Delegazione Pd visita il carcere di Bernardo Pace: perché si è tolto la vita

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Delegazione Pd visita il carcere di Bernardo Pace: perché si è tolto la vita

La vicenda legata al processo Hydra si è trasformata in un caso dall’ampia risonanza, con l’aggiunta di un dramma personale che ha trovato spazio nelle indagini e nelle attività della Procura. Al centro della ricostruzione c’è Bernardo Pace, già condannato nell’ambito del procedimento milanese, la cui decisione di collaborare con la giustizia risulta essere stata oggetto di specifiche domande verbalizzate. La successiva morte in carcere ha avviato nuovi accertamenti da parte dell’autorità giudiziaria e ha alimentato verifiche politiche di livello parlamentare.

bernardo pace e la collaborazione nel processo hydra

Nel verbale datato 19 febbraio, Bernardo Pace afferma di essere pentito e di voler dissociarsi da quanto coinvolgente nella “tutta questa faccenda”, descrivendo la motivazione come un’esigenza di ripulire la coscienza e di tutelare i propri figli e nipoti. La verbalizzazione riporta anche il momento in cui la P.M. dott.ssa Cerreti gli chiede perché abbia deciso di collaborare con la giustizia. Quando viene domandato se tale scelta sia stata condivisa dalla moglie, Pace risponde: “Certamente, certamente”.

La stessa ricostruzione collega la collaborazione alla successiva collocazione in un diverso contesto penitenziario: Pace viene infatti spostato nel carcere di Torino. Il trasferimento avviene con modalità considerate adeguate alla sua condizione di collaboratore strategico in una tra le più importanti indagini contro la mafia nel nord Italia degli ultimi quindici anni. Nel quadro processuale citato si richiamano anche altre operazioni, indicate con Crimine-Infinito e Minotauro.

condizioni detentive, patologia e morte in carcere

La posizione di Pace risulta aggravata da una seria patologia, descritta come condizione difficilmente gestibile in termini di sopravvivenza. Per questo motivo, il detenuto viene indicato come trattato con ogni riguardo nel Padiglione “E”, denominato “Arcobaleno”, con sistemazione in cella singola, isolata dal resto e da ogni altro detenuto.

Nel racconto della dinamica che precede la morte, viene riferito che dopo aver consumato il pranzo, nel tardo pomeriggio di lunedì 16 marzo, Pace si impicca con un robusto filo utilizzato tipicamente per stendere, all’interno della propria cella. La ricostruzione conferma che è morto.

La Procura di Torino avvia ulteriori attività investigative. Viene inoltre precisato che nell’ambito dell’ordinario del processo Hydra aperto a Milano, i pubblici ministeri titolari dell’accusa, indicati come Cerreti e Ferracane, depositano i due verbali degli interrogatori resi da Pace, considerandoli affidabili.

delegazione parlamentare antimafia e verifica in carcere

La vicenda assume un ulteriore livello istituzionale con l’intervento della politica. Mercoledì, una delegazione di parlamentari del Partito Democratico composta dal senatore Walter Verini e dal senatore Andrea Giorgis visita il carcere di Torino. L’incontro avviene con i vertici dell’amministrazione penitenziaria allo scopo di comprendere ulteriori elementi, con l’obiettivo di far luce su una situazione descritta come drammatica e legata a un passaggio evocativo del passato del Paese.

commissione parlamentare antimafia: approfondimenti su milano e ulteriori audizioni

Secondo quanto annunciato da Walter Verini ai giornalisti fuori dal carcere, il 16 aprile la Commissione parlamentare antimafia si recherà a Milano per approfondire quanto emerso dal processo Hydra. La programmazione descritta indica che l’attività non si limiterà a quella singola missione.

Parallelamente, viene indicata la possibilità di audire anche Andrea Delmastro, ex sottosegretario alla Giustizia, in relazione a una vicenda collegata alla società “Le 5 Forchette”. La società viene associata alla presenza di Miriam Caroccia, indicata come diciottenne, figlia di Mauro Caroccia, condannato perché considerato prestanome del clan Senese a Roma.

relazione tra hydra e affari di famiglia

Nel quadro ricostruito, emerge un legame tra la vicenda richiamata e un’altra indagine denominata “Affari di famiglia”, che nel 2020 ha portato all’arresto di Mauro Caroccia e al sequestro dei suoi locali romani. Il filo che unisce le due dinamiche viene identificato nel riciclaggio dei proventi illeciti del clan Senese, descritto come attivo sia a Roma sia a Milano, dove operava in consorzio con esponenti di primo piano di Cosa Nostra e della ‘ndrangheta.

verbali di pace e omissis su rapporti con la politica

Un elemento specifico del materiale acquisito riguarda il verbale del 19 febbraio sottoscritto da Bernardo Pace. Nella ricostruzione si evidenzia la presenza di otto pagine omissate, indicate come quelle che raccolgono la risposta di Pace alla domanda della dott.ssa Cerreti sui rapporti tra i clan e i politici locali e nazionali.

il nodo mafie-politica e il ruolo dei contesti

La ricostruzione sottolinea che il rapporto tra mafie e politica rappresenta un nodo considerato irrisolto e viene presentato come fattore capace di incidere sulla resistenza delle organizzazioni criminali nel tempo rispetto alle azioni di prevenzione e contrasto. Nel testo viene richiamata l’idea di un sistema in cui, in assenza di una cornice politica giudicata coerente, le mafie riuscirebbero a mantenere spazio di sopravvivenza.

hydra e richiami simbolici interni alla narrazione

Viene richiamato anche il significato del nome Hydra associandolo alla figura mitologica uccisa da Eracle, con riferimento genealogico a Echidna e alla presenza del giovane Iolao. La narrazione collega questi riferimenti alla lettura del percorso dell’antimafia, evidenziando l’idea di un bisogno collettivo di intervento e non legato esclusivamente alla presenza di singoli “eroi”.

Personaggi citati nell’insieme della vicenda:

  • Bernardo Pace
  • dott.ssa Cerreti
  • Ferracane
  • Walter Verini
  • Andrea Giorgis
  • Andrea Delmastro
  • Miriam Caroccia
  • Mauro Caroccia
  • Eracle
  • Echidna
  • Iolao
Con la delegazione Pd, ho visitato il carcere in cui si è tolto la vita Bernardo Pace. Ecco perché

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