Biopic più odiati pubblico: i 4 film che hanno deluso tutti, altro che michael
Il fascino dei biopic è indiscusso, ma la strada verso il grande schermo si rivela spesso piena di ostacoli. Tra ricerca della somiglianza, gestione del confine tra realtà e mito e aspettative altissime del pubblico, le pellicole dedicate alle icone della musica e del cinema finiscono per essere giudicate anche per ciò che non riescono a rendere. Un confronto tra più titoli mostra come il pubblico possa accogliere certe opere con entusiasmo, mentre altre incontrano critiche nette e un ritorno di fiamma del ricordo personale dei fan.
Michael di Antoine Fuqua: biopic e record al botteghino
Il biopic su Michael Jackson non ha conquistato l’entusiasmo della critica: secondo la stampa la pellicola viene percepita come un film fan service, orientato a evitare qualunque ombra sull’artista. Nonostante questo giudizio, i risultati commerciali raccontano un’altra storia. Il film Michael, diretto da Antoine Fuqua, sta infatti registrando numeri da record al botteghino, indicando un forte gradimento da parte del pubblico.
Un simile entusiasmo, almeno secondo il contesto descritto, non si vedeva da tempo in un genere che richiede una precisione quasi chirurgica. Portare sul grande schermo la vicenda di un’icona del cinema o della musica è complesso per vari motivi: il primo è la somiglianza fisica, dove il rischio di scadere nel grottesco cresce con l’uso di protesi posticce e parrucche inverosimili. Anche la narrazione presenta difficoltà, perché le fonti sono molteplici e il confine tra realtà e mito risulta molto labile. A completare il quadro entrano le aspettative del pubblico: da fan si pretende realismo, con la richiesta implicita che il ricordo dell’idolo non venga “macchiato”.
Back to Black: l’eredità di Amy Winehouse perde impatto
Il caso di Amy Winehouse riapre una ferita nel pubblico. Nel 2015 Amy, documentario di Asif Kapadia, è stato ricordato per la sua capacità di toccare i fan, raccontando la vita della cantante tra dipendenza e tentativi di rinascita, mantenendo come costante l’amore per la musica. Sullo stesso terreno emotivo, Back to Black di Sam Taylor-Johnson non riesce a produrre lo stesso effetto.
La pellicola viene descritta come noiosa, più simile a un assemblaggio dei videoclip della cantante che a una finestra sulla sua vita. A interpretare Amy Winehouse è Marisa Abela, indicata anche per aver affrontato, come la cantante, una lotta contro la dipendenza. Il punto critico individuato riguarda l’impostazione complessiva: l’eredità di Amy Winehouse finisce per perdersi, assorbita da un focus morboso sui tormenti invece che valorizzare la musica.
Stardust – David prima di Bowie: Ziggy Stardust e giudizi duri
Nel confronto con la figura di David Bowie, viene sottolineata la responsabilità di scegliere quale fase della vita raccontare. Stardust - David prima di Bowie, diretto da Gabriel Range, sceglie un percorso ambizioso: raccontare la nascita dell’alter ego Ziggy Stardust in un momento considerato cruciale per l’uomo e per l’artista. La scelta, secondo le reazioni riportate, si accompagna però a un risultato contestato.
Il film, con Johnny Flynn nel ruolo principale, viene indicato come uno dei biopic più odiati di sempre. Le critiche citate parlano di una pellicola noiosa e bizzarra, con una colonna sonora ritenuta deludente. In alcune valutazioni si arriva anche ad affermare che il film rappresenti una sorta di offesa sia a David Bowie sia al cinema in generale.
Blonde: il biopic su Marilyn Monroe tra difficoltà di coerenza
Blonde è presentato come il biopic dedicato a Marilyn Monroe, incentrato sull’ascesa e sulla prematura scomparsa dell’attrice. Il film è basato sull’omonimo romanzo di Joyce Carol Oates e vede la regia di Andrew Dominik. La narrazione parte da Norma Jeane Mortenson Baker e arriva a Marilyn Monroe attraverso l’interpretazione di Ana de Armas.
Il giudizio critico evidenzia un problema centrale: Blonde non riesce a delineare un ritratto coerente della pin up e delle sue contraddizioni. Secondo quanto riportato dai fan, l’unico elemento veramente salvabile sarebbe la performance di Ana de Armas. Per il resto, la pellicola verrebbe accusata di eccessiva sessualizzazione della figura di Marilyn Monroe, con l’effetto di sminuire l’artista e di reintrodurla (ancora una volta) in una logica di sfruttamento mediatico.
Nina: controversie sul casting e impostazione criticata
Il biopic su Nina Simone con Zoe Saldana risale al 2016: è scritto e diretto da Cynthia Mort. Il nome del film resta legato, come indicato, alla controversia sul casting e alla scelta della black face per rendere la cantante e attivista. La critica però non si limita a questo aspetto.
Nina viene descritto come un pessimo film anche per ulteriori ragioni. Tra queste rientra il mancato tentativo di evitare i cliché dell’artista tormentata. Il periodo più autodistruttivo della cantante viene raccontato in modo giudicato artefatto, mentre la sceneggiatura viene indicata come piatta e l’intero film risulta molto confuso. In conclusione, l’obiettivo dei fan sarebbe quello di dimenticare la presenza del film nelle sale.
personaggi e figure coinvolte nei biopic citati
- Michael Jackson
- Antoine Fuqua
- Amy Winehouse
- Asif Kapadia
- Sam Taylor-Johnson
- Marisa Abela
- David Bowie
- Gabriel Range
- Ziggy Stardust
- Johnny Flynn
- Marilyn Monroe
- Joyce Carol Oates
- Andrew Dominik
- Ana de Armas
- Nina Simone
- Zoe Saldana
- Cynthia Mort
- Norma Jeane Mortenson Baker


