Concertone primo maggio roma ha perso tutto taranto ha senso narrazione e lotta
Renzo Rubino, cantautore e fulcro di Porto Rubino, ha presentato a Milano l’ottava edizione del Festival. L’appuntamento, in programma per l’estate, riporta la musica sulle coste della Puglia, con concerti che sfruttano il mare come scenografia e colonna sonora. Nel raccontare l’edizione appena annunciata, Rubino parla di un lavoro di affinamento: la manifestazione “rimette a fuoco la rotta” puntando su qualità, coraggio nelle scelte e un vissuto più intimo e profondo.
porto rubino: concerti su barche tra meteo e ricerca della qualità
La formula dei concerti in mare impone condizioni variabili e, per questo, la gestione artistica assume un ruolo centrale. Rubino evidenzia come su una barca le condizioni meteo possano cambiare e come la presenza di molti artisti renda più complesse le performance. La direzione scelta per questa edizione è quella di asciugare i tempi e dare più spazio a ciò che arriva dal contesto marittimo, con l’obiettivo di mantenere un livello alto e coerente.
porto rubino pensa: taranto come racconto e serata di riflessione
La partenza è fissata per il 14 luglio da Taranto, con Porto Rubino Pensa. La serata viene descritta come un momento dedicato alla riflessione, dove la musica incontra la narrazione. La scelta della città non è presentata come casuale: Taranto viene indicata come un simbolo e, da tempo, al centro delle cronache, con un racconto che guida l’impianto della manifestazione.
un cast tutto al femminile costruito attorno alla presenza di carmen consolI
Sul palco si alterneranno Angelica Bove, Carmen Consoli e Concita De Gregorio, con Erica Mou. Il cast, definito tutto al femminile, nasce da una circostanza descritta come “felice casualità”. Rubino spiega che, quando si è concretizzata la possibilità di avere Carmen Consoli, percepita come un sogno, è stato naturale costruire un gruppo in grado di accompagnare e valorizzare il suo concerto. Il risultato atteso è una serata di alto spessore culturale, sostenuta dalla conduzione di un’artista indicata come profondamente libera e capace di dosare le parole per far riflettere.
sfide del sistema musicale: cachet, competizione e necessità di nuove realtà
Nel confronto con l’organizzazione del festival, Rubino sottolinea che le difficoltà non mancano e che ogni anno affiora il pensiero di “basta, mollo”. Le cause vengono ricondotte a un sistema musicale sempre più competitivo: crescono i cachet e la competizione si traduce in una “guerra” tra festival per accaparrarsi l’artista di grido. In questo contesto, l’idea centrale è che l’unico modo per continuare a esistere sia creare esperienze che vadano oltre il singolo più recente.
Rubino descrive Porto Rubino come una realtà in cui l’artista è importante quanto il luogo. L’esperienza viene presentata come una combinazione tra contesto e proposta musicale, con l’obiettivo di offrire una dimensione in cui la performance non sia separata dal territorio e dalla cornice.
responsabilità e scelte artistiche: fedeltà alle idee e attrito con la burocrazia
La responsabilità più grande, secondo Rubino, è mantenere la coerenza con le proprie idee senza farsi trascinare dall’ansia di dover riempire per far quadrare i conti. Questa fedeltà, però, incontra ostacoli legati a burocrazia e a logiche delle amministrazioni locali, descritte come restie ad accettare scelte artistiche non convenzionali.
critica al concertone e valorizzazione di una narrazione
Inquadrata in questa visione, emerge la critica al Concertone del Primo Maggio di Roma. Secondo Rubino, l’evento avrebbe perso tutto “da secoli”, mentre il Concertone di Taranto, a suo dire, possiede un senso, una narrazione e una lotta. Il festival viene quindi delineato come uno spazio che deve garantire spazio ad artisti non necessariamente mainstream: in assenza di questo approccio, il senso del luogo da offrire agli artisti per farsi conoscere diventerebbe, secondo la sua impostazione, problematico.
il ritorno a sanremo: musica non compatibile e sogni ancora aperti
Sul tema del ritorno a Sanremo, Rubino afferma che la proposta artistica attuale non sarebbe adatta al Festival. Pur dichiarando di non averlo previsto in partenza, sostiene che oggi il Festival appare lontano da come concepisce la musica, definendolo come un matrimonio che probabilmente non funzionerebbe. Viene citato un esempio: l’ultimo disco con la banda difficilmente troverebbe spazio sul palco dell’Ariston.
Il futuro resta comunque aperto con un principio sintetico, riassunto nell’idea di “mai dire mai”. Il sogno indicato non riguarda però una partecipazione tradizionale: Rubino esprime il desiderio di diventare direttore artistico di Sanremo e si sofferma sul tema di come arrivarci, senza aggiungere dettagli sul percorso.
ospiti e protagonisti sul palco
Per Porto Rubino Pensa è prevista una selezione di nomi legati alla serata di riflessione e narrazione:
- Angelica Bove
- Carmen Consoli
- Concita De Gregorio
- Erica Mou
