Ingegnere lascia l’italia: in austria guadagno di più e rispetto di più
Per molti italiani cercare lavoro significa sottrarre tempo alla vita: colloqui ripetuti, attese interminabili e, spesso, la percezione di dover accettare qualsiasi condizione pur di non perdere l’occasione. Dopo anni di questo tipo di dinamica, Luca Contardo ha scelto di guardare oltre confine e di misurare il proprio tempo e le proprie competenze in un contesto diverso.
La decisione non nasce da un’idea di fuga, ma da un confronto concreto con il modo in cui valore, rispetto e qualità della vita vengono percepiti e praticati. In Austria, secondo la sua esperienza, emergono elementi che trasformano progressivamente la ricerca di un impiego in una scelta di stabilità.
luca contardo e la svolta lavorativa in austria
Luca Contardo descrive il trasferimento come un’occasione nata quasi per gioco, anche se il punto di partenza era un sentimento molto diffuso: la tendenza all’autosvalutazione. In Italia, Ingegnere meccanico e progettista veicolo presso una grande azienda nel settore automotive, aveva iniziato a guardarsi intorno non per mancanza di lavoro, ma perché percepiva una cultura capace di schiacciare psicologicamente.
Nei colloqui italiani, dopo preselezioni e controlli vari, alla richiesta di stipendio era arrivata una risposta che ridimensionava le aspettative: il messaggio ricorrente, secondo il suo racconto, era che bisognava considerarsi fortunati e mostrarsi riconoscenti. Dopo mesi definiti snervanti e spossanti, Luca decide di inviare una candidatura in Austria, in una casa produttrice di motocicli, con tedesco inesistente e inglese a livelli minimi.
da candidatura quasi casuale a colloquio retribuito
In breve tempo avviene il passaggio decisivo: nel giro di un mese arrivano un primo colloquio online e poi un invito in presenza. Il processo risulta retribuito. Luca riferisce che gli è stato riconosciuto un rimborso di 150 euro per il viaggio da Bologna, motivato dal tempo messo a disposizione. Da quel momento, secondo la sua ricostruzione, cambia sia l’offerta sia la percezione del rapporto tra azienda e candidato: non un semplice “accettare”, ma un approccio improntato al rispetto.
cultura del lavoro e meritocrazia: carriera, retribuzione, tempo libero
Nei primi anni in Austria, Luca collega stabilità e crescita a tre aspetti: carriera, retribuzione e meritocrazia. Accanto al lavoro, descrive un contesto in cui incidono anche qualità della vita, natura e semplicità del quotidiano, elementi che fanno percepire la routine come più “abitabile”.
Luca parla spesso di una cultura della denigrazione che individua nella realtà italiana. Nei suoi ricordi, la dinamica è ricorrente: sentirsi “non abbastanza”, dover fare gavetta e accettare attività poco interessanti anche quando, sul piano delle competenze, il valore reale sarebbe già presente. In Austria, l’impatto descritto è opposto: team giovani, responsabilità concrete e fiducia.
formazione italiana come vantaggio e differenze sull’orario
Durante un colloquio Luca chiede l’età media del gruppo e gli viene detto che si aggira intorno ai trent’anni. Con i suoi 33 anni, risulta il più esperto. Dopo pochi mesi, attribuisce alla formazione italiana un vantaggio: la preparazione maturata nel precedente percorso lavorativo gli consente di inserirsi con efficacia nel nuovo contesto.
La differenza più immediata riguarda il tempo. Luca afferma di non aver mai lavorato il venerdì pomeriggio e di non superare, come orario massimo, la chiusura intorno alle 13. Il tempo non è descritto come un privilegio episodico, ma come un’abitudine.
abitudini sociali e sicurezza quotidiana in austria
Secondo il suo racconto, il Paese adotta un modello in cui la vita delle persone occupa uno spazio più riconoscibile. I supermercati chiudono la domenica e molti negozi abbassano le serrande presto. In questa cornice, Luca sottolinea l’idea che le persone abbiano “una vita da vivere”.
Il confronto con l’Italia include anche l’immagine di una disponibilità totale, continua e spesso inutile, percepita come carico costante. A questo si aggiunge un tema pratico: la sicurezza. Nel periodo trascorso a Bologna, in tre anni e mezzo, Luca riferisce un furto in casa, uno all’auto e una bicicletta rubata. In Austria, afferma che lasciare la porta aperta non rappresenta un problema: ricorda perfino il caso di una reflex oltre duemila euro dimenticata in giardino senza conseguenze.
sanità a confronto: appuntamenti rapidi e costi contenuti
Il paragone diventa ancora più netto quando entra in gioco la sanità. Dopo una caduta in moto, Luca teme conseguenze serie e ricorda un percorso italiano estremamente dilatato: a Bologna gli viene indicato un appuntamento a 13 mesi per un esame all’orecchio. In Austria descrive invece un ritmo diverso: il martedì visita dal medico per controllare il ginocchio, mentre il venerdì effettua tac e risonanza.
Sul piano economico, riferisce che deve pagare solo un euro, per la spedizione del cd a casa. La durata complessiva indicata è di una settimana, con esiti pratici immediati.
scelta definitiva: famiglia, asilo, servizi e prospettiva futura
Oggi Luca ha 46 anni, è vedovo e vive con suo figlio Leonard, un bambino di 3 anni. In questo contesto, l’ipotesi di tornare in Italia emerge concretamente nell’ottobre 2024, quando arriva un’offerta dall’Italia: buona sul piano economico e interessante professionalmente, ma insufficiente su altri aspetti considerati fondamentali, soprattutto per la presenza di un figlio.
costi dell’asilo e differenze sulle routine educative
Luca indica che in Austria l’asilo costa 43 euro al mese, che diventano 78 euro aggiungendo i pasti. In Italia il valore supera i 600 euro. Nei servizi descritti, l’esperienza quotidiana dei bambini risulta strutturata anche con attività come uscire nel bosco, andare al lago e sciare: un insieme di elementi che rende, nel suo racconto, il rientro meno sostenibile perché significherebbe ripartire da zero.
Riferisce inoltre differenze sottili ma percepite come profonde nel comportamento dei bambini: in Austria i bambini appaiono più calmi. Racconta un episodio in cui un bimbo chiede caramelle alla cassa del supermercato e la madre dice no, con una risposta che si chiude senza scenate.
Questa lettura viene collegata a una convinzione: se un bambino viene educato nello stress, tende a crescere nello stesso modo. Luca non presenta l’Austria come ideale assoluto: afferma che gli mancano l’Italia, la socialità e gli amici.
supporto psicologico e servizi per genitori
Tra le ragioni che pesano a favore della permanenza, Luca cita un centro per genitori che gli consente di accedere gratuitamente a una psicologa da due anni e mezzo. La sua utilità viene indicata come determinante nel percorso personale.
tasse, percezione globale e obiettivo personale
Riguardo alla pressione fiscale, Luca sostiene che, in percentuale, il pagamento sarebbe vicino a quello italiano: circa 42%. La differenza risiede, secondo il suo racconto, nel modo in cui le tasse vengono impiegate. Chiude con una riflessione sul posizionamento percepito tra Paesi: sostiene di vedere l’Austria come un “primo mondo”, la Nigeria come un “terzo” e l’Italia come un “secondo mondo”.
Oggi il sogno di Luca non è più soltanto legato a un ruolo o a uno stipendio. L’orizzonte viene definito con precisione: il suo obiettivo riguarda Leonard, indicato come la priorità concreta davanti a sé.
Persone citate:
- Luca Contardo
- Leonard
