Corte dei conti indaga quattro manager della sanità su ricco stipendio e pensione ai tempi di De Luca

• Pubblicato il • 4 min
Corte dei conti indaga quattro manager della sanità su ricco stipendio e pensione ai tempi di De Luca

Una contestazione amministrativo-contabile che mette al centro presunte irregolarità legate a doppie retribuzioni e pensione anticipata di ex vertici sanitari in Campania. La procura campana della Corte dei conti ha notificato un invito a dedurre nei confronti di quattro ex direttori generali di Aziende Sanitarie campane, ipotizzando un danno erariale complessivo superiore a 880mila euro.

La ricostruzione muove da una presunta violazione di una normativa che vieta il conferimento di incarichi dirigenziali e direttivi a chi si trova in quiescenza, salvo che l’attività venga svolta a titolo gratuito. Secondo gli accertamenti, nei rapporti contestati non sarebbe stata rispettata questa condizione.

danno erariale e contestazione per i quattro ex direttori generali

Il procedimento prende forma a partire dalle contestazioni relative ai compensi percepiti dopo il collocamento in pensione. Nell’ambito dell’istruttoria emerge l’ipotesi di una gestione non coerente con il quadro normativo applicabile, con effetti economici ritenuti rilevanti sul piano contabile.

importi contestati a ciascun dirigente sanitario

  • Giuseppe Longo, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Federico II di Napoli (dal 9 agosto 2022 all’8 agosto 2025): contestazione di un danno erariale di 171mila euro.
  • Renato Pizzuti, già direttore generale dell’Azienda Ospedaliera San Giuseppe Moscati di Avellino (dal 9 agosto 2022 all’8 agosto 2025): contestazione di un danno erariale di oltre 382mila euro.
  • Attilio Antonio Montano Bianchi, già direttore generale dell’IRCCS Fondazione Pascale di Napoli (dal 12 ottobre 2016 al 12 ottobre 2024): contestazione di un danno erariale di quasi 134mila euro.
  • Vincenzo D’Amato, già direttore generale dell’Ospedale universitario San Giovanni di Dio e Ruggi D’Aragona di Salerno (dall’1 agosto 2023 all’8 agosto 2025): contestazione di un danno erariale di oltre 193mila euro.

presunte violazioni: pensione e retribuzione dirigenziale

La contestazione si concentra sulla presunta percezione contemporanea di pensione e retribuzione dirigenziale. L’impostazione accusatoria riguarda i periodi compresi tra il 2022 e il 2025, descrivendo l’iter lavorativo e i compensi che sarebbero stati incassati dal momento del pensionamento fino alla cessazione dell’incarico.

Secondo quanto ricostruito, gli indagati avrebbero optato per una pensione volontaria prima della naturale scadenza del mandato, proseguendo però con l’incarico e continuando a percepire i compensi. In parallelo, la procura contabile rileva che sarebbe avvenuta una gestione economica non coerente con le regole previste per chi si trova in quiescenza.

mancata trasformazione a titolo gratuito e comunicazioni ritenute carenti

Il quadro contestuale richiama la richiesta di un chiarimento avanzata dal direttore generale della Sanità Antonio Postiglione, secondo cui non sarebbe pervenuto alcun riscontro da parte della Presidenza del consiglio dei ministri in merito. Negli atti trasmessi agli indagati risulta anche la segnalazione dell’assenza di risposta a un’interrogazione consiliare di FdI alla giunta guidata da De Luca, che ipotizzava un danno erariale sulla base del quesito relativo alla trasformazione dei rapporti, dopo il collocamento in quiescenza, in rapporti a titolo gratuito.

Ulteriori elementi riguardano il comportamento amministrativo successivo al pensionamento: gli ex direttori generali, secondo la ricostruzione, avrebbero omesso di segnalare il mutamento dello status alla Direzione generale per la tutela della salute e il coordinamento del sistema sanitario regionale della Regione Campania.

retribuzione sospesa e riattribuzione con arretrati

Nei passaggi ricostruiti emerge anche una dinamica specifica: tre dei quattro direttori generali avrebbero inizialmente sospeso l’erogazione della retribuzione in coincidenza con il collocamento in quiescenza. Successivamente, però, avrebbero riattribuito autonomamente la retribuzione, comprensiva degli arretrati maturati, con la mancata comunicazione alla competente Direzione generale regionale.

indagine della finanza e coordinamento dell’azione contabile

Gli accertamenti sono stati svolti dal Nucleo Pef della Finanza di Napoli, operando agli ordini del colonnello Paolo Consiglio. Il lavoro è stato coordinato dai pubblici ministeri contabili Ferruccio Capalbo e Raffaella Miranda, sotto la responsabilità del procuratore Giacinto Dammanco.

Il perimetro temporale ricostruito si estende sul periodo 2022-2025, collegato agli ultimi anni dell’era De Luca, con la finalità di verificare la posizione lavorativa e i compensi percepiti dagli interessati nel passaggio tra pensionamento e conclusione dell’incarico.

personaggi e figure coinvolte nella procedura

  • Giuseppe Longo
  • Renato Pizzuti
  • Attilio Antonio Montano Bianchi
  • Vincenzo D’Amato
  • Antonio Postiglione
  • Paolo Consiglio
  • Ferruccio Capalbo
  • Raffaella Miranda
  • Giacinto Dammanco
Stipendio e pensione, ma era vietato: la Corte dei conti indaga 4 manager della sanità campana ai tempi di De Luca

Per te