Ripristino libero ammortamento nella legge di bilancio per le imprese
In un contesto geopolitico complesso e con segnali di rallentamento economico, la legge di bilancio integra strumenti a sostegno degli investimenti. Le misure mirate mirano a mantenere la capacità di spesa delle imprese, offrendo un quadro di agevolazioni che perdura fino al 2028. L’attenzione è rivolta al ripristino del libero ammortamento, che sostituisce parzialmente il credito d’imposta e amplia l’orizzonte temporale di fruizione delle agevolazioni, garantendo una cornice incentivante più stabile per gli investimenti produttivi.
investimenti agevolati fino al 2028: quadro normativo e impatti
Il contesto economico attuale richiede strumenti di stimolo mirati. Le misure sugli investimenti agevolati sono pensate per sostenere progetti aziendali anche in periodi di restrizioni di bilancio, offrendo certezze operative fino al 2028 e facilitando la pianificazione degli investimenti correlati a crescita e innovazione.
contesto economico e strumenti di agevolazione
Nella cornice normativa, si osserva un restringimento delle agevolazioni tradizionalmente disponibili, con un’attenzione rinnovata al libero ammortamento e a una gestione più ampia nel tempo degli investimenti in attività. La norma risulta pensata per offrire una maggiore prevedibilità agli imprenditori, attraverso un orizzonte temporale esteso e una riqualificazione degli strumenti utili a sostegno della capacità produttiva.
principali interventi della legge di bilancio
ripristino del libero ammortamento rispetto al precedente regime, con una ridefinizione delle condizioni applicative e un orizzonte temporale più lungo. Questa misura consolida la cornice di agevolazioni per gli investimenti, mantenendone l’impatto favorevole sulle decisioni di spesa.
Contemporaneamente si registra un passaggio dal credito d’imposta a un modello in cui la fruizione dell’agevolazione avviene principalmente tramite il meccanismo del libero ammortamento, con una revisione dei limiti e della modulazione delle opportunità agevolative.
modifiche al regime dei dividendi e delle plusvalenze
Uno degli elementi chiave riguarda il regime dei dividendi e delle plusvalenze su partecipazioni societarie. Fino ad oggi l’Italia ha adottato un sistema ampio per l’applicazione della Pex, ma a partire dal 2026 vengono introdotte delle soglie al di sotto delle quali il regime Pex non sarà più applicabile. Questa modifica definisce criteri più stringenti per l’opzione della Pex e incide sulla gestione fiscale delle partecipazioni.
La riforma, quindi, implica una ridefinizione della base imponibile e una maggiore chiarezza sulla fruibilità dell’agevolazione, con effetti distinti a seconda della dimensione e della tipologia di partecipazioni.
effetti su supply chain e verifiche fiscali
Durante l’aggiornamento sono stati esaminati gli effetti di dazi e politiche commerciali sulla supply chain e i principali trend in materia di verifiche fiscali. Particolare attenzione è stata data all’impatto delle pronunce della Cedu e ai profili di gestione del rischio nei rapporti di subappalto, evidenziando la necessità di procedure di controllo e conformità efficaci per evitare criticità fiscali e legali.
In chiusura, l’analisi ha sottolineato come le nuove norme orientino le imprese verso una gestione finanziaria più disciplinata e una supervisione continua delle operazioni operative e contrattuali, con particolare riguardo ai rapporti di fornitura e alle responsabilità fiscali.
persone citate nel contenuto
- Giacomo Albano — Partner Tax di EY Italia