Farmaci cresce la rete che trasforma dispositivi iniettabili a risorsa
Portare l’economia circolare dentro la sanità, ridurre l’impatto ambientale legato ai dispositivi medici e trasformare un possibile “fine vita” in una nuova risorsa: questo è il cuore del messaggio discusso a Roma, presso la sede dell’Anci, durante l’Earth Day. In quell’occasione, Novo Nordisk ha presentato e aggiornato il progetto ReMed, annunciandone l’ampliamento su nuove città e rafforzando a livello nazionale un modello che lega salute e sostenibilità ambientale.
Al centro della comunicazione, ReMed viene descritto come un’alleanza concreta tra istituzioni, territori, professionisti sanitari e impresa, con l’obiettivo di rendere replicabili risultati basati sulla collaborazione. Il progetto si inserisce nella strategia globale Circular for Zero di Novo Nordisk, orientata a ridurre a zero l’impatto ambientale entro il 2045, attraverso riduzione dei consumi, riciclo dei rifiuti e riprogettazione dei prodotti lungo la filiera “dalla produzione al paziente”.
reMed: recupero e riciclo dei dispositivi medici iniettabili
ReMed consente il recupero e il riciclo di dispositivi medici iniettabili preriempiti per autosomministrazione, indicati come penne per insulina, Glp-1 e ormone della crescita, con la caratteristica che si tratta di dispositivi sprovvisti di ago. L’impostazione mira a trasformare tali strumenti, una volta utilizzati, in nuove risorse e a ridurre l’impatto ambientale.
Il percorso descritto nella comunicazione parte dalle penne monouso e arriva a oggetti di uso comune, citando esempi come sedie e complementi d’arredo. In questa logica, un dispositivo medico usato viene trattato come risorsa e non come rifiuto, attraverso un modello di raccolta e riciclo presentato come innovativo.
espansione nazionale di reMed: regioni, città e farmacie coinvolte
ReMed, dopo una prima fase sperimentale in Italia, coinvolge oggi 6 Regioni: Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Lazio, Campania e Puglia. A queste si aggiunge una rete di 14 città indicate come Torino, Cuneo, Novara, Milano, Varese, Bologna, Parma, Rimini, Modena, Ferrara, Imola, Roma, Napoli e Bari, con la partecipazione di oltre 680 farmacie.
Il progetto è realizzato in collaborazione con Anci, Associazione nazionale Comuni italiani. Nella fase pilota, vengono riportati risultati di raccolta superiori a 1,5 tonnellate di dispositivi. Il funzionamento operativo prevede che le penne vengano conferite dai cittadini nelle farmacie aderenti; successivamente i partner territoriali provvedono alla raccolta e al conferimento in centri di stoccaggio con cadenza ogni 4 mesi. Una volta all’anno, i prodotti vengono trasferiti in Danimarca per completare il ciclo di recupero e convertirli in materie prime seconde, con l’indicazione che le penne monouso risultano oggi riciclabili fino all’85%.
reMed e la cornice di sistema: collaborazione tra pubblico e privato
Nel confronto promosso a Roma emerge un punto metodologico: le nuove sfide della sostenibilità richiedono una sinergia fra tutti gli attori del sistema, tra istituzioni, aziende e comunità, capace di produrre risultati concreti e replicabili. ReMed viene indicato come esempio di come un’azienda possa agire da “partner di sistema”, interagendo con stakeholder, cittadini e comunità per accelerare il cambiamento verso un futuro più equo, giusto e sostenibile.
espansione 2026 e obiettivo copertura entro il 2027
Il progetto viene presentato come in transizione dalla sperimentazione alla fase di espansione. L’avvio pilota è collocato nel 2024 in specifiche aree: Emilia Romagna (Bologna, Parma), Piemonte (Torino, Novara) e Lombardia (Varese). La fase di ampliamento nel 2026 coinvolge alcune tra le principali città italiane, con ingresso di Roma, Milano, Bari e Napoli. La crescita include anche Rimini, Modena, Ferrara, Imola e Cuneo, con l’obiettivo di arrivare a una copertura capillare entro la fine del 2027.
interventi istituzionali e ruolo di farmacie e farmacisti
Nel corso dell’incontro viene sottolineata l’idea che il Parlamento possa svolgere un ruolo di facilitazione per la sostenibilità, sostenendo iniziative come ReMed. La sostenibilità viene collegata all’economia circolare applicata alla salute, con l’esigenza di continuità e di un quadro che accompagni progetti scalabili, puntando a migliorare la qualità dell’ambiente e della vita dei cittadini attraverso un’azione coordinata tra i soggetti coinvolti.
Un passaggio rilevante riguarda anche il ruolo dei sindaci e delle amministrazioni locali, chiamate a rendere le città laboratori di innovazione in cui cura della persona e cura dell’ambiente possano procedere insieme. Nel contesto dell’espansione del progetto, viene citata l’adesione di Napoli come scelta ambientale e atto di responsabilità verso salute e futuro del territorio.
La comunicazione evidenzia inoltre una responsabilità operativa affidata alle farmacie e ai farmacisti, identificati come un punto di contatto quotidiano tra sanità e cittadini. La partecipazione dei farmacisti viene descritta come un elemento capace di sostenere comportamenti virtuosi, promuovendo la gestione responsabile dei dispositivi e diffondendo capillarmente la cultura della sostenibilità partendo dai gesti quotidiani.
novo nordisk e il legame salute-ambiente nel progetto reMed
Nella cornice dell’Earth Day viene ribadito che salute e ambiente sono strettamente interconnessi. Viene richiamato come molte patologie croniche, tra cui il diabete, siano influenzate da fattori che vanno oltre il perimetro del sistema sanitario; per questo, secondo l’impostazione presentata, prendersi cura delle persone implica anche ridurre l’impatto ambientale