Dieta sana quanto costa in italia e il che sorprende
Mangiare sano in Italia diventa sempre più costoso, con aumenti che non seguono lo stesso ritmo in tutte le fasce della popolazione. Uno studio pubblicato su Quality & Quantity analizza la fattibilità economica di diete sostenibili e sane basate su un’impostazione riconducibile alla dieta mediterranea, evidenziando rincari fino al 20% e una chiara variabilità tra stagioni e territori. La ricerca mette in luce anche un divario rilevante tra Nord e Sud, con dinamiche differenti per prezzi medi, massimi e minimi.
dieta mediterranea più cara: rincari fino al 20% tra primavera ed estate
Lo studio conclude che la dieta mediterranea risulta più costosa nei mesi primaverili e estivi. L’andamento non è identico per tutti i gruppi considerati: emergono differenze nella composizione dei panieri e nella loro incidenza economica, influenzate anche da esigenze specifiche.
Nei risultati riportati, l’incremento complessivo nel triennio considerato si attesta intorno al 20% per più categorie, con un’unica eccezione nel confronto tra stagioni legato ai bambini piccoli, per i quali il costo tende ad essere più alto in inverno rispetto all’estate.
panieri sani e sostenibili: gruppi, periodo e base dati
L’analisi valuta il costo di panieri alimentari sani e sostenibili, costruiti sulla base della dieta mediterranea e differenziati in cinque gruppi: uomini adulti, donne adulte, adolescenti, bambini piccoli e anziani. Lo studio copre il periodo agosto 2021 – marzo 2024 e utilizza 326.721 rilevazioni di prezzo relative a 167 prodotti in 107 province italiane.
I dati provengono dall’Osservatorio Prezzi e Tariffe del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Per ciascun paniere vengono stimati un costo minimo, medio e massimo, consentendo di descrivere l’andamento economico nel tempo e nelle diverse aree.
costi per fasce d’età: aumenti medi vicini al 19-20%
Nel triennio 2021-24 il confronto tra mesi caldi e mesi freddi mostra variazioni significative. Le categorie con panieri più onerosi presentano valori stabilmente più elevati nei periodi primaverili-estivi, mentre nelle fasce più giovani gli importi sono inferiori ma comunque soggetti a incrementi consistenti.
uomini adulti: sopra 200 euro nei mesi caldi
Il paniere degli uomini adulti è quello con l’impatto economico maggiore. Nei mesi primaverili-estivi il costo si mantiene stabilmente oltre 200 euro, partendo da valori più bassi nel 2021. Nei mesi autunno-invernali il valore scende fino a circa 150–160 euro verso la fine del periodo analizzato.
L’aumento complessivo nell’intero triennio risulta dell’ordine del 20%.
donne adulte: da circa 175 a circa 208 euro nei mesi caldi
Per le donne adulte il costo medio mensile passa da circa 175 euro a circa 208 euro nei mesi caldi. Nei mesi freddi, invece, il valore si muove da circa 130 euro a circa 156 euro.
L’incremento complessivo nel triennio è vicino al 19–20%.
anziani e adolescenti: aumenti tra fasce intermedie e incrementi superiori al 20%
Per gli anziani il paniere si colloca in una fascia intermedia: i valori crescono progressivamente fino a circa 160–170 euro nei mesi caldi e fino a circa 120 euro nei mesi freddi. Anche in questo caso l’aumento complessivo è intorno al 20%.
Per gli adolescenti il costo medio passa da circa 109 euro a circa 131 euro nei mesi primaverili-estivi, mentre nei mesi autunno-invernali scende da circa 65 euro a circa 78 euro. L’incremento complessivo nel periodo risulta poco superiore al 20%.
bambini piccoli: incremento 20-25% e unica inversione stagionale
La dinamica economica più difforme riguarda i bambini piccoli. Il paniere passa da circa 49 euro a circa 62 euro nei mesi caldi e da circa 65 euro a circa 79 euro nei mesi freddi. L’aumento complessivo è compreso tra 20% e 25%.
Nel confronto tra stagioni, i bambini piccoli restano l’unica fascia con un costo più elevato in inverno rispetto all’estate.
differenze geografiche: Nord con prezzi medi e massimi più alti, Sud con minimi più elevati
Oltre alle variazioni stagionali, lo studio segnala differenze strutturali legate al territorio. I prezzi medi e massimi dei panieri risultano più alti nelle province del Nord. Al contrario, i prezzi minimi (interpretati come il costo più basso teoricamente necessario per seguire la dieta) risultano spesso più elevati al Sud.
possibili cause: concorrenza e presenza della grande distribuzione
Secondo quanto riportato, una spiegazione plausibile è collegata alla minore presenza della grande distribuzione organizzata in alcune aree del Sud. In tali contesti la concorrenza e le economie di scala sarebbero meno intense, con possibili ripercussioni sul livello dei prezzi minimi disponibili.
La ricerca richiama inoltre l’importanza di strumenti di monitoraggio e di politiche rivolte alle fasce più vulnerabili, poiché l’accessibilità economica di una dieta sana non risulta omogenea né nel tempo né nello spazio.
progetto Prin 2022 e obiettivi sul legame tra povertà e diete sostenibili
Lo studio è stato realizzato nell’ambito del progetto Prin 2022 “Food MeaSure – Poverty, Vulnerable Individuals and Sustainable Diets – New perspectives on Official Statistical data” (CUP: J53D23011590006). Il progetto analizza il rapporto tra povertà, vulnerabilità sociale e accesso a diete sane e sostenibili, impiegando in modo innovativo dati statistici ufficiali.
ricercatori coinvolti nello studio
Autori dello studio riportato:
- Stefano Marchetti (Università di Pisa)
- Ilaria Benedetti (Università della Tuscia)
- Haoran Yang (Università di Pisa)
- Mathias Silva Vazquez (Università di Roma Tor Vergata)