Autismo in italia diagnosi in aumento e servizi ancora carenti per le famiglie

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Autismo in italia diagnosi in aumento e servizi ancora carenti per le famiglie

La realtà delle persone con disturbo dello spettro autistico (ASD) e delle loro famiglie in Italia è descritta come un contesto complesso, spesso caratterizzato da bisogni elevati e da supporti non sempre adeguati da parte delle istituzioni. I dati riportati indicano un numero significativo di persone coinvolte e, parallelamente, un incremento delle diagnosi nel tempo, con ricadute dirette sulla pianificazione dei servizi sanitari, educativi e sociali.

disturbo dello spettro autistico in italia: numeri e crescita delle diagnosi

Secondo i dati più recenti dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS) riferiti al 2024, in Italia vivono circa 600mila persone con autismo. Nel corso degli anni si registra un aumento rilevante delle diagnosi di ASD: un riferimento citato indica 1 bambino su 77, con prevalenza dei casi nei maschi.

L’ISS sottolinea anche un cambiamento importante nelle tempistiche diagnostiche: le diagnosi risultano oggi più precoci e vengono accertate verso i 3 anni di età, contro una media internazionale intorno ai 4 anni. Negli ultimi vent’anni, inoltre, l’Associazione nazionale genitori perSone con autismo (Angsa) riporta un incremento complessivo di persone autistiche di oltre il 10%.

perché aumenta il numero dei casi: diagnosi, criteri e consapevolezza

La crescita osservata nei dati è spiegata soprattutto con un miglioramento del sistema di identificazione e classificazione. L’aumento dei casi viene collegato principalmente a migliori capacità diagnostiche, a maggiore consapevolezza e a un ampliamento dei criteri diagnostici, più che a un effettivo incremento dell’incidenza.

I dati nazionali citano che circa 1 bambino su 77 tra i 7 e i 9 anni presenta una diagnosi di disturbo dello spettro autistico. Questo quadro viene interpretato come una conferma del bisogno assistenziale rilevante lungo l’intero arco della vita, con la necessità di rafforzare organizzazione e risorse a supporto delle persone autistiche e delle loro famiglie, attraverso politiche integrate in ambito sanitario, educativo e sociale.

età di diagnosi sempre più precoce: segnali, reti e programmi di sorveglianza

Il progressivo anticipo dell’età alla prima diagnosi viene ricondotto alla maggiore diffusione delle conoscenze, alla formazione dei professionisti e all’attenzione crescente delle famiglie rispetto ai segnali di sviluppo considerati atipici. A questi elementi si aggiunge il rafforzamento dei programmi di sorveglianza del neurosviluppo promossi a livello nazionale dal Ministero della Salute tramite ISS.

In particolare, vengono indicate reti di coordinamento tra pediatri, servizi educativi e neuropsichiatria infantile. L’obiettivo è individuare precocemente i segnali di rischio e attivare interventi tempestivi. Questo approccio organizzato contribuisce a rendere possibili diagnosi più rapide e percorsi di presa in carico più efficaci.

criticità nei servizi per autismo: territorialità, continuità e accesso ai percorsi

L’autismo viene descritto come condizione di vita complessa e non come una singola malattia. Le criticità riportate riguardano soprattutto la qualità e l’uniformità dei servizi. Le famiglie segnalano disomogeneità territoriale, carenza di interventi continuativi e difficoltà di accesso a percorsi specialistici adeguati, in particolare nei casi più complessi.

Un ulteriore elemento di difficoltà evidenziato riguarda la frammentazione dei percorsi assistenziali e la mancanza di uniformità nei modelli organizzativi adottati.

omogeneità dei percorsi e modelli basati sull’evidenza: interventi attesi

Per affrontare le criticità segnalate, vengono indicate attività orientate a rendere più omogenei i percorsi clinico-diagnostici, migliorare l’organizzazione dei servizi e promuovere modelli basati sull’evidenza scientifica. Al centro dell’impostazione è anche un maggiore coinvolgimento delle famiglie nei processi di cura.

progetti di vita e qualità dell’età adulta: accesso e continuità dei servizi

Tra gli aspetti più complessi viene indicata la garanzia di una buona qualità di vita anche per gli adulti con autismo. Le famiglie denunciano un’elevata difficoltà a ottenere accesso a progetti di vita indipendente. La soluzione proposta si concentra su un rafforzamento strutturale dei servizi lungo l’intero arco della vita.

Nel Paese risultano disponibili Linee Guida interamente dedicate all’età adulta, basate su evidenze scientifiche aggiornate. Queste indicazioni si collegano alla riforma introdotta dal Decreto Legislativo n. 62/2024, con una sottolineatura sulla necessità di investire in servizi continuativi lungo tutto il percorso di vita.

norme e attuazione: approccio biopsicosociale e progetto di vita

La questione dell’attuazione delle norme viene affrontata facendo riferimento a un’opportunità derivante dall’evoluzione del quadro normativo. Viene richiamato un approccio biopsicosociale coerente con la Convenzione ONU, basato su valutazione multidimensionale e su un progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato.

Questo orientamento viene considerato rilevante per superare la frammentazione degli interventi e garantire una lettura integrata di bisogni sanitari, riabilitativi, educativi e sociali. In tale contesto, il Ministero della Salute attraverso il Fondo Autismo promuove iniziative finalizzate a formazione degli operatori, monitoraggio degli interventi e costruzione di reti integrate tra servizi sanitari, educativi e sociali, così da rispondere in modo più efficace e personalizzato ai bisogni delle persone autistiche.

fondo autismo: variazioni nel tempo, stanziamenti e obiettivi 2025-26

Le risorse del Fondo Autismo vengono descritte come oggetto di cambiamenti nel tempo e di ripartizioni a livello regionale. Il Fondo risulta istituito nel 2016 con una dotazione iniziale di 5 milioni di euro annui, con l’obiettivo di sostenere interventi e servizi dedicati. In base a quanto riportato, la dotazione non resta immutata perché subisce modifiche tramite i successivi interventi normativi: in particolare, la Legge di Bilancio interviene periodicamente per ricalibrare le risorse, legandole ai vincoli complessivi della finanza pubblica.

È citato anche un periodo in cui il Fondo è rimasto inutilizzato per alcuni anni, con successivo sblocco nel 2023.

fondo autismo 2025-26: importo e linee di utilizzo

Per il biennio 2025-26, il Fondo Autismo—istituito in attuazione della legge 134—prevede uno stanziamento di circa 10 milioni di euro. Le risorse, frutto di un accordo tra Ministero della Salute e ISS, sono indirizzate alla diagnosi precoce, al sostegno dei Progetti di vita e al potenziamento dei servizi territoriali.

Viene inoltre indicata l’implementazione di équipe multidisciplinari nei servizi pubblici per la gestione delle emergenze comportamentali, ambito definito ad alta complessità clinica e con forte impatto sulle famiglie. Le risorse saranno impiegate sia per consolidare interventi già avviati sia per avviare nuove azioni, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze territoriali e rendere più efficaci e uniformi i percorsi di presa in carico su tutto il territorio nazionale.

intervistata: maria luisa scattoni

La riflessione sui dati e sulle strategie operative è stata affidata a Maria Luisa Scattoni, coordinatrice dell’Osservatorio Nazionale Autismo e direttrice del Centro nazionale malattie rare.

  • Maria Luisa Scattoni
“Aumentano i casi di autismo perché è migliorata la capacità di diagnosi. Ora vanno rafforzati i servizi e le risorse a supporto delle famiglie”
Categorie: NewsSalute

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