Epstein files: cosa collega la scomparsa di emanuela orlandi alla banca jp morgan

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Epstein files: cosa collega la scomparsa di emanuela orlandi alla banca jp morgan

Il nome Emanuela Orlandi emerge anche nell’ecosistema documentale legato a Jeffrey Epstein, nei cosiddetti Epstein files. Un intreccio che prende forma attraverso rimandi indiretti, rassegne stampa e passaggi processuali registrati in archivi pubblici. L’attenzione si concentra su un dettaglio preciso: un articolo relativo a un episodio del luglio 2019, quando alcune tombe del cimitero teutonico vennero aperte e si rivelarono vuote. Da qui nasce la ricerca dei collegamenti tra i documenti su Epstein e gli elementi noti della vicenda Orlandi, con un focus specifico sui rapporti tra lo IOR e JP Morgan.

epstein files ed emanuela orlandi: il collegamento documentale

La presenza di Emanuela Orlandi negli Epstein files è riportata nei documenti pubblicati dall’FBI tramite il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, nell’ambito di materiali accumulati nel corso di 20 anni di indagini. La raccolta, collegata al caso della rete di abusi sessuali associata al finanziere Jeffrey Epstein, contiene anche tracce riferite alla cosiddetta Vatican Girl attraverso materiali di stampa.

Per individuare l’elemento comune tra i due dossier, la ricerca si appoggia alla piattaforma Jmail, descritta come un archivio pubblico navigabile creato per esplorare i “file di Epstein”. All’interno della piattaforma, la documentazione viene ricostruita partendo da ritagli di giornale dedicati a Orlandi.

rassegna stampa nel quadro “government of the united states virgin island v. jp morgan chase bank”

Nel materiale individuato compare una rassegna stampa riconducibile a un procedimento indicato con il titolo “Government of the United States Virgin Island v. JP Morgan Chase Bank”. La raccolta risale al 2022, e il riferimento sembra collegarsi alla causa civile del governo delle Isole Vergini contro la banca principale utilizzata da Epstein, la JP Morgan Chase.

Nel fascicolo viene riportato che l’accusa riguardava presunte condotte volte a coprire e agevolare i traffici sessuali del miliardario pedofilo. La battaglia giudiziaria si sarebbe conclusa nel 2023 con il raggiungimento di un accordo economico. La domanda implicita è quindi perché articoli su Emanuela Orlandi siano comparsi all’interno del perimetro di materiali legati a quel procedimento, anche considerando la vastità di stampa associata alla vicenda Orlandi prodotta in 43 anni.

l’articolo negli epstein files: apertura delle tombe al cimitero teutonico

All’interno dei file emerge un articolo focalizzato su un singolo episodio: l’apertura delle tombe nel cimitero teutonico. L’evento viene collocato nel luglio 2019, quando il Vaticano avrebbe acconsentito a far aprire due tombe del cimitero, in cui erano state sepolte, nell’ottocento, due principesse.

L’iniziativa sarebbe stata motivata da una segnalazione anonima recapitata all’avvocato della famiglia Orlandi, Laura Sgrò. Nel messaggio, riportato come indizio per il ritrovamento dei resti di Emanuela Orlandi, compariva la frase: “Cercate dove indica l’angelo”.

Al momento dell’apertura, le tombe risultarono vuote, senza la presenza dei resti neppure delle principesse. Il passaggio successivo riguarda la possibile relazione tra questo specifico episodio e il procedimento contro JP Morgan indicato nei file collegati a Epstein.

ipotesi di collegamento: pista finanziaria tra ior ed epstein

L’impostazione descritta sviluppa un’idea di collegamento basata sui dati emersi, precisando che si tratta di ipotesi e che la presenza dell’articolo potrebbe anche essere frutto di una rassegna stampa generica. Un’altra possibilità considerata riguarda il monitoraggio della vicenda Orlandi nell’orbita di Epstein, alla luce dei rapporti tra Epstein e il Vaticano in quel contesto.

Il punto di partenza della ricostruzione riguarda l’individuazione di un soggetto finanziario che potesse fungere da ponte tra la scomparsa di Orlandi e la banca associata a Epstein. Nella prospettiva proposta, l’unica banca che risulta naturalmente collegata alla vicenda Orlandi è lo IOR, la Banca del Vaticano, già coinvolta in più passaggi della storia della scomparsa.

orlandi e lo ior: richiesta di restituzione legata al banco ambrosiano

Secondo la cosiddetta pista finanziaria, Emanuela Orlandi sarebbe stata rapita come cittadina vaticana per ottenere la restituzione di soldi andati persi nel crack del Banco Ambrosiano. Nel racconto ricostruito, il collegamento riguarda la principale azione su cui si sarebbe innestato il sospetto: il Banco Ambrosiano, indicato come principale azionista dello IOR.

