Riondino morto a 73 anni, addio all’autore di maracaibo
La scena italiana perde una figura di grande personalità: David Riondino, cantautore, attore e autore tra i più eclettici, è scomparso all’età di 73 anni dopo una malattia nella propria casa romana. La notizia segna la fine di un percorso artistico capace di attraversare più decenni, unendo linguaggi differenti e mantenendo una forte coerenza di stile.
La cerimonia funebre si svolgerà martedì 31 alle 11 presso la Chiesa degli Artisti a Roma. La presenza di Riondino nel panorama culturale, infatti, è stata continua e trasversale, sostenuta da una capacità rara di muoversi con naturalezza tra musica, teatro, televisione e satira.
morte David Riondino: addio a un artista eclettico
David Riondino si è spento domenica 29 marzo a Roma. Cantautore e autore, ha costruito una traiettoria caratterizzata da perenne movimento e da una spinta costante a mescolare codici espressivi diversi. La sua attività ha mostrato una volontà di rompere gli schemi, mantenendo una voce personale riconoscibile anche quando il percorso attraversava contesti differenti.
David Riondino: musica, teatro e satira come linguaggi principali
Nato a Firenze nel 1952, Riondino ha iniziato a muovere i primi passi tra musica e teatro negli anni Settanta. In quel periodo si è affermato anche aprendo i concerti di Fabrizio De André con la Premiata Forneria Marconi, un passaggio che ha contribuito ad ampliare visibilità e credibilità artistica.
Maracaibo e l’impatto della scrittura musicale
Tra i lavori più noti compare “Maracaibo”, scritta insieme a Lu Colombo, diventata un cult dell’estate italiana dei primi anni Ottanta. Il brano rappresenta uno dei momenti in cui la scrittura di Riondino ha raggiunto un pubblico ampio, senza rinunciare alla propria impronta.
satira e collaborazioni editoriali
Accanto alla dimensione musicale, Riondino ha assunto un ruolo centrale nella satira, collaborando con riviste come Il Male e Cuore. Il suo modo di comunicare è stato descritto come orientato a trasformare l’esperienza in qualcosa di utile per gli altri, secondo un’idea di intellettuale lontana da rigidità e formule predefinite.
David Riondino in televisione e cinema
La carriera non si è sviluppata su un’unica traiettoria. Dopo gli esordi, anche legati al lavoro come bibliotecario alla Nazionale di Firenze, Riondino ha proseguito tra palchi teatrali e studi televisivi, mantenendo un’identità difficile da incasellare. La presenza televisiva lo ha reso un volto riconoscibile in programmi come Quelli che il calcio e il Maurizio Costanzo Show.
il legame con il teatro negli anni Novanta
Negli anni Novanta il teatro diventa il centro creativo, con un’attività spesso svolta in collaborazione con Sabina Guzzanti e Dario Vergassola. Questo periodo consolida l’approccio di Riondino verso una scrittura capace di unire echi, ritmi e forme diverse, sostenuta da un lavoro scenico continuo.
cinema e registi con cui lavora
Nel cinema, Riondino ha lavorato con registi come Gabriele Salvatores e Marco Tullio Giordana. L’attività sul grande schermo si inserisce in un percorso più ampio, che ha visto la sua presenza passare con naturalezza dal palcoscenico alle produzioni cinematografiche.
commistione tra linguaggi: l’identità artistica di David Riondino
Nel corso della carriera, David Riondino ha inseguito una commistione tra dimensioni differenti, legando musica, scrittura e disegno in un’unica cifra espressiva. La sua figura si è mantenuta curiosa e mai allineata, con la capacità di reinventarsi e di attraversare generi e ambienti senza rinunciare alla propria misura personale.
Persone citate nella ricostruzione del percorso:
- David Riondino
- Lu Colombo
- Fabrizio De André
- Premiata Forneria Marconi
- Sabina Guzzanti
- Dario Vergassola
- Gabriele Salvatores
- Marco Tullio Giordana


