Docufilm Grand Tour segreti delle academy della moda italiana

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Docufilm Grand Tour segreti delle academy della moda italiana

Nel cuore della moda italiana, lontano dai flash e dal ritmo frenetico delle fashion week, opera un sapere che spesso resta fuori dai riflettori: quello delle mani sartoriali, della precisione delle cuciture e della continuità di un saper fare costruito giorno dopo giorno. La Camera Nazionale della Moda Italiana (CNMI) sceglie il linguaggio del cinema per dare visibilità a questa dimensione: nasce così il docufilm Grand Tour. Viaggio attraverso le Accademie delle Arti e dei Mestieri, realizzato in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy 2026 con l’obiettivo di rimettere al centro la formazione.

grand tour cnmi: formazione al centro del made in italy

Il progetto non si limita a presentare l’industria attraverso immagini di superficie. Il docufilm Grand Tour entra nel vivo delle attività che sostengono la qualità della filiera, dedicando particolare attenzione a una componente cruciale ma meno percepita: la formazione. Il film è scritta e diretta da Alessandro Manieri, con produzione esecutiva affidata a The Blink Fish. L’impianto narrativo viene descritto come un racconto “dietro le quinte”, pensato per valorizzare i mestieri legati ai grandi marchi e per conferire dignità e visibilità al lavoro nella sua accezione più alta.

alleanza tra creatività e industria: il senso strategico del progetto

Carlo Capasa, Presidente di CNMI, inquadra il docufilm come una priorità strategica per il settore. Il valore del comparto, secondo quanto riportato, si fonda sull’alleanza tra creatività e industria: il documentario mira a rendere protagonisti mestieri straordinari e a riportare in evidenza il lavoro come elemento strutturale della qualità.

grand tour: il modello formativo nelle academy interne dei brand

Il film presenta un impianto formativo che si colloca nelle strutture interne delle aziende, descritte come otto colossi del Made in Italy. Il passaggio di competenze avviene a bottega, con allievi che apprendono dai maestri veterani. Nel racconto del progetto emerge anche un dato di contesto legato al rendimento formativo: i tassi di assunzione post-diploma vengono indicati come prossimi alla totalità.

da roma a solomeo: geografia delle 8 academy di eccellenza

La narrazione non assume la forma di un elenco, ma costruisce una vera e propria mappa del talento manifatturiero italiano. Le academy vengono descritte per vocazione e specializzazione, attraversando diverse aree geografiche e competenze tecniche. L’itinerario parte da Roma e si sviluppa lungo la penisola fino a Solomeo, passando per Napoli, Abruzzo e altre realtà aziendali.

valentino a roma: alta sartoria e selezione

La componente legata all’alta sartoria inizia a Roma, dove la Bottega dell’Arte di Valentino ospita sei studenti selezionati ogni anno. Il percorso si svolge nell’Atelier d’Haute Couture di Piazza Mignanelli e si articola in nove mesi. Durante il periodo formativo, gli allievi imparano la lavorazione manuale dalle ex Première e partecipano attivamente alla preparazione delle sfilate.

kiton a napoli e sartoria nazionale in abruzzo: iter biennale e pratica

Per la sartoria maschile, il percorso descritto si sposta a Napoli con la Scuola di Alta Sartoria Kiton, fondata nel 2000 da Ciro Paone. La scuola viene presentata come un punto di riferimento con l’obiettivo di formare giovani talenti: finora i formati vengono indicati come oltre 200.

In Abruzzo trova spazio un ulteriore tassello con la Scuola di Alta Sartoria Nazareno Fonticoli di Brioni, riaperta a Penne proprio quest’anno. Il modello formativo si basa su un iter biennale e su un volume annuo di 1.300 ore, descritto come fondato sulla pura pratica.

brunello cucinelli a solomeo e le botteghe di mestiere: competenze tra artigianato e impresa

Arrivando a Solomeo, il racconto mette in evidenza le Scuole di Alto Artigianato Contemporaneo di Brunello Cucinelli. Qui vengono indicate borse di studio mensili per apprendere arti antiche, tra cui rimaglio, rammendo e maglieria maschile.

Il documentario considera anche un modello ad alta intensità formativa e integrato. È il caso di Dolce&Gabbana, con le Botteghe di Mestiere attive dal 2012, recentemente ampliate con uno spin-off su oreficeria e orologeria. Accanto a questo, il Gruppo OTB, holding di Renzo Rosso, presenta la Scuola dei Mestieri che insegna prototipia, stile e industrializzazione, con un inserimento in azienda indicato pari all’85% degli iscritti.

tod’s e fendi: tecnologie digitali e stage retribuito

Il percorso formativo descritto nel docufilm include anche competenze orientate all’evoluzione ibrida. La Bottega dei Mestieri di Tod’s prepara figure tecniche in grado di unire la manualità calzaturiera tradizionale con strumenti tecnologico-digitali.

Infine, in ambito LVMH, l’Istituto dei Mestieri di Eccellenza Fendi collabora con Polimoda per specializzare nuove leve e professionisti in riconversione nella pelletteria d’alta qualità. Il programma prevede 400 ore di stage retribuito.

grand tour: nomi e istituzioni citati nel racconto

Il progetto riporta una serie di figure e realtà chiave legate alla CNMI e alla realizzazione del docufilm, insieme ad alcuni fondatori e partner citati nel contesto delle academy.

  • Carlo Capasa
  • Alessandro Manieri
  • The Blink Fish
  • Ciro Paone
  • Renzo Rosso
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