Controllo monte dei paschi di siena voto e nuova legge che avrebbe dovuto aiutare Caltagirone

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Controllo monte dei paschi di siena voto e nuova legge che avrebbe dovuto aiutare Caltagirone

Dopo settimane segnate da ripianamenti, riposizionamenti e una fitta rete di indiscrezioni, la partita per il controllo del Monte dei Paschi di Siena entra nella fase decisiva: oggi i soci si riuniscono in assemblea per scegliere il nuovo consiglio di amministrazione della banca. Il contesto è particolarmente delicato perché la gestione del gruppo, finito sotto i riflettori dopo il salvataggio pubblico, si intreccia con gli sviluppi su altri asset di rilievo, tra cui il recente passaggio di controllo che ha coinvolto Mediobanca e la contestuale presa di posizione sulle Generali.

Al centro della giornata c’è anche un elemento istituzionale: il Ministero dell’Economia mantiene ancora una quota del 4,9% dell’istituto. Sullo sfondo, l’obiettivo di costruire un terzo polo bancario italiano, mentre il confronto in assemblea si presenta come uno snodo complesso, per via delle regole che governano la nomina del consiglio.

monte dei paschi di siena assemblea e nomina del consiglio di amministrazione

La procedura di voto si fonda su modalità che rendono difficile anticipare l’esito finale. Il Monte dei Paschi, infatti, risulta essere la prima società quotata ad aver depositato una lista di candidati per il rinnovo del cda secondo le prescrizioni della cosiddetta legge Capitali, adottata dal governo e pensata per affrontare le dinamiche legate all’autoperpetuazione dei consigli di amministrazione.

La norma avrebbe dovuto entrare in vigore nel 2025, in tempo per l’ultimo rinnovo del consiglio di amministrazione delle Generali. Il percorso di applicazione si è però esteso a causa delle verifiche della Consob, con l’avvio della procedura fissato nel 2026.

come cambiano le regole con la legge capitali

Anche qualora la lista proposta dovesse ottenere la maggioranza dei voti in assemblea, non è garantito che la composizione finale rispecchi automaticamente quella lista. La disciplina prevede che, in determinati casi, i candidati vengano votati singolarmente da tutti gli azionisti, inclusi quelli che hanno sostenuto altre compagini. Le poltrone, inoltre, sono assegnate proporzionalmente alle liste votate, elemento che aumenta l’incertezza sul risultato.

integrazione con mediobanca e impatto sulle generali

La vicenda del Monte dei Paschi si collega a operazioni e equilibri che riguardano Mediobanca e le Generali. Il gruppo salvato dallo Stato ha conquistato Mediobanca portando il controllo delle Generali, indicata come il principale conglomerato finanziario del Paese. Nel quadro viene richiamato il ruolo degli eredi Del Vecchio e di Francesco Gaetano Caltagirone, con la cornice dei poteri pubblici legati alla quota del Ministero dell’Economia.

Questo assetto rafforza la dimensione strategica della scelta del cda del Monte: l’assemblea di oggi non riguarda soltanto la governance della banca, ma anche una fase in cui la gestione delle operazioni sul mercato richiede allineamenti e conferme da parte degli azionisti.

cambio di candidati nel cda e ruolo di luigi lovaglio

La competizione si è accesa attorno a una decisione interna del board che ha creato un effetto domino. A fine febbraio, mentre il consiglio stava completando la stesura della lista, è stato scelto di escludere dai candidati l’amministratore delegato uscente Luigi Lovaglio, appena impegnato a presentare al mercato un nuovo piano industriale del gruppo, che includeva anche la fusione con Mediobanca.

Secondo quanto riportato, l’operazione e il suo possibile impatto avrebbero alimentato dissapori tra Lovaglio e Caltagirone. Nel perimetro delle indiscrezioni viene inoltre menzionata un’indagine a Milano: l’ipotesi è che Lovaglio e il costruttore romano abbiano aiutato a ottenere Mediobanca e quindi Generali, sulla base di un accordo che sarebbe stato tenuto segreto al mercato, con ulteriori ricadute legate alla complessità delle relazioni tra soci.

prima esclusione e poi rientro in corsa

Dopo l’esclusione, si è registrato un primo colpo di scena: la fuoriuscita di Lovaglio dalla lista, con la conseguente proposta di una terna di candidati. In quella fase il board ha indicato una terna con un profilo non bancario, l’attuale amministratore delegato di Acea Fabrizio Palermo, oltre a Corrado Passera (già amministratore delegato di Intesa Sanpaolo) e Carlo Vivaldi, banchiere di lunga esperienza mai arrivato al vertice di un grande gruppo.

Successivamente la terna si è ridotta a un candidato unico, Palermo, nonostante i dubbi della BCE sulla sua idoneità. La valutazione definitiva, secondo quanto indicato, avverrà solo se la nomina verrà effettivamente confermata.

Il secondo passaggio decisivo è stato il rientro in corsa di Lovaglio, sostenuto da un piccolo azionista del Monte, la Plt della famiglia Tortora. Questa nuova ricandidatura è stata presentata come il risultato di un’operazione rapida nel mettere insieme una compagine di qualità e un seguito dichiarato da investitori, tra cui il gestore del fondo sovrano norvegese Norges e il fondo Usa Blackrock.

Il quadro include anche un dato operativo: nel frattempo Lovaglio risulta essere stato licenziato dal suo incarico di direttore generale della banca.

voto individuale, proxy advisor e possibili esiti

La lista resta in vantaggio in termini di percezione complessiva, ma l’assetto del voto individuale introduce variabili determinanti. In particolare, i proxy advisor, indicati come consulenti con un peso rilevante presso il Monte per la presenza della maggioranza dei fondi, hanno esaminato il caso e hanno raccomandato ai loro clienti di votare la rosa del cda uscente. L’indicazione non riguarda però l’intero pacchetto.

consigli di iss e indirizzi di glass lewis

Iss, nello specifico, avrebbe consigliato di non sostenere la ricandidatura del presidente uscente Nicola Maione, oltre a quella del presidente del comitato nomine Domenico Lombardi e di altri sei candidati ritenuti vicini a Caltagirone, incluso il figlio dell’ingegnere Alessandro. Sul fronte opposto, Iss avrebbe invece promosso Palermo, con l’argomento secondo cui le perplessità sarebbero superate dalla presenza di profili esperti come Passera e Vivaldi

Il controllo del Monte dei Paschi di Siena alla prova del voto con la nuova legge che avrebbe dovuto aiutare Caltagirone

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