Famiglia del bosco, rientro urgente dei bambini per evitare : cosa dicono i consulenti
Un passaggio tecnico dai contenuti netti entra nel cuore di una vicenda giudiziaria che riguarda tre bambini: due gemelline e la sorella maggiore. La nuova relazione, firmata Tonino Cantelmi (psichiatra di parte) e Martina Aiello (psicologa-psicoterapeuta), consolida una linea interpretativa volta a riportare i minori nel nucleo familiare e a fermare un percorso definito come disgregazione dei riferimenti fondamentali.
Il documento si inserisce in un contesto di contrapposizione tra le parti e, secondo quanto riportato, costituisce una consulenza tecnica di parte, quindi redatta su incarico della difesa dei genitori della cosiddetta famiglia del bosco, e non una valutazione disposta dall’autorità giudiziaria. Questo aspetto viene richiamato come elemento rilevante per comprendere il peso delle conclusioni.
relazione tecnica di parte e urgenza di ripristinare i riferimenti familiari
La conclusione centrale della relazione presenta la necessità e l’urgenza di riportare i bambini nel contesto familiare. Il punto qualificante riguarda l’idea che il collocamento in struttura abbia inciso in modo negativo sui riferimenti affettivi, educativi e identitari, generando una frattura non considerata transitoria.
sofferenza psicologica e rischio di cristallizzazione del disagio
Secondo i consulenti, i tre minori mostrerebbero una condizione di sofferenza psicologica significativa e progressiva. Tale condizione viene collegata allo sradicamento dal contesto familiare e alla discontinuità persistente dei riferimenti. L’impostazione esclude che la situazione possa essere letta come adattiva e indica un rischio ulteriore: la cristallizzazione del disagio e la compromissione delle traiettorie evolutive.
Da qui l’indicazione di intervenire rapidamente: ogni ritardo nel ripristinare la continuità familiare comporterebbe, secondo il documento, il pericolo di aggravamento del quadro psicologico e una maggior difficoltà nel mettere in campo interventi successivi.
cambiamenti osservati nella quotidianità dei bambini
La relazione descrive diversi effetti dopo l’inserimento in casa-famiglia. Tra i punti citati rientrano modifiche delle abitudini alimentari, con l’introduzione di cibi industriali e zuccheri processati. I minori tenderebbero a ricercare tali alimenti in modo marcato, talvolta compulsivo, soprattutto in momenti di maggiore intensità emotiva, indicati come durante o dopo le videochiamate con la madre.
Il comportamento viene interpretato come una possibile forma di compensazione del disagio affettivo. Oltre all’aspetto alimentare, vengono richiamate anche alterazioni nei ritmi fisiologici, connesse ai cambiamenti degli orari quotidiani, e una trasformazione più ampia dell’ambiente di vita.
trasformazione dell’ambiente di vita e impatto sullo sviluppo
Il documento contrappone due contesti: da un ambiente descritto come aperto, naturale e ricco di relazioni spontanee con altri bambini, si passerebbe a un contesto ritenuto più chiuso e rumoroso, caratterizzato dalla presenza prevalente di adolescenti e da situazioni potenzialmente fonte di disagio.
Secondo i tecnici della difesa, tali mutamenti inciderebbero in modo trasversale su funzioni dello sviluppo fisiche, emotive, relazionali e identitarie, con particolare impatto sulla percezione di appartenenza familiare. Il rischio indicato è la costruzione di un vissuto di sradicamento tale da invalidare implicitamente le origini.
Il quadro, secondo la ricostruzione riportata, resta parte di un insieme di letture in campo in una vicenda ancora soggetta ad accertamento giudiziario, in cui risultano determinanti anche perizie disposte dall’autorità giudiziaria e il contraddittorio tra le parti.
relazione degli assistenti sociali e valutazione opposta: miglioramento e adattamento
La relazione degli assistenti sociali depositata dopo l’allontanamento della madre viene presentata come di segno opposto rispetto alla consulenza dei tecnici della difesa. Secondo quel documento, “i bimbi stanno meglio”, con riferimento a una maggiore serenità e a un adattamento progressivo alla vita comunitaria.
serenità, capacità relazionali e coerenza con quanto indicato dal tribunale
La valutazione descrive una crescita nella capacità di relazionarsi con gli altri minori e con l’équipe educativa. Nella ricostruzione si richiama anche quanto già sostenuto dal Tribunale per i minorenni dell’Aquila: la persistente e costante presenza materna sarebbe risultata gravemente ostativa agli interventi programmati e pregiudizievole per l’equilibrio emotivo e l’educazione dei minori.
