Fondazione prada e gallery society tra anticipazioni ed endgame di max papeschi con la collezione di roberto spada

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Fondazione prada e gallery society tra anticipazioni ed endgame di max papeschi con la collezione di roberto spada

Tra fede, immagini pop e tecnologia, il contemporaneo costruisce due percorsi capaci di far emergere tensioni, simboli e inquietudini. Da un lato un immaginario che prende forma attorno alla Sacra Sindone reinterpretata, dall’altro una casa-collezione dove arte, corpi e visioni trovano spazio in un unico universo visivo. Il filo comune è la capacità di trasformare oggetti culturali noti in strumenti di lettura del presente, con installazioni, opere multimediali e riflessioni sull’instabilità dei tempi.

max papeschi ed endgame: la fine del gioco tra sacro e realtà

Endgame, la fine del gioco, è il titolo della mostra che mette al centro un lavoro ad alta intensità simbolica. L’idea nasce dall’accostamento tra max papeschi e roberto spada, presentati come due presenze capaci di generare cortocircuiti tra visioni artistiche e prospettive diverse. Nella narrazione, l’osservazione di un quadro diventa il pretesto per evocare un sentimento di sorveglianza: un drone che spia, la percezione dell’osceno della realtà e l’assurdità dell’esistenza.

Accanto a questa cornice, emerge un gioco di citazioni e trasformazioni: l’inserimento di occhialini alla john lennon porta a un titolo come “imagine no evan”, aggiungendo un ulteriore livello di rielaborazione pop e provocazione culturale. Papeschi riprende il proprio racconto tra sacro, profano e cultura di massa, costruendo composizioni in cui elementi iconici convivono in uno stesso scenario.

icone pop, devozione e tecnologia: strati di subconscio e società di consumi

La mostra lavora su stratificazioni che mettono in relazione pittura e tecnologia. Vengono richiamati icone pop, la pittura devozione legata a raffaello, ritratti di corte, un vaso ming e la quotidianità associata alla sensibilità di hopper. Questi riferimenti vengono “accomodati” nello stesso spazio con droni vorticanti e robot, creando un impatto visivo in cui l’ordine culturale viene rimescolato.

Il percorso mette a fuoco una società in cui anche la fede viene trasformata in un fenomeno di marca, mentre i sogni non trovano più una collocazione personale e analogica, ma vengono associati a icloud. In questa lettura, i sentimenti vengono sostituiti dagli algoritmi e la catastrofe assume il ritmo di uno show must go on.

endgame curata da fortunato d’amico: colonna sonora e produzione tecnologica

Endgame è curata da fortunato d’amico e include una colonna sonora di philip abussi. È prevista anche una partecipazione speciale di tricarico. Le opere retroilluminate sono prodotte da quadruslight, che avvia una collaborazione con max papeschi aprendo un nuovo capitolo dedicato alla ricerca tecnologica dell’artista.

roberto spada: collezionismo, incontri e fondazioni tra simboli e corpi

Il racconto cambia scenario e si sposta nella casa/giardino di roberto spada, descritto come un tributarista e collezionista con un percorso legato ai luxury brand. Spada ha coltivato un “giardino segreto” fatto di incontri, eventi e viaggi, con esperienze in india, teheran e israele finalizzate alla scoperta di nuovi artisti e nuove gallerie. L’attività collezionistica si collega anche a un impegno in fondazioni e progetti di mecenatismo.

luigi ontani all’ingresso e opere di roberto de pinto: corpi, sguardi e atmosfere

All’ingresso della casa sono presenti una scultura e due carte attribuibili al contesto di collezione di luigi ontani. Nello stesso spazio compaiono anche due piccoli dipinti di roberto de pinto. L’artista viene indicato come impegnato nell’indagine di corpi e sguardi, con attenzione a simboli e atmosfere rarefatte. Le opere risultano distribuite ovunque, rivelando predilezioni e amori incondizionati del padrone di casa.

kiki smith e la giovane energia dell’arte: simboli della sessualità e rinascita

La collezione include un rapporto di lunga data con kiki smith, descritta come un’artista tedesca che da decenni indaga la cosmografia del corpo e della rinascita. Il lavoro viene associato ai simboli della sessualità e dell’anatomia. Nel quadro del collezionismo di Spada, l’attenzione si collega all’idea che l’arte di domani si trovi nelle giovani energie diffuse ovunque.

fondazione prada: over under in between con mona hatoum e riflessioni sull’instabilità dei tempi

Un riferimento ulteriore è la fondazione prada, con il progetto over under in between pensato per riflettere sull’instabilità dei tempi bui. Viene citato anche un dettaglio legato alla presenza di biglie rosse che formano una mappatura del mondo per esteso, invitando a non calpestarle.

over, under and in between: tre installazioni tra ragnatela, mappa e griglia

Alla fondazione prada di milano mona hatoum presenta over, under and in between (sopra, sotto e in mezzo). La mostra riunisce tre installazioni: la ragnatela, la mappa e la griglia. Il progetto viene descritto come un insieme di contenuti dal forte impatto metaforico, capace di occupare tutta la scena nella vecchia cisterna che in passato ospitava i silos dell’ex distilleria di alcolici.

L’opera riflette sulla precarietà dell’esistenza in tempi sempre più bui. La narrazione include una ragnatela di sfere di vetro sospesa sopra le teste, una mappa composta da sfere rosse e un’installazione descritta come in movimento.

date e durata della mostra di mona hatoum

over, under and in between rimarrà aperta al pubblico fino al 9 novembre 2026.

cao fei e dash: smart agriculture e algoritmi nelle aree rurali

Nella sede di milano, dal 9 aprile al 28 settembre 2026, è indicato dash, il nuovo progetto multimediale di cao fei. L’opera viene presentata come frutto di tre anni di ricerche condotti nelle aree rurali della cina e del sud-est asiatico.

Il progetto analizza lo sviluppo della smart agriculture e l’impatto della rivoluzione tecnologica nel settore agricolo. Attraverso fotografia, videoinstallazioni, realtà virtuale e documentari, cao fei esplora come gli algoritmi stiano sostituendo il sapere tradizionale e ridefinendo il rapporto tra persone e territorio, sollevando interrogativi di natura ecologica e sociale.

helter skelter alla ca’ corner della regina: arthur jafa e richard prince

Per l’anteprima legata alla biennale di venezia, la sede di ca’ corner della regina presenta dal 9 maggio al 23 novembre 2026 la mostra helter skelter: arthur jafa and richard prince, curata da nancy spector.

Il progetto mette in dialogo arthur jafa e richard prince, descritti come due tra i più rilevanti artisti contemporanei. Pur essendo nati a dieci anni di distanza, viene indicato un approccio radicale nell’appropriazione di immagini provenienti dalla cultura popolare americana, dai film ai social media. La proposta collega la riflessione di jafa sull’identità afroamericana per rafforzare l’arte black e l’analisi di prince della mascolinità bianca e del lato oscuro della psiche statunitense.

persone e partecipazioni citate nel percorso

max papeschi, roberto spada, peter gomez, fortunato d’amico, philip abussi, tricarico, luigi ontani, roberto de pinto, kiki smith, mona hatoum, cao fei, arthur jafa, richard prince, nancy spector

Gallery society é in fermento. Per Max Papeschi é Endgame (la fine del gioco). Roberto Spada colleziona, Fondazione Prada anticipa
Fondazione prada e gallery society tra anticipazioni ed endgame di max papeschi con la collezione di roberto spada
Fondazione prada e gallery society tra anticipazioni ed endgame di max papeschi con la collezione di roberto spada

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