Pediatri intensificano impegno per aumentare copertura vaccinale anti-meningococco B

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Pediatri intensificano impegno per aumentare copertura vaccinale anti-meningococco B

La prevenzione delle meningiti di origine meningococcica nell'età adolescenziale resta una sfida centrale per la sanità pubblica: le coperture vaccinali dedicate al meningococco B non raggiungono i livelli auspicati, nonostante l’efficacia dimostrata dai vaccini. Una controllata sorveglianza indica come questa fascia di età presenti un secondo picco di incidenza, associato principalmente al sierogruppo B, rendendo cruciale una copertura uniforme e accessibile.

vaccino contro meningococco b nell'adolescenza: stato delle coperture e criticità

Le evidenze di sorveglianza mostrano che una quota significativa dei casi di meningite meningococcica nell’adolescenza è attribuibile al sierogruppo B. Nonostante l’efficacia e la sicurezza dimostrate dai vaccini, la percentuale di giovani protetti resta al di sotto dei livelli raccomandati dal piano nazionale di prevenzione vaccinale. La copertura attuale tende intorno all'80%, mentre l’obiettivo è superare la soglia del 90%. Questo significa che, mediamente, 1 ragazzo o ragazza su 5 in età scolare non risulta protetto contro il meningococco B.

La gravità della meningite meningococcica giustifica l’urgenza di interventi mirati: la mortalità si aggira tra 10-15% e, in una quota significativa di casi, possono verificarsi esiti invalidanti importanti. La percezione di rischio tra le famiglie è talvolta limitata da una conoscenza parziale della vaccinazione raccomandata, con un ritardo nella diffusione di informazioni utili ai genitori e agli adolescenti.

Disparità territoriali caratterizzano la situazione: le coperture variano notevolmente da regione a regione. Si osservano quadranti regionali in cui la protezione supera i 90%, contrapposti a contesti dove si attestano su livelli molto inferiori, con una differenza sostanziale tra aree forti e meno intensive. Inoltre, non tutte le regioni offrono gratuitamente il vaccino contro il meningococco B agli adolescenti: alcune lo hanno introdotto da tempo, altre solo di recente, e alcune non lo propongono ancora come parte dei programmi gratuiti.

La percezione delle famiglie gioca un ruolo chiave: molti bambini hanno seguito i vaccini obbligatori, ma il meningococco B, pur fortemente raccomandato, resta al di fuori dell’obbligo. Questo gap di consapevolezza alimenta la necessità di interventi mirati di informazione e di accompagnamento vaccinazionale a partire dall’ambito pediatrico.

Per affrontare queste criticità, si è sviluppata un’offerta di iniziative formative e di percorsi pratici dedicate agli operatori sanitari: tra le più rilevanti appare una serie di progetti finalizzati a rafforzare non solo l’informazione, ma anche l’effettiva somministrazione del vaccino e il follow-up vaccinale durante le visite di bilancio di salute.

Le strategie includono lo sviluppo di strumenti digitali per la chiamata attiva, con l’obiettivo di informare le famiglie sulle vaccinazioni mancanti e di rendere possibile la somministrazione diretta nel ambulatorio quando possibile. L’obiettivo complessivo è accorciare la filiera e offrire un counseling chiaro e puntuale, accompagnato dalla possibilità di somministrare il vaccino nello stesso momento della visita.

strategie formative e percorsi vaccinali

  • iniziative formative per specialisti intorno alla prevenzione vaccinale
  • percorsi di counseling orientati alla vaccinazione raccomandata e non obbligatoria
  • applicazione di strumenti digitali per la chiamata attiva e per il monitoraggio delle vaccinazioni
  • programmi mirati a rendere operativo il vaccino anche durante le visite di bilancio di salute

All’interno di questa cornice formativa, sono stati lanciati approcci mirati all’adolescenza: un percorso di tutela globale della salute che prevede bilanci di salute e visite dedicate per valutare lo stato vaccinale e la necessità di richiami, con l’obiettivo di offrire un “passaporto di salute” al momento della transizione dal pediatra al medico di medicina generale. Si mira a estendere la fascia di età di riferimento fino ai 18 anni, riconoscendo l’adolescenza come un periodo delicato che richiede attenzione specifica e linguaggi adeguati.

Il percorso di transizione si concentra sulla creazione di fiducia, prossimità e chiarezza comunicativa verso i giovani pazienti, affinché la vaccinazione non sia solo un atto medico, ma un elemento integrato della cura dell’adolescente. L’iniziativa promuove anche il coinvolgimento diretto del pediatra nel processo vaccinale, ove possibile, per accelerare la protezione e facilitare la continuità assistenziale.

transizione adolescenza e ruolo del medico di base

La fase di passaggio dall’insieme di cure pediatriche al medico di medicina generale si estende oltre la soglia dei quattordici anni, con possibilità di proseguire fino ai diciassette o diciotto anni in molte regioni. L’obiettivo è offrire una continuità di attenzione alla salute dell’adolescente, includendo una gestione strutturata della vaccinazione contro il meningococco B all’interno del percorso di bilancio di salute e del passaggio di cura.

La strategia complessiva punta a fornire un linguaggio accessibile e un approccio personalizzato per ogni adolescente, aumentando la fiducia nel sistema sanitario e sostenendo un percorso di prevenzione che riduca i rischi di malattie gravi prevenibili con vaccini sicuri ed efficaci.

personaggi citati

nominativi presenti nella trattazione:

  • martino barretta, responsabile coordinatore Area vaccini e immunizzazioni di fimp - federazione italiana medici pediatri
Categorie: NewsSalute

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