Schiaparelli: í a Dua Lipa la grande mostra che trasforma la moda in arte

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Schiaparelli: í a Dua Lipa la grande mostra che trasforma la moda in arte

Elsa Schiaparelli continua a sorprendere anche a distanza di decenni, con un linguaggio visivo costruito tra audacia, ironia e una costante contaminazione tra moda e arti. A Londra, il Victoria & Albert Museum dedica alla stilista un percorso pensato per trasformare vestiti e oggetti in veri elementi di racconto, rendendo la bellezza un fatto vivo, luminoso e mai accademico.

mostra schiaparelli: fashion becomes art al victoria & albert museum

Il Victoria & Albert Museum di South Kensington presenta dal 28 marzo la mostra “Schiaparelli: Fashion Becomes Art”, in programma fino al 28 novembre 2026. L’allestimento si sviluppa all’interno di gallerie pensate con attenzione a ogni dettaglio visivo: la luce resta bassa, le ombre contribuiscono alla narrazione e l’architettura delle sale è predisposta per far risplendere abiti, oggetti, dettagli, gioielli, foto e quadri realizzati e ispirati da Schiaparelli.

Il percorso costruisce un racconto temporale che intreccia storia, carriera e successo, mantenendo viva l’idea di una ricerca che continua a mescolarsi con l’arte. Il mondo creativo della stilista appare come una costruzione fatta con ago e filo, guidata da una visione ironica e al tempo stesso volteggiante, capace di vestire donne definite da carattere, unicità e presenza.

londra e il rapporto con l’energia creativa di schiaparelli

Nata a Roma tra filosofia, arte e miti, Elsa Schiaparelli a Londra si sentiva a casa, legata a una libertà espressiva che includeva letteratura e amore per la monarchia. La mostra richiama anche il modo in cui il Regno Unito l’ha accolta: nel 1933 il paese la riconobbe immediatamente, trovando affinità nella sua capacità di muoversi fuori dalle regole e di non temere di “tradire” la bellezza per costruirne una nuova versione.

visioni artistiche e invenzioni: il percorso tra arte, teatro e cinema

All’interno della narrazione espositiva, il gusto e la bellezza vengono presentati come elementi non convenzionali, audaci e lontani dallo stile accademico. La ricerca di Schiaparelli si alimenta del dialogo tra futurismo e surrealismo, uniti alla ricerca di luoghi irrazionali in cui sorpresa e meraviglia rendono possibile l’apertura verso un mondo inatteso.

Il racconto passa anche attraverso i materiali e gli oggetti: nei 400 oggetti raccolti emerge l’uso di componenti inediti, concetti fuori dal comune, insetti e “azzardi” capaci di ritrovare armonia e malizia. La creatività diventa così un linguaggio coerente, in cui moda e immaginazione lavorano insieme senza perdere ritmo.

schiaparelli e la maison: dal 1927 al 1935 tra parigi e innovazione

La mostra ricostruisce la traiettoria della maison con un filo conduttore centrato sull’innovazione. Vengono richiamate capitali particolarmente ricettive come Parigi, Londra e New York, con la storia descritta passo dopo passo. La narrazione evita l’idea di un percorso chiuso: ensembles, abiti da giorno e da sera, accessori, arredi e profumi continuano a vivere in uno specchio che li rende attuali e eterni.

Nel 1927 arriva la prima collezione; nel 1935 si afferma l’atelier in Place Vendôme, 21 con quattrocento impiegati, un elemento presentato come segnale pubblico della conquista di un pubblico desideroso di evasione e coraggio.

daniel roseberry e il capitolo contemporaneo

Il legame tra passato e presente è affidato al testimone raccolto da Daniel Roseberry, direttore creativo dal 2019. A lui viene attribuito il capitolo contemporaneo: la firma del presente mantiene l’audacia e lo spirito originale della casa di moda, definita come caratterizzata da esuberanza e disobbedienza.

rapporto tra schiaparelli e l’arte: ispirazioni e opere trasformate in moda

Le sale del V&A seguono la storia a partire da “designign the modern wardorbe”, con i primi passi dell’atelier legati a una lettura originale dell’abbigliamento pratico. Il percorso mostra come l’attenzione si sposti tra dettagli inattesi che impreziosiscono i capi, includendo anche la dimensione degli abiti da sera.

La sezione dedicata al rapporto con l’arte mette in evidenza legami concreti. Tra le amiche di Pablo Picasso compaiono diverse estimatrici di “Schiap”, così come era chiamata da fuori dall’Italia. Quando una di queste fece il suo ingresso nello studio indossando un abito della stilista, Picasso rimase talmente impressionato da trasformare l’episodio in un dipinto, oggi esposto nella mostra.

Nel dialogo continuo tra surrealismo, cultura e moda rientrano anche altri grandi nomi. La mostra ricorda il contributo di Jean Cocteau, Man Ray e Cecil Breton, inseriti nel racconto come artisti che hanno disegnato per Elsa Schiaparelli.

simboli iconici: lobster dress e telefono lobster

Tra le presenze più evocative spicca il Lobster Dress, l’abito bianco con la grande aragosta che scivola giù, indossato da Wallis Simpson, l’americana divorziata che costò la corona a Edoardo VIII scegliendo lei. L’oggetto resta al centro dell’esposizione accanto al telefono Lobster creato un anno dopo nel 1938 da Salvador Dalì.

donne, figure culturali e alleanze creative nel mondo di schiaparelli

La mostra restituisce anche la rete di personalità che circonda e alimenta la figura di Schiaparelli. Il racconto include figure del mondo della moda, dell’arte e della cultura, presentate come protagoniste del tempo e come presenze collegate al fascino delle sue creazioni.

Le personalità citate nell’esposizione includono:

  • Peggy Guggenheim
  • Marlene Dietrich
  • Gala Dalì
  • Helena Rubinstein
  • Wallis Simpson
  • Katherine Hepburn
  • Diana Vreeland
  • Marie-Laure de Noailles
  • Amy Johnson
  • Daniel Roseberry
  • Pablo Picasso
  • Jean Cocteau
  • Man Ray
  • Cecil Breton
  • Salvador Dalì
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Categorie: TV e Spettacolo

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