Nel quadro della pista finanziaria viene citato Paul Marcinkus, definito come figura chiave nel caso Orlandi all’inizio degli anni ’80. A partire da questo snodo, la ricostruzione cerca di far combaciare i tempi con l’apertura delle tombe nel 2019 e con i riferimenti della banca JP Morgan presenti nei materiali legati a Epstein.

giallo delle tombe vuote: cassa, documenti e scambi riservati

La narrazione torna all’estate del 2019, quando, una volta aperte le tombe, si sarebbe verificato un elemento ritenuto anomalo: un operaio avrebbe scalpellato con eccessiva forza e avrebbe scoperto che sotto le sepolture si trovava una stanza in cemento armato, definita incompatibile con una tomba ottocentesca. Anche tale spazio sarebbe risultato vuoto.

Questo insieme di dettagli viene presentato come centro di conversazioni su telefoni riservati della Santa Sede e, nel racconto, nel 2023 vengono richiamate notizie pubblicate riguardanti chat di persone vicine a Papa Francesco, datate 2013-14 e poi trasformate in atti di indagine. Le conversazioni sarebbero avvenute tra monsignor Angelo Balda e Francesca Chaoqui, condannata per Vatileaks 2, e inquadrate in Cosea, un ente voluto da Papa Francesco per fare luce sui conti dello IOR e ripulire la Santa Sede dagli scandali finanziari.

Da quelle chat emergerebbe la necessità di far sparire elementi collegati a Orlandi e di pagare chi si occupa delle tombe, con una frase riportata: “Bisogna far sparire quelle cose della Orlandi da lì e pagare i tombaroli”. Secondo quanto riportato, Pietro Orlandi avrebbe ricevuto screenshot della conversazione e tali riferimenti avrebbero collegato le indicazioni alle tombe vuote del Teutonico.

Ulteriori elementi citati riguardano dichiarazioni emerse dopo la diffusione di queste chat e le recenti audizioni della commissione parlamentare di inchiesta Orlandi/Gregori. In questo contesto, si sostiene che nella stanza vuota fosse presente una misteriosa cassa contenente documenti su Emanuela Orlandi, con riferimenti a questioni finanziarie legate al Vaticano di quegli anni, quindi collegate allo IOR.

La cassa viene quindi descritta come un punto di incrocio tra IOR e mistero della scomparsa di Emanuela Orlandi. Viene anche richiamata l’idea avanzata da diverse fonti secondo cui documenti relativi al sequestro Orlandi e documenti sui flussi finanziari dello IOR nell’era Marcinkus siano custoditi insieme. Resta da chiarire il legame conclusivo tra lo IOR e JP Morgan, indicata come banca utilizzata da Epstein.

jp morgan e i conti dello ior: trasferimenti e interruzione dei rapporti

Il collegamento tra JP Morgan e IOR viene ricostruito attraverso indagini sia giornalistiche sia giudiziarie. Nel racconto vengono citate fonti come Il Sole 24 Ore, Il Corriere e Il Fatto Quotidiano. L’attenzione si concentra su operazioni di trasferimento di grandi somme di denaro provenienti dallo IOR.

Nel dettaglio, gli investigatori italiani si sarebbero concentrati su movimenti definiti anomali, tra cui il trasferimento di 23 milioni di euro dallo IOR alla JP Morgan di Francoforte. Il dato include anche la quota di 20 milioni nel 2012 tramite ulteriori passaggi bancari.

Nel memoriale dell’ex presidente dello IOR, Ettore Gotti Tedeschi, viene indicato riferimento alla gestione di quei conti e alle pressioni ricevute nel periodo in cui l’istituto era sotto inchiesta per violazione delle norme antiriciclaggio.

La ricostruzione prosegue affermando che JP Morgan avrebbe poi interrotto i rapporti con lo IOR quando la gestione finanziaria vaticana non avrebbe soddisfatto requisiti di trasparenza. In questa cornice, viene descritto come la ricerca di responsabilità o dettagli sulla banca possa essersi intrecciata con la vicenda Orlandi e con gli intrecci riconducibili alla banca vaticana.

personaggi citati nella ricostruzione dei collegamenti

  • Emanuela Orlandi
  • Jeffrey Epstein
  • Laura Sgrò
  • Paul Marcinkus
  • Ettore Gotti Tedeschi
  • Angelo Balda
  • Francesca Chaoqui
  • Pietro Orlandi
  • Papa Francesco
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