Meta e google: dipendenza e psicologici nei giovani

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Meta e google: dipendenza e  psicologici nei giovani

Una sentenza emersa a Los Angeles sta mettendo sotto i riflettori la responsabilità delle piattaforme social e dei loro meccanismi di intrattenimento, arrivando a fissare un risarcimento da 3 milioni di dollari per danni morali e materiali. Il caso coinvolge Meta e Google, con YouTube parte del perimetro legato alle accuse, e può trasformare in modo significativo la gestione legale dei social network, aprendo la porta a nuove azioni in tribunale.

sentenza su meta e google: risarcimento da 3 milioni di dollari

La decisione raggiunta da una giuria a Los Angeles riconosce la colpevolezza di Meta e Google, ritenendole responsabili di negligenza nella gestione di prodotti digitali che avrebbero arrecato danni a bambini e adolescenti, senza adeguati avvisi sui potenziali pericoli. Il verdetto stabilisce che le società dovranno poi definire in sede di deliberazioni anche l’ammontare dei danni punitivi collegati a dolo o frode.

La cifra di 3 milioni di dollari indicata dalla giuria riguarda in particolare i danni morali. L’importo, per la parte principale, risulta ripartito con una quota pari al 70% a carico di Meta.

la causa di kaley gm: dai 6 anni ai danni psicologici

Il procedimento è stato avviato da Kaley G.M., ragazza oggi ventenne, che in tribunale ha raccontato di essere stata coinvolta nell’uso dei social media fin da quando aveva sei anni. Assieme a sua madre, ha presentato accuse contro Meta e Google, sostenendo che le piattaforme sarebbero state progettate per spingere verso un consumo incontrollato da parte di giovani utenti.

Secondo quanto emerso nel processo, la progettazione delle app avrebbe favorito un utilizzo continuo, in particolare tramite la funzione dello “scorrimento infinito” e attraverso suggerimenti generati da algoritmi. La contestazione collega questi elementi a conseguenze sulla salute mentale, con ansia e depressione riportate come effetti derivanti dall’esperienza sulle piattaforme.

giuria e deliberazioni: via libera al verdetto dopo difficoltà iniziali

La giuria era composta da sette donne e cinque uomini. In una prima fase, il gruppo avrebbe incontrato difficoltà nel raggiungere un verdetto, con un intervento del giudice che ha esortato a proseguire nelle deliberazioni per arrivare a una decisione conclusiva, evitando che il caso fosse esaminato da un’altra giuria con ulteriori costi.

danni punitivi e responsabilità: colpa per negligenza e mancata tutela

La sentenza non si limita al riconoscimento dei danni già quantificati. I giurati sono chiamati a pronunciarsi anche sull’ammontare dei danni punitivi che le società dovranno versare per dolo o frode.

Il verdetto attribuisce a Meta e Google la responsabilità di non aver gestito adeguatamente un prodotto ritenuto dannoso per minorenni e di non avere messo in guardia sui rischi connessi.

precedenti per meta: 375 milioni di dollari nel new mexico

Per Meta, la decisione di Los Angeles arriva dopo un’altra pronuncia emersa in tempi ravvicinati in New Mexico. In quel contesto, un’altra giuria l’avrebbe ritenuta responsabile di non proteggere i minori dai predatori online, oltre a essere accusata di aver ingannato i consumatori sulla sicurezza delle piattaforme.

Secondo quanto riportato, tale responsabilità costerebbe a Meta 375 milioni di dollari, equivalenti a circa 10.000 dollari per ogni teenager coinvolto nell’azione legale.

testimonianza di mark zuckerberg e possibile ricorso

Nel processo di Los Angeles, Mark Zuckerberg ha testimoniato personalmente. Nel corso dell’udienza, si sarebbe scusato con la sua accusatrice e con altre vittime per il mancato funzionamento del filtro di Instagram destinato a limitare l’accesso ai minori di 13 anni.

Le sue parole non avrebbero però convinto la giuria, che ha comunque proseguito fino alla sentenza. Meta, a quanto risulta, appare intenzionata ad attivare le procedure di ricorso e a valutare le proprie opzioni legali: “Non siamo d’accordo e stiamo valutando le nostre opzioni legali”.

principio giuridico e ispirazione alla causa contro il tabacco

La decisione viene collegata alla convalida di una nuova teoria giuridica: l’idea che i social network e le relative applicazioni possano causare danni alla persona. Il ragionamento richiamerebbe una strategia adottata in passato contro l’industria del tabacco, quando Big Tobacco venne accusata di creare prodotti capaci di generare dipendenza e arrecare danni.

Nel processo, Meta e Google non sarebbero riuscite a far valere la propria tesi secondo cui sarebbero tutelate a livello federale per i contenuti pubblicati dagli utenti.

partecipanti principali citati nel caso

  • Kaley G.M.
  • Mark Zuckerberg
“Meta e Google responsabili della dipendenza da social”: il verdetto storico a Los Angeles

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