Vino o birra quale bicchiere riduce del 21% il rischio per il cuore

• Pubblicato il • 5 min
Vino o birra quale bicchiere riduce del 21% il rischio per il cuore

Una nuova ricerca riaccende l’attenzione sugli effetti del consumo basso e moderato di alcol, con risultati che indicano differenze legate al tipo di bevanda. L’indagine, basata su dati provenienti dalla popolazione generale, sarà presentata il 28 marzo alla Sessione Scientifica Annuale dell’American College of Cardiology e concentra il focus su mortalità per qualsiasi causa e su specifiche patologie cardiovascolari.

consumo di alcol basso e moderato: cosa mostra lo studio

Da tempo l’uso elevato di alcol viene associato a rischi dannosi per la salute. La nuova analisi valuta invece il potenziale impatto di un consumo da basso a moderato, ipotizzando che gli effetti possano cambiare in base al prodotto assunto.

La ricerca è osservazionale e coinvolge oltre 340.000 adulti britannici, integrando anche informazioni già emerse da lavori precedenti. Zhangling Chen, professore presso il Secondo Ospedale Xiangya della Central South University in Cina e autore senior dello studio, evidenzia che nei gruppi con maggiori fragilità cliniche, come persone con patologie cardiovascolari o malattie croniche, i rischi potrebbero risultare ancora più alti.

uk biobank e follow-up: analisi su 340.924 adulti

Gli autori hanno esaminato le abitudini di consumo di alcol e gli esiti di mortalità tra 340.924 partecipanti allo studio UK Biobank, con dati raccolti nel periodo 2006-2022. All’ingresso nello studio, ogni soggetto ha compilato un questionario alimentare includendo il consumo di alcol, quantificato in grammi di alcol puro al giorno e alla settimana.

come vengono definite le categorie di consumo

Per uniformare le quantità, i ricercatori considerano una corrispondenza tra porzioni comuni e contenuto alcolico:

  • una lattina di birra da 355 ml contiene circa 14 g di alcol puro
  • un bicchiere di vino da 150 ml contiene circa 14 g di alcol puro
  • un bicchierino di superalcolico da 45 ml contiene circa 14 g di alcol puro

In base ai grammi settimanali o giornalieri, i partecipanti vengono classificati in:

  • non bevitori o bevitori occasionali: meno di 20 g a settimana (circa 1,5 unità alcoliche standard)
  • basso consumo: per gli uomini tra 20 g a settimana e 20 g al giorno; per le donne tra 20 g a settimana e 10 g al giorno
  • consumo moderato: per gli uomini tra 20 g e 40 g al giorno (tra 1,5 e 3 unità); per le donne tra 10 g e 20 g al giorno
  • consumo elevato: per gli uomini oltre 40 g al giorno (circa 3 unità); per le donne oltre 20 g al giorno (circa 1,5 unità)

Le associazioni con la salute vengono osservate per una media di oltre 13 anni.

risultati su mortalità e rischio cardiaco

Rispetto a chi non beve mai o beve solo occasionalmente, chi consuma quantità elevate di alcol mostra un incremento del rischio di morte:

  • 24% in più di mortalità per qualsiasi causa
  • 36% in più di mortalità per cancro
  • 14% in più di mortalità per malattie cardiache

Accanto alla quantità, la ricerca segnala che a parità di consumo, ai livelli bassi e moderati incide il tipo di bevanda. Superalcolici, birra e sidro risultano associati a un rischio di morte significativamente più elevato, mentre la stessa quantità di consumo di vino corrisponde a un rischio inferiore.

mortalità cardiovascolare: differenze tra vino e altre bevande

La ricerca riserva un’attenzione specifica ai decessi legati a patologie cardiovascolari. Un consumatore moderato di vino presenta un rischio inferiore del 21% di morire per malattie legate al cuore e alla circolazione rispetto a chi non beve mai o beve solo occasionalmente. Al contrario, anche un basso consumo di superalcolici, birra o sidro risulta associato a un rischio di morte per malattie cardiovascolari superiore del 9% rispetto ai non consumatori.

perché emerge un vantaggio attribuito al vino

Gli autori indicano possibili spiegazioni per le differenze osservate tra i vari tipi di alcol. Alcuni composti presenti nel vino rosso, come polifenoli e antiossidanti, possono avere effetti potenzialmente benefici sulla salute cardiovascolare. Inoltre, viene riportato che il vino è consumato più frequentemente durante i pasti e, secondo i dati raccolti, da persone con alimentazione di qualità superiore e uno stile di vita in media più sano.

Superalcolici, birra e sidro tendono invece a essere consumati più spesso al di fuori dei pasti e risultano collegati a una minore qualità complessiva dell’alimentazione e ad altri fattori di rischio connessi allo stile di vita. Chen sottolinea che tali elementi possono contribuire alle differenze rilevate nel rischio di mortalità, evidenziando l’importanza di tipo di bevanda e modalità di consumo.

analisi delle variabili considerate e limiti dello studio

Gli scienziati includono nei modelli diversi fattori, tra cui variabili demografiche, condizioni socioeconomiche, elementi legati allo stile di vita, fattori cardiometabolici e anamnesi familiare di diabete, malattie cardiovascolari e cancro. Il consumo di alcol deriva da autodichiarazioni. Inoltre, non emergono cambiamenti nei modelli di consumo nel tempo in base a quanto rilevato.

Viene anche ricordato che i partecipanti della UK Biobank risultano generalmente più sani della popolazione generale, aspetto che potrebbe limitare la generalizzabilità dei risultati. Lo studio viene considerato un punto di partenza, con possibilità di ulteriori approfondimenti. Allo stesso tempo, viene evidenziato che ampiezza del campione e durata del follow-up rafforzano la potenza statistica dell’indagine.

messaggio principale sulla relazione tra alcol e rischio

Chen afferma che i dati contribuiscono a chiarire risultati precedenti giudicati contrastanti sul consumo da basso a moderato, proponendo che la valutazione dei rischi debba considerare non soltanto la quantità, ma anche il tipo di bevanda. La ricerca associa livelli bassi e moderati di superalcolici, birra e sidro a una mortalità più alta, mentre indica che un consumo da basso a moderato di vino potrebbe comportare un rischio inferiore.

figure scientifiche citate

  • Zhangling Chen
Categorie: NewsSalute

Per te