Grigliata di nutrie per pasquetta Matteo Bassetti contro la provocazione dopo quanto successo a Gerre de' Caprioli
La Pasquetta porta con sé tradizioni gastronomiche, ma a Gerre de’ Caprioli la ricorrenza festiva ha preso una direzione inaspettata: al centro della grigliata del lunedì dell’Angelo è finita la nutria. La proposta, nata per rispondere a un problema locale legato al sovrappopolamento di un animale considerato infestante, ha attirato l’attenzione nazionale attraverso le telecamere e ha acceso un acceso confronto tra sostenitori della pratica e chi mette in primo piano i rischi sanitari.
grigliata di nutrie a gerre de’ caprioli: l’iniziativa di pasquetta
Nel piccolo comune in provincia di Cremona, l’iniziativa ha preso forma durante la tradizionale giornata del lunedì dell’Angelo, grazie all’intervento del sindaco Michel Marchi. La decisione di trasformare le nutrie in pietanze è stata collegata al problema della loro diffusione: l’animale, definito specie infestante, viene indicato come capace di devastare argini e campagne nelle aree del Nord Italia.
La vicenda è poi esplosa nei media nazionali: durante il programma Mattino Cinque sono state documentate preparazione e spiegazioni sulla preparazione della carne, dando spazio alle dichiarazioni dei membri della locale Confraternita della Nutria.
matteo bassetti contro le nutrie: l’allarme sui rischi sanitari
Il confronto ha trovato un punto di svolta nelle parole dell’infettivologo genovese Matteo Bassetti, che ha lanciato un allarme sui rischi legati al consumo di nutrie. L’argomento centrale riguarda la somiglianza dei pericoli con quelli connessi al mangiare topi, con una sottolineatura relativa all’assenza di sieri genici sperimentali impiegati, nonostante il consumo di un roditore.
perché la nutria può diventare un vettore di patogeni
Secondo le indicazioni riportate, la nutria selvatica può vivere in canali e in ambienti non controllati. In queste condizioni viene descritta come possibile vettore di patogeni anche gravi, tra cui viene citata la leptospirosi.
il punto critico: consumo senza controllo delle asl veterinarie
L’attenzione si concentra sul fatto che la carne venga assunta senza un controllo da parte delle ASL veterinarie. Per Bassetti, questo scenario rappresenta un rischio per la salute pubblica e viene descritto come paradossale in un contesto in cui, secondo quanto riportato, cresce la diffidenza verso la scienza ufficiale e le pratiche vaccinali.
come si prepara la nutria: marinatura e arrosto
Nel racconto messo in scena da Mattino Cinque, la preparazione della carne viene presentata come semplice e avvicinata alle abitudini culinarie già note. Una delle cuoche della Confraternita della Nutria ha spiegato che la sera precedente alla consumazione la carne viene messa a marinare con limone, aglio ed erbe aromatiche come salvia e rosmarino, con sale e un po’ di pepe bianco.
La mattina successiva la carne viene rimossa dalla marinatura e asciugata con carta da cucina. A quel punto viene realizzato un arrosto descritto come “normalissimo”, paragonato a preparazioni come quelle con coniglio o pollo.
L’unica differenza indicata riguarda la sfumatura: al posto del vino bianco, viene usata birra.
nutria e valori nutrizionali: magra e adatta alla cottura
A sostenere la scelta alimentare interviene il sindaco Marchi, affiancato da esperti locali secondo quanto riportato. La carne viene descritta come molto magra, con un valore indicato pari a circa 1,5% di grassi, rendendola una delle carni più leggere “esistenti in natura”.
Oltre al profilo di magrezza, viene citata anche la qualità della carne: viene indicata come buona, delicata e morbida, con una predisposizione sia per l’arrosto sia, in alternativa, per la griglia.
nuova moda o tradizione: ricette dal friuli anni ’50 e gestione dell’allevamento
Per gli abitanti che hanno aderito all’iniziativa, la pratica viene presentata come un recupero storico. Viene richiamato un libro del Friuli degli anni ’50 che avrebbe raccolto cinque o sei preparazioni a base di nutria.
storia del consumo: dall’allevamento per pellicce alla riduzione delle norme
La nutria sarebbe stata importata in Italia inizialmente per l’allevamento di pellicce, citando il “castorino”. In passato, secondo quanto riportato, l’animale veniva consumato con regolarità.
La svolta negativa viene collocata dopo la chiusura degli allevamenti, definita come avvenuta alla fine del ventennio. In quel periodo, secondo le ricostruzioni riportate, non sarebbe stato istituito un percorso sanitario né una normativa capace di consentire la somministrazione in sicurezza.
caccia e “frollatura” domestica: i metodi indicati
Nel contesto attuale, chi consuma nutrie le cattura “come qualsiasi altra selvaggina”. Per ridurre i rischi, almeno in teoria, vengono citati metodi di gestione casalinga: l’animale viene cacciato, poi passato in un abbattitore oppure tenuto per almeno 20 giorni nel freezer, descritto come una forma di frollatura naturale.
diffusione della pratica e zona d’ombra
La pratica risulta, stando a quanto riferito, più diffusa di quanto si pensi. Nel racconto degli intervistati a Mattino Cinque emerge che tanta gente mangerebbe nutrie, preferendo però non dichiararlo apertamente.
personaggi citati nella vicenda
Matteo Bassetti, Michel Marchi, membri della Confraternita della Nutria (incluse la cuoca e gli intervistati presenti durante la trasmissione).


