Sostenibilità nasce shift alleanza tra industria ricerca e territori per la transizione

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Sostenibilità nasce shift alleanza tra industria ricerca e territori per la transizione

Shift nasce con un obiettivo chiaro: mettere in rete competenze industriali, ricerca e governance territoriale per affrontare in modo sistemico le sfide legate alla transizione ecologica. La piattaforma, promossa da Gruppo Cap, riunisce operatori industriali e tecnologici, centri di ricerca e soggetti coinvolti nella pianificazione territoriale, puntando allo sviluppo di modelli integrati per la gestione delle infrastrutture ambientali.

La presentazione si è svolta a Roma, presso la sede dell’Istituto Luigi Sturzo, durante un evento nazionale che ha coinvolto rappresentanti delle istituzioni, del sistema produttivo e del mondo scientifico.

shift: piattaforma integrata per la transizione ecologica e le infrastrutture ambientali

La nascita di Shift risponde a un’esigenza emersa con forza nel dibattito europeo e nazionale: le sfide climatiche, energetiche e industriali richiedono interventi non più settoriali e isolati, ma capaci di costruire sinergie tra filiere diverse e competenze complementari.

In questo quadro, le infrastrutture ambientali—acqua, energia, rifiuti e recupero delle risorse—assumono un ruolo strategico per competitività e resilienza dei territori. L’acqua, in particolare, non viene trattata solo come tema ambientale: viene indicata come un fattore chiave per il sistema economico e produttivo del Paese. In base ai dati richiamati, fino al 20% del Pil nazionale risulta riconducibile alla disponibilità della risorsa idrica, mentre la filiera estesa dell’acqua genera un valore economico con un moltiplicatore pari a 2,8.

missione di shift: collaborazione pubblico-privato e modelli scalabili

La piattaforma muove una missione orientata a favorire la collaborazione tra soggetti pubblici e privati, sostenere innovazione tecnologica e costruire nuovi modelli di integrazione tra servizi ambientali. L’obiettivo dichiarato è contribuire allo sviluppo di soluzioni scalabili per la transizione ecologica.

Shift intende inoltre diventare uno spazio permanente di confronto e co-progettazione, capace di mettere a sistema esperienze industriali, innovazione tecnologica e visione strategica dei territori.

pilastri strategici di shift: transizione climatica, bioeconomia e sinergia tra acqua e rifiuti

L’attività della piattaforma si articola in tre pilastri principali, collegati alle direttrici della trasformazione in corso.

transizione climatica: nature-based solutions e tecnologie aquatech

Il primo pilastro riguarda la transizione climatica, con attenzione alle Nature-Based Solutions, allo sviluppo delle tecnologie Aquatech e ai percorsi di neutralità energetica delle infrastrutture ambientali.

bioeconomia: riuso, acque reflue e valorizzazione delle matrici organiche

Il secondo ambito è dedicato alla bioeconomia. Le iniziative sono orientate al riuso e alla qualità delle acque reflue, oltre alla valorizzazione delle matrici organiche nella prospettiva di una gestione circolare delle risorse.

sinergia tra acqua e rifiuti: integrazione dei servizi e reti energetiche

Il terzo pilastro riguarda la sinergia tra acqua e rifiuti. La piattaforma mira a sviluppare modelli di integrazione tra Servizio Idrico Integrato, sistemi energetici, reti di teleriscaldamento e filiere della gestione dei rifiuti. La direzione indicata è una gestione sempre più efficiente e sostenibile delle infrastrutture ambientali.

policy brief e integrazione acqua-energia: recupero termico e teleriscaldamento urbano

Il debutto operativo di Shift coincide con la presentazione del primo Policy Brief, focalizzato sulle opportunità di integrazione tra infrastrutture idriche e sistemi energetici urbani.

Nel documento viene analizzato il potenziale di recupero dell’energia termica presente nelle acque reflue. Il testo descrive i depuratori come possibili “miniere energetiche”, evidenziando che le reti del ciclo idrico mantengono una temperatura stabile tra 10 e 20°C durante l’anno.

Questa risorsa viene presentata come oggi poco valorizzata, con la possibilità di essere trasformata tramite pompe di calore industriali per alimentare le reti di teleriscaldamento urbano (Tlr). L’integrazione tra Servizio Idrico Integrato e Teleriscaldamento viene indicata come esempio concreto di evoluzione delle infrastrutture ambientali da sistemi settoriali a vere e proprie piattaforme energetiche urbane.

richieste normative di shift: equiparazione, defiscalizzazione e semplificazione autorizzativa

Per rendere i modelli proposti scalabili, Shift sottolinea la necessità di un aggiornamento del quadro normativo nazionale, necessario per superare le barriere economiche presenti.

Il Policy Brief presenta richieste rivolte al governo, tra cui:

  • equiparazione normativa tra calore recuperato ed elettricità ai fini dei target ambientali Ue al 2045
  • defiscalizzazione dell’energia elettrica impiegata per alimentare il recupero termico
  • riconoscimento della strategicità delle opere di integrazione tra infrastrutture
  • drastica semplificazione degli iter autorizzativi

La semplificazione viene collegata alla necessità di ammortizzare gli alti costi di posa delle reti e garantire la messa a terra dei finanziamenti entro le scadenze del Pnrr.

partecipanti e partner di shift: operatori industriali, ricerca e pianificazione territoriale

Il progetto include la partecipazione di realtà che operano lungo la filiera dell’acqua, dell’energia e dell’innovazione, insieme a soggetti di ricerca e competenze di pianificazione. Tra i partecipanti e i partner citati figurano:

  • Utilitalia
  • Fondazione Utilitatis
  • Aqua Pubblica Europea
  • A2A Calore e Servizi
  • Ala
  • Gruppo Allevi
  • Aquanexa
  • Bioforcetech
  • Gruppo Cap
  • Isle Utilities
  • Tecno Habitat
  • Land
  • Ordine degli Ingegneri di Milano
  • Politecnico di Milano
  • Rice House
  • Ars Ambiente
  • Ascolto Attivo

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