Mimosa martini lascia tg5 e si dimette: guerra in azienda e dissidi con mimun

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Mimosa martini lascia tg5 e si dimette: guerra in azienda e dissidi con mimun

Mimosa Martini, giornalista legata per anni all’informazione di TG5 e a una fase particolarmente intensa della televisione italiana, racconta un percorso segnato da cambi di incarico, contrasti professionali e missioni operative ad alto impatto. Dalle prime esperienze sotto la direzione di Enrico Mentana alle dimissioni decisive, fino alle testimonianze su contesti internazionali come Bosnia e New York dopo l’11 settembre, la sua storia descrive una carriera costruita sul campo e sulle scelte personali.

mimosa martini al tg5 con enrico mentana

La giornalista è stata una delle invate storiche del TG5 sotto la direzione di Enrico Mentana, con un passaggio datato 13 gennaio 1992. Martini descrive un’uscita dal circuito Mediaset senza una strategia di continuità: “Non trovandomi più bene, me ne sono andata da Mediaset senza essermi preparata un piano B. E non avevo ancora computo 60 anni”.

Per sostenersi oggi, Martini afferma di lavorare come traduttrice letteraria di saggi e romanzi, principalmente dal francese e dall’inglese.

addio al tg5 nel 2014 e dimissioni nel 2021

Nel 2014, l’addio al TG5 “fa rumore”. Martini collega il proprio scenario lavorativo a dinamiche interne: “Non piaccio al direttore Mimun e, come tutti quelli della vecchia guardia legati a Mentana, vengo vista male”. La giornalista racconta di essere stata spostata all’Agenzia News Mediaset, per poi indicare un punto di rottura successivo: “Nel 2021, quando mi accorgo che l’azienda mi fa la guerra, mi dimetto”.

dal tg3 al tg5: diritti acquisiti e chiamata di mentana

Tra gli aneddoti professionali, Martini cita il trasferimento dal TG3 al TG5. Il suo impegno, secondo quanto ricostruito, non avrebbe ricevuto riconoscimento adeguato e Curzi avrebbe proposto un nuovo contratto con una richiesta percepita come penalizzante: rinunciare a quasi dieci anni di diritti acquisiti. Martini definisce l’episodio “un’ingiustizia” e racconta l’intenzione di fare causa, fino all’improvviso contatto di Enrico Mentana.

l’offerta per canale 5 e la prima assunzione a tempo indeterminato

Martini riferisce di non aver accolto subito l’offerta iniziale: “Inizialmente rifiuto, perché in quel periodo conta solo la Rai”. Successivamente chiede consiglio a Curzi, che suggerisce di accettare un’opportunità collegata a Canale 5. La decisione viene descritta come un passaggio decisivo: “Per me è una coltellata: vado al colloquio e firmo. È la mia prima assunzione a tempo indeterminato”.

prime missioni: partire sempre e “il primo conflitto” in bosnia

Secondo Martini, l’ingresso in azienda avrebbe segnato un avvio complesso: “Si comincia da zero, l’azienda non ha una cultura dell’informazione, non ci sono corrispondenti dall’estero e, ogni volta che succede qualcosa, mi viene chiesto di partire”.

Alla richiesta di essere operativa sul campo, Martini individua come prima esperienza conflittuale quella in Bosnia. Successivamente cita l’episodio dell’11 settembre 2001 a New York e l’impatto immediato dell’attacco alle Torri Gemelle.

11 settembre 2001: da new york, ground zero e difficoltà operative

Martini racconta di essere stata avvisata in un momento di inattività, sottolineando che “sono tutti in vacanza, anche Mentana”. L’ordine arriva comunque via telefono: “Saputo dell’attacco, mi telefona: “Parti, voglio che tu vada a New York””.

Il viaggio presenta un ostacolo immediato: il primo aereo disponibile, però, “arrivato a metà Atlantico torna indietro”. Nonostante ciò, Martini continua a cercare una soluzione, trascorrendo la notte a Fiumicino e trovando un’altra possibilità. Il racconto del giorno di arrivo è scandito con precisione: “Il 13 settembre, dopo mille peripezie, sono a Ground Zero”.

L’esperienza viene descritta in termini di forte impatto emotivo e sensoriale: “Ed è un incubo. Il primo impatto? Terribile, mi sento sola e circondata dalla morte. Odore di bruciato e il surreale silenzio di Wall Street”.

Sul piano pratico, emergono anche limiti sul posto: “Fare le riprese perché non ho il permesso per stare a Ground Zero”. Martini afferma tuttavia di riuscire a lavorare ogni mattina: “Ogni mattina riesco a intrufolarmi tra i volontari passando, di nascosto, da un varco ricavato in una rete metallica”. La permanenza viene quantificata: “Mi fermo diciassette giorni”.

partenza verso il pakistan e decisioni per tornare o restare sul campo

Conclusa l’esperienza legata a Ground Zero, Martini riferisce un nuovo ordine operativo: “Poi mi chiama Mentana: “Ti voglio in Pakistan, perché la storia ora si fa lì. E parto, senza passare dall’Italia””.

Alla domanda implicita sul desiderio di riprendere il ruolo di inviata come ai vecchi tempi, Martini risponde con chiarezza: “Se ci fosse da andare in giro per Mentana, come ai vecchi tempi, farei subito la valigia”.

personaggi citati nel racconto

  • Mimosa Martini
  • Enrico Mentana
  • Curzi
  • Mimun
“Sono andata via dal TG5 perché non piaccio al direttore Mimun e, come tutti quelli della vecchia guardia legati a Mentana, vengo vista male. L’azienda mi fa la guerra e mi dimetto”: così Mimosa Martini
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