Di Donatello 2026, nomination: 16 candidature per Le città di pianura di Sossai e cinquine per La Grazia di Sorrentino e Cinque secondi di Virzì
Le nomination dei David di Donatello 2026 accendono subito i riflettori sul panorama cinematografico italiano, con un film destinato a catalizzare l’attenzione: Le città di pianura di Francesco Sossai si impone come pellicola più rappresentata, portando con sé una pioggia di candidature e, insieme, l’onda lunga della possibile sfida decisiva per la serata del 6 maggio.
Il quadro delle proposte mette in evidenza una competizione ampia e articolata, in cui i titoli di grande impatto restano legati a categorie chiave, mentre alcune scelte della stagione alimentano sorpresa e discussioni. In mezzo a questi incastri si collocano figure registiche e interpretative di primo piano, chiamate a contendersi i riconoscimenti principali nel corso della cerimonia trasmessa da Rai1.
le città di pianura sossai: quante nomination e perché fa scintille
Tra i titoli in corsa, Le città di pianura di Francesco Sossai risulta il vero punto di forza: sono sedici le candidature per l’alcolica commedia veneta on the road, prodotta da VivoFilm e Rai Cinema. Il successo della stagione ha accompagnato il film con un incasso di un milione e ottocentomila euro e poco più di 200mila spettatori.
La spinta del film si misura anche nel confronto diretto con i principali concorrenti, a partire da un gruppo di proposte distribuite in modo significativo nelle categorie.
competizione serrata: i titoli che tallonano le città di pianura
La corsa ai riconoscimenti vede La Grazia di Paolo Sorrentino con 14 nomination, mentre Le assaggiatrici di Silvio Soldini si colloca a 13. A seguire, con 8 candidature, compaiono Duse di Pietro Marcello, Fuori di Mario Martone e La città proibita di Gabriele Mainetti.
Seguono poi altri titoli: Primavera con 7 candidature, 40 secondi, Gioia mia e Queer con 5, fino a Cinque secondi di Paolo Virzì con 4.
colpi di scena nelle categorie: incassi alti ma una sola nomination
Nel quadro delle scelte dei David, emergono due casi che creano immediatamente discussione: Buen Camino di Checco Zalone e Follemente di Paolo Genovese si fermano a una candidatura, entrambe nella categoria miglior canzone originale.
regia ai David di Donatello 2026: sorrentino rientra dalla porta principale
Tra i passaggi più seguiti nelle nomination spicca il ritorno in primo piano di Paolo Sorrentino con La Grazia. Il regista napoletano si presenta come uno dei nomi più vicini alla competizione decisiva, con il film che diventa un contendente forte per la serata del 6 maggio, quando si terrà la cerimonia di premiazione.
La sfida alla regia comprende Silvio Soldini, Gabriele Mainetti, Mario Martone e Francesco Sossai, rendendo la competizione tutt’altro che prevedibile.
miglior attrice: sfida tra interpreti e titoli di punta
La competizione tra le attrici vede una rosa ampia. In corsa per i riconoscimenti principali figurano Valeria Bruni Tedeschi per Duse, Barbara Ronchi per Elisa, Valeria Golino per Fuori e Aurora Quattrocchi per Gioia mia. Completa il gruppo Anna Ferzetti per La Grazia e Tecla Insolia per Primavera.
miglior attore: scontro tra interpretazioni di primo piano
Nel confronto maschile, Toni Servillo in La Grazia entra nella competizione come figura centrale, con un ruolo descritto come tutt’altro che definitivo. A distanza ravvicinata si collocano Valerio Mastandrea per 5 secondi e Claudio Santamaria per Il Nibbio.
La corsa continua con gli interpreti di Le città di pianura, Pierpaolo Capovilla e Sergio Romano, anch’essi inseriti nel contesto competitivo.
attrici e attori non protagonisti: bagarre tra titoli e volti
La competizione nelle categorie dedicate alle interpretazioni non protagoniste amplia ulteriormente la lista dei contender. Valeria Bruni Tedeschi, Valeria Golino e Barbara Ronchi si ritrovano a confrontarsi anche nella categoria attrici non protagoniste.
Accanto a loro compaiono Matilda de Angelis per Fuori, Milvia Marigliano per La Grazia e Silvia D’Amico per Tre ciotole.
attori non protagonisti: più film in campo per la stessa categoria
La categoria attori non protagonisti si presenta particolarmente affollata. In lista figurano Francesco Gheghi per 40 secondi, Vinicio Marchioni per Ammazzare stanca, Fausto Russo Alesi per Duse e Lino Musella per Nonostante.
Il gruppo di Le città di pianura viene rappresentato anche da Andrea Pennacchi e Roberto Citran, inseriti nel quadro della stessa battaglia interpretativa.
miglior regia esordiente: competizione tutta al femminile con un inserimento esterno
La categoria miglior regia esordiente apre scenari distinti: la sfida è descritta come “tutta un questione tra donne”. In corsa figurano Ludovica Rampoldi per Breve storia d’amore, Margherita Spampinato per Gioia Mia, Greta Scarano per La vita da grandi e Alissa Jung per Paternal Leave.
Alla lista si aggiunge anche un inserimento esterno: Alberto Palmiero con Tienimi presente.
assenze e aspettative: La città proibita e altri nodi delle nomination
Nel complesso delle candidature, emerge un elemento che ridimensiona l’impatto di La città proibita: il film ottiene miglior regia ma non miglior film. Il contrasto tra riconoscimenti e assenza nella categoria principale contribuisce a creare un effetto di squilibrio nel modo in cui l’offerta viene valutata.
Restano inoltre note di rilievo sul panorama internazionale e sulle strategie di candidatura. Viene citato l’impiego di effetti speciali che dovrebbe almeno aver trovato spazio, con l’indicazione di un David assegnato al team di Stefano Leoni.
Tre ciotole e Un film fatto per bene: poche tracce tra i nominati
La corsa ai riconoscimenti riserva ulteriori differenze: la genialità di Franco Maresco non risulta più al centro delle scelte di categoria per quanto riguarda la cinefilia italiana, con riferimento al caso Un film fatto per bene nominato come miglior produzione.
Nel caso di Tre ciotole, opera tratta dalla Murgia, la presenza tra i nominati risulta limitata: il film risulta infatti volatilizzato dal taccuino delle candidature, con una sola eccezione segnalata in lista, cioè Silvia D’Amico nella categoria attrici non protagoniste.
cerimonia David di Donatello 2026 su Rai1: data e orario in prima serata
La cerimonia di premiazione dei David di Donatello 2026 sarà trasmessa da Rai1 il 6 maggio in prima serata.
figure in evidenza nelle nomination
- Francesco Sossai
- Paolo Sorrentino
- Silvio Soldini
- Pietro Marcello
- Mario Martone
- Gabriele Mainetti
- Paolo Virzì
- Checco Zalone
- Paolo Genovese
- Toni Servillo
- Valerio Mastandrea
- Claudio Santamaria
- Pierpaolo Capovilla
- Sergio Romano
- Valeria Bruni Tedeschi
- Barbara Ronchi
- Valeria Golino
- Aurora Quattrocchi
- Anna Ferzetti
- Tecla Insolia
- Matilda de Angelis
- Milvia Marigliano
- Silvia D’Amico
- Francesco Gheghi
- Vinicio Marchioni
- Fausto Russo Alesi
- Lino Musella
- Andrea Pennacchi
- Roberto Citran
- Ludovica Rampoldi
- Margherita Spampinato
- Greta Scarano
- Alissa Jung
- Alberto Palmiero
- Stefano Leoni
- Franco Maresco


