Adozione e gravidanza dopo infertilità: lo sblocco psicologico raccontato Solenghi
Un racconto intimo fatto di attese, svolte e legami solidi: Tullio Solenghi, ospite nel salotto di Nunzia De Girolamo a “Ciao Maschio” su Rai 1, ripercorre un passaggio decisivo della sua vita di coppia, centrato sul desiderio di diventare genitori. La conversazione affronta un periodo contraddistinto da difficoltà emotive e da riflessioni che, col tempo, aprono la strada a una scelta capace di cambiare l’andamento della storia personale.
tullio solenghi a “ciao maschio” e il percorso verso la genitorialità
Nel corso dell’intervista, Solenghi descrive un tempo lungo e complesso: “Non riuscivamo ad avere figli, sono stati sette anni lunghissimi”. L’attore racconta come il desiderio di genitorialità fosse accompagnato dalla sensazione di stare in difficoltà, soprattutto osservando ciò che accadeva intorno: “Vedevamo le coppie che avevamo intorno”, con il fratello che riusciva a generare, mentre lui e la moglie avevano un grande desiderio. In quella fase, il confronto quotidiano con le storie altrui rendeva il percorso ancora più gravoso.
sette anni difficili e la svolta legata all’adozione
Il racconto conduce a un momento di svolta maturato dopo riflessioni condivise. La decisione diventa concreta: “Avevamo deciso di adottare un bimbo peruviano”. A quel punto viene presentata la domanda e arriva una notizia inattesa: “abbiamo fatto domanda e Laura è rimasta incinta”. Solenghi collega l’evento anche a uno sblocco psicologico, indicandolo come elemento che ha contribuito a cambiare lo scenario emotivo.
il ruolo di laura come guida e primo confronto quotidiano
Al centro della chiacchierata emerge il legame con la moglie, presentato come presenza costante e punto di riferimento. Solenghi sottolinea la funzione di Laura nelle scelte e nelle verifiche legate al suo lavoro: “È sempre stata il primo arbitro di quello che facevo, il primo pubblico, il primo test se sorrideva”. L’approvazione che arrivava da quel confronto immediato diventava una conferma concreta: “era promosso”, secondo l’effetto che la reazione di lei produceva su quanto stava accadendo davanti agli occhi.
amore e lavoro: equilibrio costruito anche con il trio
Nella ricostruzione del rapporto tra vita privata e professione, Solenghi afferma di aver mantenuto una linea precisa: “Non ho mai voluto mescolare il privato con la professione”. All’interno di questo equilibrio, però, Laura conserva comunque una funzione chiave, descritta come un termometro emotivo: “Laura aveva comunque un ruolo, era il nostro termometro”. Il riferimento riguarda anche l’esperienza del celebre Trio, realizzato con Massimo Lopez e Anna Marchesini, nel quale la dinamica tra lavoro e relazioni resta al centro del modo in cui la vita quotidiana è stata gestita.
lo scioglimento del trio e l’eredità umana del legame
Un passaggio importante riguarda anche la fase successiva allo scioglimento del Trio. Solenghi definisce l’esperienza come un momento in cui era in gioco sia la dimensione professionale sia quella umana: “Non si è separato un trio di amici”, ma “un trio in scena” risulta “doloroso all’inizio”. Nonostante la difficoltà iniziale, il rapporto viene descritto come tenuto insieme da un’amicizia solida, capace di restare presente fino agli ultimi momenti.
ospiti e figure presenti nel racconto
La conversazione mette in evidenza le persone coinvolte direttamente nella cornice dell’intervista e nel percorso personale:
- Tullio Solenghi
- Nunzia De Girolamo
- Laura
- Massimo Lopez
- Anna Marchesini


