Gianni morandi a 81 anni: allenamento e desiderio di fermarsi come aznavour il giorno prima del concerto

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Gianni morandi a 81 anni: allenamento e desiderio di fermarsi come aznavour il giorno prima del concerto

Una casa immersa nel verde, a breve distanza dal centro di Bologna: tra il fiume, il ponticello e un cancello ampio, la scena si apre su Gianni Morandi mentre saluta in collegamento video con Lorenzo Jovanotti. L’artista, 81enne, accoglie per raccontare il nuovo tour “C’era un ragazzo – Gianni Morandi Story”, in partenza dal 15 aprile. Un ritorno al vivo pensato per i palazzetti in giro per l’Italia, con una scaletta fatta di grandi successi e due inediti: uno è “Monghidoro”, firmato dall’amico Jovanotti, e l’altro è un brano di Giovanni Caccamo.

Il tour porta con sé anche i festeggiamenti per i 60 anni di “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones”, ricordata da Morandi come una canzone nata in un periodo di guerra. L’atmosfera rimane intima, ma il progetto musicale guarda chiaramente ai palchi e alle reazioni del pubblico.

gianni morandi story: date, inizio e significato dei festeggiamenti

Il nuovo percorso dal vivo prenderà avvio dal 15 aprile. L’idea centrale è portare nei palazzetti i successi legati alla storia artistica di Morandi, affiancandoli a due brani inediti. La cornice emotiva è legata ai 60 anni di una canzone simbolo, in grado di raccontare un’epoca e di restare viva nel tempo.

Durante la conversazione emerge un legame forte tra il presente del tour e l’origine del brano storico: Morandi sottolinea che una canzone come “C’era un ragazzo che come me amava i Beatles e i Rolling Stones” è nata proprio in un periodo della guerra.

preparazione atletica per il tour: palestra e ritmo sul palco

La preparazione per Morandi passa anche dall’attività fisica: segnala infatti una routine che comprende 7-8 giri di pista al giorno come minimo. A questo si aggiunge la palestra, con un approccio paragonato alla preparazione di un atleta in vista della gara.

Nel racconto viene richiamata l’abitudine ormai comune tra gli artisti: anche chi affronta show importanti, Morandi cita l’esempio di Madonna che, prima dei suoi spettacoli, percorre chilometri a piedi. Il punto, secondo quanto espresso, è mantenere la tenuta necessaria per vivere il palco in modo efficace anche a 81 anni.

Colpisce anche l’aspetto organizzativo: la presenza di date già esaurite rappresenta un elemento che Morandi dichiara di non essersi aspettato.

uno su mille e le emozioni della scaletta

Tra i brani della scaletta, Morandi indica come particolarmente emozionante “Uno su mille”. Il motivo è legato al valore del brano: secondo quanto dichiarato, la canzone comunica la forza di ricominciare. Quando viene cantata dal vivo, Morandi la descrive come intensa, ricca di pathos e capace di coinvolgere anche il pubblico.

Tra i passaggi che rimangono impressi vengono citate parole che, nella prospettiva di Morandi, hanno un peso concreto: “Se sei a terra non strisciare mai. Se ti diranno ‘sei finito’, non ci credere”.

collaborazione sul palco con tredici pietro: vita e possibilità di presenza

Nel corso della conversazione, Morandi affronta anche l’ipotesi di un coinvolgimento del figlio Tredici Pietro. L’artista esprime la speranza che possa esserci sul palco, così da cantare insieme “Vita” e anche un brano del figlio, qualora ci fosse il desiderio.

La risposta di Pietro, così come riportata da Morandi, non indica un entusiasmo immediato: l’unico riferimento ricevuto riguarda la possibilità di incontrarsi magari al Forum, a Milano.

momenti di riflessione nello show: collaborazione con federico taddia

Sono previsti momenti di riflessione durante lo spettacolo. Morandi racconta di stare lavorando con Federico Taddia, indicandolo come autore, con l’obiettivo di inserire non solo la narrazione della propria vita, ma anche la possibilità di offrire un’opinione su ciò che accade in un determinato momento storico.

politica e scenario internazionale: riferimenti a trump e putin

Morandi precisa che non ha sempre trattato temi politici in modo ampio, ma anticipa che nello show ci sarà qualche accenno su come Trump e Putin intendano decidere del destino di aspetti che coinvolgono la vita quotidiana. Dichiara inoltre che lo scenario europeo, descritto come non sufficientemente compatto e non capace di diventare arbitro della situazione, lo disturba.

