Sanità gestione ssr parole di rocca rischiano di distorcere la realtà
Il dibattito sulla sanità regionale nel Lazio accende i toni e porta sul tavolo un confronto tra istituzioni e professione medica. A intervenire è l’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri, che replica a quanto dichiarato dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, durante la terza Conferenza Internazionale di Management e Leadership nei contesti di cura. Il messaggio mette al centro alcuni principi non negoziabili: rispetto del lavoro di tutti i professionisti sanitari, centralità del paziente e necessità di un confronto basato su dati oggettivi, senza ricorrere a semplificazioni comunicative divisive.
principi non negoziabili: rispetto, centralità del paziente e dati oggettivi
La nota dell’Ordine provinciale di Roma, firmata da Antonio Magi presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma, risponde direttamente alle affermazioni attribuite al presidente della Regione Lazio. Nel testo vengono ribaditi criteri fondamentali per affrontare lo stato e la gestione del sistema sanitario regionale: tutela della qualità dell’assistenza, salute dei cittadini e, soprattutto, attenzione alle modalità con cui vengono rappresentate criticità e responsabilità.
Secondo quanto riportato, l’Ordine ritiene centrale evitare narrazioni che possano generare una percezione distorta della realtà sanitaria. L’attenzione si concentra sul fatto che le criticità non dovrebbero essere ricondotte a comportamenti individuali, né al passaggio di competenze impostato come scelta politica guidata da preferenze.
francesco rocca e la replica dell’ordine: quadro del sistema e passaggi di competenze
La nota richiama l’intervento del presidente Rocca, in cui sarebbero state espresse posizioni definite “molto nette” a favore di una sola figura professionale. Nel documento si riferisce anche di affermazioni riguardanti pressioni e resistenze esercitate da soggetti del sistema sanitario, fino a parlare di un’intera lobby potentissima che lavorerebbe “dietro le quinte” per impedire “il passaggio di competenze”.
L’Ordine contesta il rischio di una narrazione distorta. In particolare, viene sottolineato che il passaggio di competenze non può dipendere dalla politica: dovrebbe invece fondarsi su studi e su un percorso formativo diverso per lunghezza e contenuti tra medici, infermieri e professioni sanitarie. Nel testo viene anche evidenziato che attribuire inefficienze a presunte responsabilità di una categoria può alimentare sfiducia, danneggiando cittadini e operatori.
equipe multi professionale e dm 77: nessun primato e collaborazione
La risposta dell’Ordine si orienta verso un modello organizzativo basato su lavoro di équipe multi professionale e multidisciplinare. Il documento richiama esplicitamente quanto previsto dal DM 77, sottolineando l’esigenza di evitare il primato di una componente sulle altre. La logica indicata è quella della cooperazione tra figure sanitarie con competenze differenti, con un approccio collegiale al percorso di cura e assistenza.
liste d’attesa, presa in carico e carenza di personale: cause strutturali secondo l’ordine
Nel testo compare una serie di elementi che descrivono il contesto sanitario del Lazio. Secondo la nota, la Regione Lazio si trova, come il sistema nazionale, in una fase complessa caratterizzata da carenza di personale con particolare riferimento a quello infermieristico e a medici specialisti in alcune aree. Viene inoltre indicato un quadro segnato da sottofinanziamento cronico, aumento della domanda assistenziale e progressivo invecchiamento della popolazione, con effetti diretti sulla capacità di risposta del servizio.
La nota riprende anche una domanda attribuita a Magi: se l’obiettivo possa essere raggiunto riducendo le liste d’attesa per visite specialistiche e per esami diagnostici specialistici, oppure prendendo in carico i malati cronici affidandosi esclusivamente agli infermieri. In risposta, viene ribadito che i medici e tutti i professionisti sanitari continuano a garantire, per quanto possibile, livelli di assistenza elevati, spesso operando in condizioni di forte criticità e pressione organizzativa.
rigore scientifico e responsabilità istituzionale: parole che pesano sul sistema
Nel documento viene evidenziata la necessità che ogni intervento pubblico in materia sanitaria sia guidato da rigore scientifico e responsabilità istituzionale. Le dichiarazioni di chi governa, secondo la nota, hanno un impatto concreto: possono orientare l’opinione pubblica e influenzare il rapporto di fiducia tra cittadini e sistema sanitario.
La preoccupazione esplicitata riguarda l’effetto di comunicazioni che esaltano, anche “solo a parole”, una professione a scapito delle altre. L’Ordine richiama il dato secondo cui le professioni sanitarie sono 31, affermando che tali messaggi potrebbero incidere negativamente sulla motivazione degli operatori delle altre categorie.
collaborazione con la regione e tavoli tecnici: soluzione concreta e visione di lungo periodo
La chiusura della nota rilancia la disponibilità a collaborare con la Regione Lazio, richiamando anche quanto già avvenuto in passato. L’obiettivo indicato è individuare soluzioni concrete e sostenibili nel quadro della tutela della salute pubblica, fondata su uno sforzo condiviso e su una visione di lungo periodo. La prospettiva proposta mira a un’“armonia” tra gli operatori, descritta come elemento necessario per garantire serenità ai cittadini che si rivolgono al Servizio Sanitario Nazionale in momenti di difficoltà e fragilità.
Il messaggio finale collega la difesa della sanità pubblica alla tutela di chi ne garantisce ogni giorno il funzionamento, indicando che non devono esserci ambiguità né fughe in avanti a tutela di “qualcuno”, qualunque esso sia. Viene ribadita l’esigenza di un confronto costruttivo tra istituzioni politiche e professionali attraverso tavoli tecnici e momenti di ascolto reale, evitando dichiarazioni inutilmente divisive o impostate in modo semplificatorio.
figure citate nella nota
- Antonio Magi, presidente dell’Ordine provinciale di Roma dei medici chirurghi e odontoiatri di Roma
- Francesco Rocca, presidente della Regione Lazio