La lettura attribuisce quindi al mutamento un carattere coerente con la rimozione della fonte di instabilità individuata dai giudici, non legandolo a un miglioramento casuale.
come è iniziato il caso: trascuratezza, segnalazioni e percorso di assistenza rifiutato
La vicenda prende forma dopo una serie di elementi emersi. La coppia, dal 2021, viveva con tre figli piccoli in un casolare isolato a Palmoli. In base alla ricostruzione, i bambini non frequentavano la scuola: i genitori sostenevano l’educazione parentale. Inoltre mancavano assistenza pediatrica e completamento del ciclo vaccinale. I minori non avrebbero parlato italiano.
episodio dei funghi e rifiuto di cure: avvio delle segnalazioni
Nel settembre 2024 la famiglia si sarebbe intossicata con funghi raccolti dal padre e sarebbe stata soccorsa da un vicino. In ospedale, secondo quanto riportato, i genitori avrebbero rifiutato alcune cure per i figli, che rifiutavano anche il sondino nasogastrico. L’episodio avrebbe fatto partire le segnalazioni alle autorità.
interventi dei servizi sociali e mancata accettazione delle soluzioni proposte
Dopo gli accertamenti, Carabinieri e servizi sociali avrebbero rilevato una situazione di forte trascuratezza. I servizi sociali avrebbero proposto percorsi di supporto tra cui ristrutturare la casa, garantire cure mediche e inserire i bambini in un percorso educativo per consentire loro di imparare a leggere e scrivere.
Nel tempo sarebbero state offerte alla famiglia soluzioni abitative gratuite e aiuti concreti per migliorare le condizioni di vita, ma le proposte sarebbero state rifiutate. Nel novembre 2025 il tribunale ha sospeso la responsabilità genitoriale e disposto il collocamento dei bambini in una casa famiglia insieme alla madre.
allontanamento della madre e ipotesi di affidamento al padre
Successivamente, secondo quanto riferito dagli operatori della struttura, il comportamento della donna sarebbe stato conflittuale e ostile, con pretese su orari e organizzazione della vita nella casa. Tali dinamiche avrebbero generato tensioni anche tra i bambini e il personale educativo. Per questa ragione il tribunale avrebbe deciso di separare la madre dai figli.
Tra le ipotesi più accreditate al momento, viene indicato che i figli possano essere affidati al padre, considerato più disponibile e collaborativo verso gli esperti che si occupano del benessere dei bambini. Nella ricostruzione si aggiunge che uno dei minori, al momento dell’ingresso nella casa famiglia di Vasto, presentava una bronchite non curata.
casa del Comune di Palmoli e ricongiungimento sotto supervisione
Un ulteriore elemento della fase più recente riguarda l’intervento del Comune di Palmoli. È stata messa a disposizione una casa gratuitamente, nuova e arredata, collocata nei pressi del campo sportivo. L’abitazione comprende due camere da letto, un bagno, una cucina e uno spazio per i giochi.
In base alla ricostruzione, la famiglia potrà ricongiungersi sotto la supervisione dei servizi sociali. Il Comune abruzzese avrebbe già liquidato oltre 24 mila euro per garantire l’accoglienza dei minori nella casa famiglia dove risultano ospiti dal 20 novembre 2025. La cifra indicata include 10.248 euro per i mesi di novembre e dicembre e 14.396 euro per gennaio e febbraio.
professionisti citati nella relazione tecnica
La consulenza tecnica menzionata nella vicenda è firmata da:
- Tonino Cantelmi
- Martina Aiello