Nel ragionamento finale emerge anche l’idea di un ruolo centrale per cultura e storia, citate come risorse da valorizzare in un momento delicato. Morandi sottolinea che, anche in frangenti difficili, la gente continua ad avere desiderio di ascoltare canzoni.

inediti: monghidoro con jovanotti e brano con giovanni caccamo

Il rapporto con Jovanotti, per Morandi, non nasce dal nulla: viene descritto come amichevole già da tempo. Il racconto passa da un episodio personale in cui Morandi si è fatto male alla mano, finendo ricoverato nel reparto ustioni per 30 giorni. In quei giorni Jovanotti lo avrebbe contattato preoccupato, poi dopo risate e chiacchiere gli avrebbe mandato “L’allegria”.

Successivamente Jovanotti avrebbe scritto anche “Apri tutte le porte” per Sanremo, indicata come una canzone importante. Poi, secondo Morandi, sarebbe arrivata la richiesta: un testo per l’inizio dello spettacolo che parlasse di sé e che facesse emergere l’idea di Monghidoro. Il giorno dopo, sempre stando alla descrizione, sarebbe arrivato il materiale completo, con testo e musica, da cui nasce “Monghidoro”.

L’altro inedito vede la firma di Giovanni Caccamo: Morandi dice che il brano contiene un testo incentrato sulla funzione della musica e sulle canzoni che accompagnano la vita.

la funzione della musica: cosa colpisce nel tema

Morandi afferma che il tema risulta reale perché spesso, soprattutto da persone più anziane, vengono rivolte frasi come: “Io mi sono sposato con ‘In ginocchio da te’”. In questa prospettiva, l’idea che la musica entri nelle tappe della vita viene considerata concreta.

canzone più legata e ricordo personale: io che amo solo te

La canzone a cui Morandi dichiara di essere più legato rimanda al 1962, quando aveva 17 anni, quasi 18. L’episodio avviene al mare: Morandi racconta una cotta per una ragazzina e, quando lei arrivava, lui avrebbe spinto sul jukebox perché suonasse “Io che amo solo te”. La canzone, secondo quanto espresso, continua a commuoverlo ancora oggi nel momento in cui la ascolta.

sanremo 2026 e stefano de martino: possibilità di ritorno in gara

Circa la possibilità di rivedersi a Sanremo 2026, Morandi parla di Stefano De Martino. Lo definisce giovane e competente, sottolineando che si farà aiutare e che non è considerato uno “stupido”. Morandi dichiara inoltre di essersi recato a trovarlo nei giorni indicati e di aver parlato dell’eventuale ritorno in gara.

Morandi riferisce che De Martino avrebbe chiesto se Morandi volesse tornare in competizione. La risposta dell’artista è stata negativa: secondo il racconto, Morandi segnala di essere venuto anche l’anno precedente e afferma di aver quindi già dato. Gli auguri a De Martino riguardano anche il ruolo futuro: Morandi dice che lo vedrebbe come figura importante della Rai nei mesi successivi, citando “Affari tuoi” come prova di forza.

ricordi professionali e privati: raccolta di memorie

Incontrare Morandi, secondo la raccolta descritta, significa ripercorrere una parte ampia di sentieri legati alla cultura musicale e agli aneddoti personali. La conversazione si chiude lasciando spazio a ricordi professionali e privati.

Persone citate nel racconto:

  • Gianni Morandi
  • Lorenzo Jovanotti
  • Tredici Pietro
  • Federico Taddia
  • Donald Trump
  • Vladimir Putin
  • Madonna
  • Giovanni Caccamo
  • Stefano De Martino
Gianni Morandi: “Mi piacerebbe andarmene come Aznavour, il giorno prima di un concerto. Ho 81 anni, faccio 7-8 giri di pista minimo al giorno, vado in palestra. Così mi preparo per il tour”

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