo non viene sempre premiato nel modo atteso. Tra polemiche implicite e gerarchie di genere, emerge una fotografia chiara del rapporto tra incassi e riconoscimenti, mentre l’Accademia del Cinema Italiano guarda anche a un anniversario importante, legando idealmente la propria stagione alle celebrazioni per San Francesco.

David di Donatello 71: San Francesco come simbolo delle candidature

Nel quadro delle candidature annunciate, il nome che domina è quello legato al poverello d’Assisi, presentato come vero trionfatore della lista. Il testo richiama l’occasione dell’ottocentesimo anniversario della nascita di San Francesco, suggerendo l’idea che i premi possano essere letti come “David di San Francesco” già prima della cerimonia.

Buen camino e Follemente: gli incassi che cambiano lo scenario

La performance commerciale sposta l’attenzione su due titoli. Il film Buen camino, con Checco Zalone e diretto da Gennaro Nunziante, si colloca al primo posto tra gli incassi citati, mentre Follemente, diretto da Paolo Genovese, viene indicato come vicecampione. I due progetti vengono descritti come trattati “alla pari”, con una logica che non premia il risultato al botteghino.

incassi e posizionamento: numeri decisivi nel confronto

I dati riportati indicano per Buen camino un totale di 76 milioni e mezzo di euro. Per Follemente, invece, si parla di 17 milioni e 900mila euro. Su questa base, i due film finiscono “in indice”, cioè dentro una classifica richiamata come riferimento per gli incassi.

una sola nomination per ciascuno: la categoria canzone originale

La caratteristica che emerge in modo netto riguarda il numero di candidature: ciascuno dei due film riceve una sola nomination, entrambe nella stessa categoria, quella della canzone originale. Il testo utilizza un paragone per evidenziare lo scarto tra attese legate al successo e la reale presenza nella cinquina.

Checco Zalone tra nomination e titolo: La prostata enflamada

La candidatura in categoria canzone originale si collega anche a un passaggio specifico: Follemente è citato per il pezzo omonimo firmato da Levante. Il testo aggiunge poi che, per quanto riguarda Checco Zalone, la competizione coinvolge in prima persona la canzone La prostata enflamada, indicata come scritta con Antonio Iammarino e interpretata da Luca Medici, in arte Checco Zalone.

David dello spettatore e diritto al conteggio: chi incassa di più

Nel racconto delle candidature compare anche un riferimento al David dello spettatore. Qui viene chiarito che non si tratta di un premio ma di una constatazione: la scelta va al film con l’incasso maggiore. In questa logica, il testo sostiene che la regola non venga disattesa, richiamando il legame con Checco Zalone e con il film con la performance citata.

genere d’autore vs commedia: l’ostacolo indicato dalle candidature

Il nodo centrale viene attribuito all’appartenenza dei titoli a un genere rispetto a un altro. Viene dichiarato che Genovese e la coppia Zalone-Nunziante scontano l’allineamento a un tipo di racconto definito come non corrispondente a quello riconosciuto dai David: il genere d’autore. Nel testo, il quadro viene ulteriormente completato con l’indicazione che la commedia viene associata al pubblico descritto come nazionalpopolare, con un riferimento al tipo di reazione collettiva e alle caratteristiche considerate parte della commedia.

aspettative sulle regie: assenza di una donna tra i primi

Tra le osservazioni presentate, risulta anche un dato esplicito: viene segnalato che nessun film diretto da una donna trova posto tra i cinque migliori. Lo stesso riferimento viene esteso alla presenza femminile nella cinquina della regia, con l’idea di una discriminazione individuata dal testo.

La situazione viene infine ricondotta a un meccanismo narrativo riassunto in modo diretto: se si punta sulla commedia, la reazione dei David viene descritta come distante; se invece si scelgono altri orientamenti, la selezione risulterebbe più favorevole. L’ultimo passaggio mette in evidenza un’affermazione attribuita a Checco Zalone, riportata come battuta da trasformare in un invito rivolto all’Accademia del Cinema Italiano.

personaggi citati

  • Gennaro Nunziante
  • Checco Zalone (Luca Medici)
  • Paolo Genovese
  • Levante
  • Luca Medici (Checco Zalone)
  • Antonio Iammarino
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