È morto michele massimo tarantini, addio al regista delle commedie sexy con gloria guida ed edwige fenech

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È morto michele massimo tarantini, addio al regista delle commedie sexy con gloria guida ed edwige fenech

La scomparsa di Michele Massimo Tarantini spegne i riflettori su una figura centrale della commedia sexy all’italiana. Regista e sceneggiatore, 83 anni, ha lasciato un’impronta riconoscibile in un’epoca in cui il cinema riusciva a catalizzare milioni di spettatori in sala, trasformando gag e provocazioni in un genere capace di diventare fenomeno di massa.

Il decesso è avvenuto a Rio de Janeiro, in Brasile, città in cui Tarantini si era stabilito da molto tempo. A rendere nota la notizia è stato il cugino Sergio Martino, a sua volta regista di film considerati cult, che ha accompagnato il ricordo con parole cariche di rimpianto per i mancati riconoscimenti critici alla sua lunga carriera.

michele massimo tarantini: morte a rio de janeiro e notizia annunciata da sergio martino

Nel messaggio con cui ha condiviso la scomparsa, Sergio Martino ha ricordato che con Tarantini aveva diviso tanti anni di lavoro e che, da anni, il regista viveva in Brasile. Martino ha sottolineato il senso di ingiustizia legato all’assenza di un riconoscimento adeguato, evidenziando quanto Tarantini avrebbe meritato di più sia per la sua capacità professionale sia per la sua attività svolta in un periodo di cinema definito spesso “goliardico”.

Martino ha aggiunto anche un dettaglio personale e recente: pochi giorni prima della scomparsa, Tarantini lo aveva chiamato per comunicargli l’intenzione di venire a Roma nel prossimo giugno. L’anticipazione si è trasformata in un ulteriore motivo di rammarico, insieme alla considerazione dell’ampia umanità dimostrata nel lavoro.

carriera di tarantini: dalla gavetta tecnica all’esordio nel 1973

Nato a Roma il 7 agosto 1942, Michele Massimo Tarantini ha attraversato una lunga fase di gavetta tecnica dietro le quinte prima di esordire alla regia nel 1973. L’inizio della sua attività direttoriale è legato a un poliziesco dal ritmo serrato, “Sette ore di violenza per una soluzione imprevista”.

Il passaggio decisivo arriva poco dopo, quando Tarantini cavalca l’onda del cinema comico-erotico. In quegli anni, la sua regia diventa un punto di riferimento, con interpreti che contribuiscono a definire il tono del genere. Tra le attrici citate emergono Edwige Fenech, Gloria Guida, Barbara Bouchet e Lilli Carati, affiancate da figure della comicità come Lino Banfi, Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

tarantini e il cinema comico-erotico: film che hanno segnato gli anni

La filmografia di Tarantini viene descritta come un catalogo di titoli divenuti classici del costume. Nel percorso indicato rientrano “La liceale” (1976), “La professoressa di scienze naturali” (1976) e “La poliziotta fa carriera” (1976), seguiti da “L’insegnante viene a casa” (1978), “La poliziotta della squadra del buon costume” (1979) e “La dottoressa ci sta col colonnello” (1980).

Le pellicole vengono ricordate per il modo in cui, attraverso gag e provocazioni, raccontavano con leggerezza trasformazioni e tabù di un Paese in rapido cambiamento. La sua capacità di costruire intrattenimento resta centrale nel modo in cui la sua produzione viene collocata nel contesto culturale dell’epoca.

versatilità oltre il genere: dal poliziottesco al fantasy avventuroso

Tarantini non si limita alla sola commedia. In pieno clima da anni di piombo, firma pellicole legate al filone del poliziottesco, dirigendo attori del calibro di Henry Silva e Luc Merenda. Tra i titoli ricordati compaiono “Poliziotti violenti” (1976) e “Napoli si ribella” (1977).

Accanto alle incursioni nel poliziesco, esplora anche il fantasy avventuroso con “Sangraal, la spada di fuoco” (1982). In quel caso, la firma avviene attraverso lo pseudonimo anglofono Michael E. Lemick, elemento che testimonia la volontà di sperimentare soluzioni identificative diverse.

trasferimento in sudamerica e ultimi lavori: dal 1981 al 2001

A partire dagli anni Ottanta, dopo successi come “Crema, cioccolata e… paprika” (1981), Tarantini sceglie di varcare l’oceano. Si trasferisce in Sudamerica e stabilisce il Brasile come nuova base operativa, proseguendo la produzione con continuità.

Tra i titoli realizzati in quel periodo vengono citati “Nudo e selvaggio” (1985), “Italiani a Rio” (1987), “Lo sciupafemmine” (1988) e “Attrazione selvaggia” (1991).

L’ultimo lungometraggio indicato risale al 2001, con la commedia “Se lo fai sono guai”. Il film viene collocato dopo un temporaneo rientro in Italia all’inizio dei primi anni Duemila, prima della decisione di stabilirsi definitivamente a Rio de Janeiro. Con la sua attività si chiude un capitolo definito fondamentale per quel cinema popolare e “di consumo” capace di lasciare un’impronta durevole nell’immaginario collettivo.

collaborazioni e ricordi: l’influenza sulle scelte di location e attori brasiliani

Sergio Martino ha ricordato un aspetto di grande concretezza legato al lavoro di Tarantini: il contributo fondamentale nella scelta delle location e degli attori brasiliani per “L’allenatore nel pallone” (1984). Questo passaggio collega l’eredità professionale del regista a un progetto che conserva un ruolo significativo nella memoria cinematografica indicata.

Personaggi menzionati:

  • Michele Massimo Tarantini
  • Sergio Martino
  • Edwige Fenech
  • Gloria Guida
  • Barbara Bouchet
  • Lilli Carati
  • Lino Banfi
  • Renzo Montagnani
  • Alvaro Vitali
  • Franco Franchi
  • Ciccio Ingrassia
  • Henry Silva
  • Luc Merenda
  • Michael E. Lemick
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