Nutrizione come terapia: 1.200 nuovi pazienti oncologici all'anno nel percorso di cura

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Nutrizione come terapia: 1.200 nuovi pazienti oncologici all'anno nel percorso di cura

Nel contesto oncologico moderno, la nutrizione e lo stato generale del paziente assumono un ruolo fondamentale accanto alle terapie antitumorali. Un approccio integrato permette di gestire il percorso di cura in modo completo, con attenzione alle condizioni generali, al benessere e alla sostenibilità delle terapie nel lungo periodo.

nutrizione oncologica: integrazione tra terapia antitumorale e supporto nutrizionale

contesto clinico e obiettivi

Ogni anno il reparto accoglie circa 1.200 nuovi pazienti oncologici, a cui si aggiungono coloro seguiti negli anni precedenti. La sfida è gestire l’intero percorso a 360 gradi, con l’attenzione alla nutrizione sempre più centrale fin dalle fasi iniziali della malattia.

collaborazione tra oncologia e nutrizione

Secondo Garufi, «il trattamento oncologico non può limitarsi alla cura del tumore», ma richiede un approccio che consideri anche le condizioni generali della persona. Tra gli elementi chiave, la nutrizione riveste un ruolo fondamentale. Alcune neoplasie presentano criticità nutrizionali specifiche, come i tumori del pancreas, che sono in aumento e rappresentano una delle sfide più importanti per l’oncologia per i problemi di malnutrizione che spesso comportano.

Per questo motivo al San Camillo si sta lavorando per rafforzare l’approccio nutrizionale all’interno del percorso di cura. Si sta strutturando sempre di più questo aspetto nell’unità, grazie alla presenza di un Servizio di Nutrizione Clinica che rappresenta un significativo supporto per il lavoro oncologico. I pazienti che presentano deficit nutrizionali vengono indirizzati a una valutazione specialistica già nelle fasi iniziali della presa in carico, consentendo di individuare subito chi necessita di competenze specifiche. L’oncologo, pur restando il punto di riferimento del percorso clinico, deve collaborare con altri specialisti e non può farsi carico da solo di tutte le competenze.

La letteratura scientifica, inoltre, evidenzia che intervenire precocemente sulla nutrizione può migliorare l’efficacia delle terapie. Intervenire presto sulla nutrizione non va considerato solo nelle fasi terminali, ma va integrato fin dall’inizio del percorso terapeutico. Per facilitare l’orientamento dei pazienti, è prevista presto una pubblicazione di materiali informativi e strumenti di supporto, al fine di contrastare la disinformazione presente nel contesto delle cure oncologiche.

Durante l’incontro sono state condivise l’esperienza dell’ospedale romano e la necessità di rafforzare la collaborazione tra oncologi e nutrizionisti. La direzione è di essere compagni di viaggio dei nutrizionisti, mettendo a disposizione competenze e responsabilità clinica nella gestione dei pazienti.

Protagonisti dell’incontro:

  • Carlo Garufi — direttore dell’Unità complessa di Oncologia medica, Azienda Ospedaliera San Camillo-Forlanini di Roma
  • Elena Murelli — senatrice della Lega
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