Crisi del sistema educativo italiano: cosa rivela la scuola del fatto

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Crisi del sistema educativo italiano: cosa rivela la scuola del fatto

Scuola, università e ricerca pubblica sono indicate come leve decisive per la vitalità economica, civile e culturale di un Paese. La condizione attuale descrive un quadro in cui numerosi anni di disinvestimenti e riforme avrebbero indebolito il settore, con effetti destinati a incidere sul futuro anche attraverso un “mancato guadagno”.

Secondo la prospettiva presentata, l’istruzione avrebbe progressivamente subìto una torsione verso logiche di mercato, mentre il sistema economico italiano avrebbe perso capacità di innovazione. Da qui si configura un paradosso: da un lato il Paese conterrebbe il minor numero di laureati in Europa, dall’altro i giovani qualificati tenderebbero a emigrare. In parallelo, la formazione non verrebbe più interpretata come crescita civile e culturale, ma come strumento di selezione, generando un doppio effetto: la produzione di figure tecniche orientate alle esigenze del mercato e la legittimazione delle disuguaglianze sociali come esito di un presunto merito.

scuola e università come ruolo educativo indebolito

Il percorso descritto individua nell’università una trasformazione verso la funzione di macchina certificatrice. In questa cornice, l’attenzione risulterebbe concentrata sulla distribuzione di credenziali più che sulla formazione di cittadini consapevoli. La conseguenza sarebbe lo svuotamento del ruolo educativo dell’istruzione superiore, con ricadute che rafforzerebbero le disuguaglianze e indebolirebbero la mobilità sociale.

Il quadro si collega anche a una più ampia crisi politica e culturale che accompagnerebbe quella economica, collegando la dimensione formativa alla tenuta complessiva del sistema.

fattori che incidono su valutazione, finanziamenti e selezione

La ricostruzione dei problemi richiama diversi ambiti: dai tagli ai finanziamenti alle modifiche dei sistemi di valutazione e di selezione. L’insieme di questi interventi viene presentato come una sequenza capace di indebolire lo spazio pubblico dell’istruzione e della ricerca, riducendo la capacità del settore di assolvere al proprio compito formativo.

Nel racconto complessivo, l’istruzione sarebbe stata progressivamente piegata a una logica funzionale al mercato, mentre gli effetti sarebbero visibili nella perdita di ruolo educativo e nella mancata valorizzazione della dimensione culturale e civile della formazione.

corso della scuola di cittadinanza: contenuti e obiettivi

Per analizzare e comprendere più a fondo le dinamiche descritte, la Scuola di cittadinanza del Fatto Quotidiano propone un corso. La responsabilità scientifica è attribuita al Professor Francesco Sylos Labini. Il percorso è rivolto a cittadini e cittadine interessati a capire come scuola, università e ricerca siano state progressivamente svuotate del loro ruolo educativo e formativo.

La finalità indicata riguarda la necessità di mettere a fuoco le ragioni con cui si sarebbe arrivati a questo cambiamento e il modo in cui le trasformazioni nel sistema formativo avrebbero prodotto effetti sul piano sociale e culturale.

date, orari e modalità del corso

Le lezioni si svolgeranno dal 14 maggio al 12 giugno 2026, nelle giornate di giovedì e venerdì, dalle ore 18.00 alle 20.00.

Tutte le lezioni saranno tenute in modalità webinar e fruibili anche in on demand.

limiti e regole per i commenti

Accanto alle informazioni sul corso, viene riportato anche un insieme di regole relative alla pubblicazione dei commenti. La pubblicazione risulta sospesa dalle 20 alle 9. I commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore e il massimo di caratteri per messaggio è fissato a 1.500. Ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana.

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Personaggi, ospiti o membri del cast menzionati:

  • Francesco Sylos Labini

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