Milo infante rai promozione e direzione non ricevute e locandina con ia dopo la mancata sostituzione

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Milo infante rai promozione e direzione non ricevute e locandina con ia dopo la mancata sostituzione

Milo Infante racconta l’addio alla Rai e il passaggio a Mediaset con un’impostazione diretta, concentrandosi su tempi, dinamiche interne e scelte personali. Dopo ventidue anni a Mamma Rai, la decisione viene descritta come il risultato di un percorso evolutivo, culminato in un momento di rottura. Le dichiarazioni arrivano pochi giorni dopo il benvenuto riservato da Pier Silvio Berlusconi alla presentazione dei palinsesti della prossima stagione, mentre nel racconto emergono sia parole di apprezzamento verso i dirigenti Mediaset sia una serie di considerazioni critiche rivolte alla gestione Rai.

Il quadro complessivo mette al centro il tema del feeling e della relazione lavorativa, con riferimenti a programmi, responsabilità di settore e trattative che, secondo Infante, non avrebbero trovato sbocchi concreti.

milo infante addio alla rai dopo ventidue anni: “il mio tempo era finito”

Nel suo racconto, Milo Infante collega l’uscita da viale Mazzini a un punto di maturazione: “Me ne sono andato dalla Rai quando ho capito che il mio tempo era finito, restare non aveva più senso”. La decisione non viene presentata come un singolo evento, ma come l’esito di un percorso: “È stato un percorso, non la decisione di una notte”.

La permanenza su Rai2 viene associata al programma Ore 14, definito come un progetto costantemente sottoposto a pressioni gestionali: secondo Infante, per cinque anni di attività Ore 14 sarebbe stata “la Cenerentola di Rai2”. Pur citando risultati di ascolto legati al quotidiano e al serale, Infante sostiene di aver dovuto “difendere il programma con il coltello fra i denti”.

ore 14 e le difficoltà operative: tra ascolti e difesa continua del programma

Infante indica che, nonostante le performance, la linea di conduzione e la gestione del palinsesto avrebbero richiesto un lavoro costante di tutela. Nel suo racconto compaiono riferimenti a contenuti e format collocati nello stesso ecosistema produttivo, tra cui vengono citati Giro d’Italia, Striscia di Cerno e altri progetti.

milo infante frecciatine alla rai: la gestione day time e mellone

All’interno della narrazione, un ruolo centrale è attribuito a Angelo Mellone. Infante afferma che, ogni anno anche durante l’ultima fase della sua esperienza, Mellone avrebbe puntato a chiudere Ore 14 per sostituirlo con La porta magica di Andrea Delogu. Il giornalista lega questa scelta all’idea che Ore 14 potesse fare concorrenza a La volta buona di Caterina Balivo.

Il racconto include un punto di rottura temporale: lo scorso dicembre, durante una cena con l’amministratore delegato Giampaolo Rossi e con Paolo Corsini (responsabile degli Approfondimenti), Infante sostiene di aver chiesto una promozione, il passaggio alla direzione della Struttura Sviluppo Nuovi Format e un avvicinamento al tetto salariale di 240 mila euro lordi annui.

Secondo quanto riportato, la risposta ricevuta sarebbe stata netta: “Milo, va bene, considera già tutto fatto. Non li ho più sentiti”.

stipendio rai e controproposta: numeri, mail e decisione finale

Infante fornisce anche il dettaglio economico del periodo in Rai, dichiarando di guadagnare 174 mila 280 euro, specificando inoltre la presenza di una variabile legata alla presenza in video. Nel passaggio a Mediaset, il giornalista sottolinea che l’ingaggio sarebbe destinato a essere più alto anche per via della nomina a direttore.

La fase di tensione viene descritta come un susseguirsi di momenti senza risposte: Infante parla di nuovi screzi a febbraio e poi di un periodo in cui “tutto tace”. A maggio, in assenza di riscontri, invia una mail definitiva a Corsini in cui indica la chiusura del rapporto: “Da oggi mi sento libero di guardarmi intorno”.

Il giorno successivo, Infante comunica la disponibilità a incontrare Mauro Crippa, capo dell’Informazione Mediaset, con il quale dichiara di aver trovato subito “un grande feeling”. Nel racconto, un’eventuale permanenza in Rai viene associata a una possibile gestione agitata, definita come una “pantomima imbarazzante” fatta di telefonate e tante proposte.

contratto da esterno e direzione rai digital: cosa viene indicato come soluzione alternativa

Infante chiarisce anche il punto economico della scelta: afferma che, se l’obiettivo fosse stato “fare cassa”, sarebbe rimasto. Al tempo stesso racconta la soluzione proposta dalla Rai dopo la sua decisione di lasciare. Tra le misure indicate: la direzione di Rai Digital e una formula economica collegata a un rientro con contratto da esterno, descritta da “500-600 mila euro l’anno”. Il quadro viene presentato come una risposta tardiva rispetto alle richieste avanzate.

milo infante e mediaset: feeling con i nuovi interlocutori e ruolo direttivo

Nel racconto dell’approdo in Mediaset, Infante mantiene un tono improntato alla concretezza. Il riferimento a Mauro Crippa è associato a un avvio immediato della collaborazione, con l’espressione utilizzata per descrivere l’intesa che sarebbe nata subito dopo i primi contatti.

Il benvenuto pubblico ricevuto da Pier Silvio Berlusconi viene richiamato come passaggio recente, collocandosi temporalmente prima dell’uscita delle dichiarazioni a mezzo stampa. Nel complesso, l’approdo a Mediaset viene presentato come un passaggio coerente con la ricerca di nuove condizioni lavorative e con la lettura di un contesto Rai ormai non più adeguato.

personaggi citati nel racconto

  • Milo Infante
  • Pier Silvio Berlusconi
  • Angelo Mellone
  • Giampaolo Rossi
  • Paolo Corsini
  • Monica Maggioni
  • Mauro Crippa
  • Andrea Delogu
  • Caterina Balivo
Milo Infante: “Alla Rai ho chiesto promozione e direzione. Non li ho più sentiti. Sottile al mio posto? Ho visto su Instagram che ha fatto una locandina con l’IA e il suo viso, mi è sembrato un po’ triste. A Stasi chiedo scusa”

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