Steatosi epatica colpisce un italiano su quattro
La steatosi epatica rappresenta un accumulo anomalo di trigliceridi nelle cellule del fegato ed è una condizione con rilevanti implicazioni cliniche, soprattutto nei soggetti con diabete e obesità. Una diagnosi precoce permette di avviare terapie mirate e di limitare le conseguenze nel lungo periodo. Va sottolineato che solo una piccola parte dei pazienti risulta idonea ai nuovi trattamenti in valutazione, per cui va identificata precocemente e trattata in modo appropriato.
steatosi epatica: diagnosi precoce e gestione
La steatosi epatica ha una prevalenza stimata intorno al 25% della popolazione generale, con incremento tra le persone affette da diabete e obesità. Una diagnosi precoce è cruciale per orientare percorsi terapeutici appropriati e ridurre il rischio di progressione. La valutazione clinica deve includere l’identificazione di soggetti a rischio elevato per instaurare un piano di sorveglianza mirato.
Lo stato clinico dell’organo è determinato dall’accumulo di trigliceridi nelle cellule epatiche, i cosiddetti epatociti. Le forme iniziali possono essere steatosi semplice, reversibile con una dieta adeguata e attività fisica. Se non trattata, può evolvere in steatoepatite (MASH), caratterizzata da infiammazione e possibile avanzamento a fibrosi. A sua volta, la patologia può progredire a cirrosi, con possibile insorgenza di epatocarcinoma e necessità di trapianto di fegato. In assenza di un intervento tempestivo, tali quadri possono determinare complicanze gravi e mortalità.
steatosi epatica e ruolo dell'epatologo nel percorso diagnostico
L’epatologo occupa una funzione centrale nel percorso diagnostico, nella valutazione del rischio e nella definizione del piano di trattamento. La gestione può essere multidisciplinare, con collaborazione tra diabetologi, specialisti dell’obesità e medici di medicina generale. Nulla viene sottovalutato: lo specialista delle malattie del fegato resta il punto di riferimento per la stratificazione del rischio e la scelta delle strategie terapeutiche più adeguate.
steatosi epatica: monitoraggio e accesso alle terapie future
Le società scientifiche sono parte attiva nei tavoli istituzionali per definire strategie diagnostiche e terapeutiche, favorendo l’ottimizzazione delle risorse e l’appropriatezza clinica. Tutti i pazienti con patologia dismetabolica o sindrome metabolica necessitano di controlli regolari, mentre chi presenta alterazioni del profilo lipidico, obesità o diabete deve essere valutato tramite esami di funzionalità epatica, ecografia ed eventualmente elastografia epatica per stratificare il rischio di progressione e facilitare l’accesso alle terapie disponibili o in valutazione.
La gestione della steatosi epatica richiede un approccio mirato e tempestivo per orientare il percorso terapeutico al fine di ridurre le implicazioni cliniche e migliorare la qualità della vita dei pazienti.
persone presenti all'incontro:
- Giacomo Germani — segretario AISF e direttore dell’Unità Trapianto multiviscerale, Azienda Ospedaliera Università di Padova
- Ylenia Zambito — senatrice, segretario della X Commissione del Senato