Olimpiadi invernali: 35 milioni di litri d'acqua al giorno per la neve artificiale

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Olimpiadi invernali: 35 milioni di litri d'acqua al giorno per la neve artificiale

Le Olimpiadi Milano-Cortina si sostengono su una rete di infrastrutture ampie e spesso invisibili agli occhi del pubblico: tra queste, l’acqua occupa un ruolo centrale. Senza una gestione accurata delle risorse idriche, l’innevamento artificiale non sarebbe in grado di garantire condizioni equiparabili di gara, sicurezza e ripetibilità. L’acqua, quindi, non è solo un elemento naturale, ma una base tecnica e organizzativa che mantiene vivo l’evento dalla preparazione delle piste alla sicurezza delle competizioni.

acqua come infrastruttura fondamentale per le gare

Per assicurare la base di neve necessaria, si realizza un sistema di accumulo e distribuzione che integra fisica della neve, ingegneria del terreno, climatologia e regole sportive. La neve artificiale risulta spesso più densa e compatta di quella naturale, costituendo la vera fondazione delle piste. L’intervento non riguarda solo il rivestimento della corsa, ma la gestione complessiva di un sistema tecnico complesso che permette prestazioni estreme, una replicabilità costante e condizioni di sicurezza.

Secondo le stime degli organizzatori, il fabbisogno complessivo per le Olimpiadi è di 948.000 m3 di acqua, distribuito nell’arco di 27 giorni di gare e pari a circa 35 milioni di litri al giorno. Il confronto con i consumi quotidiani di alcune città mette in evidenza la dimensione di questa richiesta: a livello pro capite, la domanda quotidiana è agganciata a valori di riferimento intorno a 237 litri per persona. In montagna, l’approvvigionamento idrico in periodi critici diventa particolarmente sensibile, perché i corsi d’acqua presentano portate ridotte e la competizione tra uso potabile, agricolo, turistico e ambientale è molto serrata.

Durante l’analisi, è emerso che la realizzazione di tali sistemi richiede un orizzonte temporale ampio e una progettazione integrata, che tenga conto anche delle dinamiche legate al clima e alla sicurezza delle gare. L’intervento idrico, in definitiva, funge da garanzia non solo tecnico-operativa, ma anche di continuità sportiva.

acqua e impatto ambientale e energetico

L’impiego dell’acqua per l’innevamento artificiale comporta riflessi sull’ecosistema e sull’uso energetico. Tra le criticità segnalate figurano l’erosione del suolo nelle stagioni di fusione, alterazioni del suolo anossico e conseguenze sulla flora, nonché l’impatto sui corsi d’acqua e sulla biodiversità. Inoltre, il sistema richiede elevati assorbimenti di energia, con implicazioni in termini di emissioni e impronta climatica. L’analisi indica che la gestione di tali bacini richiede stabilità idrica, coordinamento tra utenti e attenzione alle condizioni ambientali locali, per contenere effetti negativi sull’equilibrio degli ecosistemi.

In questa cornice, la necessità di un approccio olistico diventa cruciale: le scelte tecnologiche e operative incidono direttamente sugli scenari ambientali e sulla sostenibilità a lungo termine delle strutture sportive, richiedendo valutazioni continue e strategie di mitigazione.

acqua in cortina d’ampezzo: fabbisogno e criticità

Per il budello destinato a bob, slittino e skeleton a Cortina d’Ampezzo, il fabbisogno stimato è di 21.890 m3/anno, cioè circa 60.000 litri al giorno. Una parte non trascurabile di questa quantità, circa 20.000 m3, risulta priva di riferimenti chiari, al netto dell’acqua necessaria per la prima ghiacciatura e per i successivi interventi di mantenimento nello svolgimento delle gare.

Questo quadro dà origine a una dinamica di sviluppo caratterizzata da una crescente artificializzazione della montagna, con bacini di accumulo che aumentano di volume e complessità. A livello nazionale, la presenza di bacini idrici dedicati tende a crescere, mettendo in discussione i confini tra uso idrico, tutela degli ecosistemi lacustri e istruzioni normative, con ripercussioni sull’equilibrio tra funzione sportiva e ambiente.

Dal lato politico, l’orizzonte della gestione risulta spesso frammentato: la distribuzione delle risorse pubbliche tende a privilegiare il sistema legato allo sci, con livelli minimi di investimenti destinati a modelli alternativi che potrebbero attenuare l’impatto ambientale e offrire maggiore resilienza al sistema nel suo complesso.

prospettive e gestione delle risorse

Nelle proiezioni ufficiali, una parte consistente delle risorse pubbliche è orientata al mantenimento e all’espansione del sistema sci-centrico, mentre le opportunità di diversificazione restano marginali. Il tema resta aperto alle valutazioni di sostenibilità e a proposte di sviluppo che bilancino esigenze sportive, tutela ambientale e tutela delle comunità montane, con una logica di medio-lungo periodo che consideri l’impatto climatico e le future condizioni idriche.

Tra le personalità citate nel testo di riferimento emergono i seguenti nomi:

  • Vanda Bonardo — responsabile Alpi di Legambiente
  • Fabio Tullio — Legambiente
L’infrastruttura “scomparsa” che tiene in piedi le Olimpiadi, 35 milioni di litri d’acqua al giorno: “Serve un altro modello per la montagna”

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