Compagnie low cost tagliano voli: a volotea, il caro carburante spaventa

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Compagnie low cost tagliano voli:  a volotea, il caro carburante spaventa

Il prezzo del carburante per aerei sta diventando un nodo sempre più critico per le compagnie aeree a basso costo, con effetti immediati sul calendario dei voli. L’aumento dei costi è legato alle tensioni geopolitiche tra Iran e Medio Oriente: la chiusura dello Stretto di Hormuz ha sottratto una quota rilevante di petrolio al mercato, facendo salire rapidamente i prezzi del rifornimento e accendendo timori legati a possibili carenze capaci di tradursi in cancellazioni. In risposta, diversi operatori low-cost stanno intervenendo prima che la situazione evolva ulteriormente, ricalibrando capacità e frequenze.

caro carburante e crisi dei voli low-cost: cancellazioni in corso

Ryanair, Transavia, Volotea e altre compagnie aeree a basso costo stanno affrontando le conseguenze economiche dell’aumento del carburante per aerei, che si collega anche alla guerra in Iran e in Medio Oriente. L’inasprimento dei costi spinge molte società a ridurre i voli, mentre resta sullo sfondo l’ipotesi che possibili problemi di approvvigionamento possano portare a ulteriori annullamenti. Il quadro generale evidenzia una reazione tempestiva: non solo attesa di una carenza, ma interventi operativi già in fase di pianificazione.

avvisi e prenotazioni anticipate

Nel contesto delle raccomandazioni al pubblico, è stato richiamato il consiglio di prenotare in anticipo. Karen Schaler, conduttrice di Travel Therapy Tv, ha commentato l’evoluzione delle cancellazioni invitando a pianificare prima della possibile fase di maggiore instabilità. L’indicazione si collega anche alle preoccupazioni già espresse da Michael O’Leary, CEO di Ryanair, che aveva segnalato il rischio che i timori di carenza inducano a rinviare le prenotazioni.

perché le low-cost reagiscono prima: modello e margini

Le compagnie aeree a basso costo risultano esposte in modo particolare alla variazione dei costi energetici. Il motivo risiede nella natura del loro modello: con biglietti più contenuti, la capacità di assorbire l’incremento del carburante è più limitata rispetto ad altri operatori. Diverse stime indicano che queste compagnie controllano poco più di un terzo del mercato globale, rendendo i loro aggiustamenti particolarmente rilevanti sull’intero ecosistema dei voli.

tagli nel periodo estivo e rotte marginali

Le cancellazioni non dipendono solo da fattori straordinari: in base a quanto segnalato da Dudley Shanley, analista finanziario di Goodbody, è normale che le compagnie modifichino gli orari in questo periodo dell’anno quando la domanda non corrisponde alle aspettative sulle singole rotte. Tuttavia, se i prezzi del carburante restano elevati, le low-cost vengono spinte verso ulteriori tagli.

Quando prima della guerra era possibile mantenere rotte anche poco redditizie, l’impennata dei costi rende necessario un ricalcolo delle priorità. La fase di intervento coinvolge molte compagnie già durante l’alta stagione estiva: secondo Dan Jorgensen, commissario europeo per l’energia, è probabile che le vacanze di molte persone siano influenzate da cancellazioni o da biglietti estremamente costosi.

strategie operative: coperture carburante e capacità di assorbimento

Il ritmo delle decisioni dipende anche da quanto le compagnie si sono assicurate in anticipo il carburante a prezzi fissi. In Europa, secondo le indicazioni presenti, le compagnie tendono a farlo più di quanto avvenga in altre aree del mondo, fattore che incide sulla possibilità di gestire l’aumento dei costi senza tagli immediati.

esempi di compagnie: tagli e misure annunciate

Air Transat, compagnia low-cost canadese, ha tagliato il 6% del programma voli da maggio a ottobre. AirAsia X, tra i principali operatori low-cost del Sud-est asiatico, ha annunciato ulteriori tagli ai voli e persino ad alcune coincidenze, senza fornire una stima complessiva del totale.

All’inizio del mese, la compagnia con sede in Malesia ha dichiarato un possibile aumento delle tariffe fino al 40%, precisando che circa il 10% dei suoi voli complessivi era già stato cancellato. Sul fronte europeo, Wizz Air, secondo quanto riportato, finora ha resistito a riduzioni della capacità, con l’amministratore delegato Jozsef Varadi che ha sostenuto la scelta di non tagliare la capacità, ritenendo che lo farebbero altri operatori, e l’idea di restare più veloci dei competitor rispetto ai tagli più rapidi in atto nel settore.

riduzioni del settore: Lufthansa e Air France-Klm

Le mosse di Wizz Air risultano coerenti con quanto accaduto in altri gruppi. È citata la decisione del gruppo tedesco Lufthansa, che ha annunciato la cancellazione di 20.000 voli dal programma fino a ottobre, oltre alla sospensione dei servizi della compagnia regionale CityLine. Anche Air France-Klm ha intrapreso misure: la controllata low-cost Transavia ha ridotto del 2% i voli a maggio e giugno, mentre KLM ha contenuto le cancellazioni all’1% dei suoi voli europei.

ryanair, transavia e volotea: misure specifiche e variazioni di capacità

Per Ryanair non è stato indicato direttamente l’aumento del prezzo del carburante come motivazione, bensì l’insieme legato ad alti costi e tasse. La compagnia ha annunciato una riduzione dei voli da e per Berlino a partire da ottobre. Inoltre, è prevista una riduzione del 10% dei voli da Dublino, con riferimento alla criticità della capacità disponibile dell’aeroporto. Anche Volotea, compagnia spagnola, ha ridotto quasi dell’1% i voli dal suo programma estivo, secondo le indicazioni registrate dall’inizio del mese.

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