Fine vita: archiviato il caso sibilla barbieri per cappato parpaglioni e perduca

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Fine vita: archiviato il caso sibilla barbieri per cappato parpaglioni e perduca

Un nuovo passaggio giudiziario torna a riaccendere il confronto sul tema del fine vita: a Roma è stato disposto di chiudere il procedimento penale per presunto aiuto al suicidio nei confronti di Vittorio Parpaglioni, Marco Cappato e dell’ex senatore Marco Perduca. La decisione della giudice per le indagini preliminari di Roma, Tamara De Amicis, arriva dopo un percorso avviato in Italia e culminato in Svizzera, dove Sibilla Barbieri, attrice e regista, è morta il 31 ottobre 2023 scegliendo il suicidio assistito.

archiviazione per aiuto al suicidio a roma: i nomi coinvolti

Il provvedimento riguarda tre persone indagate, tutte autodenunciate dopo aver accompagnato Sibilla Barbieri nel trasferimento in Svizzera. La chiusura del procedimento si inserisce in una serie di decisioni collegate ad azioni considerate espressione di disobbedienza civile sul tema del fine vita.

Sulla vicenda, Barbieri aveva lasciato un video messaggio nel quale ribadiva di sentirsi costretta ad andare a morire all’estero. Nel messaggio veniva anche evidenziata una discrasia economica: la donna indicava di possedere la somma necessaria, pari a 10mila euro, mentre altre persone malate avrebbero incontrato difficoltà legate a disponibilità economiche e informazione.

sconfitta dei requisiti: il nodo del trattamento di sostegno vitale

Prima di arrivare alla scelta conclusiva, Barbieri aveva attivato in Italia, ad agosto 2023, la procedura prevista. La richiesta le era stata negata dalla Asl Roma 1, che riconosceva solo parte dei presupposti stabiliti dalla sentenza del 2019 della Corte costituzionale, relativa al caso Dj Fabo.

La struttura sanitaria aveva ritenuto integrati tre requisiti su quattro: patologia irreversibile, sofferenze considerate intollerabili e piena capacità di autodeterminazione. Il punto controverso riguardava invece il cosiddetto “trattamento di sostegno vitale”, criterio decisivo in una lettura che, secondo quanto riportato, assumeva un’interpretazione restrittiva.

perché la terapia antalgica e l’ossigenoterapia erano considerate insufficienti

Nonostante Barbieri fosse sottoposta a terapia antalgica per il dolore e a ossigenoterapia, la commissione medica aveva escluso che quelle condizioni rientrassero nel requisito. L’esclusione si collegava al fatto che, per la maggioranza dei pazienti oncologici terminali, in molti casi non sussiste un mantenimento in vita basato su macchine.

sentenza 135 del 2024: sostegno vitale esteso oltre i macchinari

La lettura restrittiva è stata poi superata da un ulteriore intervento della Corte costituzionale. Con la sentenza 135 del 2024, la Consulta ha chiarito che nel concetto di sostegno vitale rientrano anche trattamenti farmacologici e assistenziali, non soltanto dispositivi meccanici.

motivazione della corte costituzionale: autonomia del paziente e nozione ampia

La decisione della gip di Roma recepisce proprio l’interpretazione estensiva maturata in sede costituzionale. Nella motivazione richiamata si evidenzia che la sentenza Dj Fabo si fonda sul riconoscimento del diritto fondamentale del paziente a rifiutare qualsiasi trattamento sanitario praticato sul proprio corpo, indipendentemente dal livello di complessità tecnica o invasività.

Viene inoltre precisato che la nozione include anche procedure normalmente svolte da personale sanitario, come evacuazione manuale, inserimento di cateteri o aspirazione del muco, che possono essere apprese anche da familiari o caregivers purché la loro interruzione determini prevedibilmente la morte del paziente in un breve lasso di tempo. In sostanza, la questione non viene limitata esclusivamente alla presenza di un macchinario che mantiene in vita.

terzo caso di archiviazione e ruolo della disobbedienza civile

La vicenda di Barbieri è descritta come il terzo caso di archiviazione legato ad azioni di disobbedienza civile sul fine vita. Dopo il rifiuto e il peggioramento delle condizioni di salute, Vittorio Parpaglioni (figlio di Barbieri) e Marco Perduca avrebbero accompagnato la donna in Svizzera, mentre Marco Cappato avrebbe contribuito all’organizzazione del viaggio tramite Associazione Soccorso Civile, fondata insieme a Mina Welby per assistere chi sceglie il suicidio assistito all’estero.

Il viaggio avrebbe ricevuto anche un sostegno economico da parte dei deputati Luigi Manconi, Ivan Scalfarotto e Riccardo Magi.

richiesta di normativa più chiara e timori sul ddl al senato

L’orientamento di chi segue la battaglia sul piano legale e politico viene collegato alla necessità di una disciplina più definita. Secondo l’avvocata Filomena Gallo, segretaria nazionale dell’Associazione Luca Coscioni, il nodo centrale resta la decisione iniziale della Asl, considerata come un diniego di un diritto ritenuto riconoscibile anche sulla base del parere del Comitato etico. Barbieri, secondo questa lettura, avrebbe potuto accedere alla procedura in Italia.

L’associazione torna quindi a chiedere una normativa più chiara denunciando un rischio: il disegno di legge attualmente all’esame del Senato potrebbe restringere ulteriormente i criteri, limitando il concetto di sostegno vitale ai soli trattamenti che sostituiscono funzioni essenziali tramite macchinari. Viene indicato che, fino a oggi, sono 14 le persone che hanno avuto accesso al suicidio medicalmente assistito in Italia, con l’ultima segnalazione in Lombardia, e che 10 di queste risultano seguite dal team legale coordinato da Gallo.

Restano inoltre aperti procedimenti analoghi. Secondo Marco Cappato e Marco Perduca, se una nuova legge fosse già in vigore, il loro caso avrebbe potuto avere un esito differente, con il rischio concreto di una condanna. Nel racconto riportato, la magistratura avrebbe negli anni posto un argine a tali conseguenze, mentre il Parlamento viene descritto come non ancora riuscito a strutturare una legge sul fine vita coerente con gli esempi europei disponibili.

Persone citate nella vicenda:

  • Vittorio Parpaglioni
  • Marco Cappato
  • Marco Perduca
  • Sibilla Barbieri
  • Tamara De Amicis
  • Filomena Gallo
  • Mina Welby
  • Luigi Manconi
  • Ivan Scalfarotto
  • Riccardo Magi
  • Marco Cappato
  • Marco Perduca
La gip “applica” la sentenza della Consulta del 2024 sul sostegno vitale. Archiviati Cappato, l’ex senatore Peduca e il figlio di Sibilla Barbieri per il suicidio in Svizzera

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