Incidente in moto e 16 anni di lavoro per gli avvocati: la svolta che mi ha fatto scegliere la musica

• Pubblicato il • 7 min
Incidente in moto e 16 anni di lavoro per gli avvocati: la svolta che mi ha fatto scegliere la musica

Promessa, classe 2003, porta avanti un rap costruito su identità, provincia e radici precise. Nato e cresciuto a Bicocca, quartiere a nord di Milano, l’artista si prepara all’uscita del terzo disco dal titolo “Morendo Ad Occhi Aperti”, in programma venerdì 27 marzo. Il progetto mette insieme un racconto diretto e senza filtri della vita di zona con produzioni che richiamano il rap dei primi anni 2000, creando un equilibrio tra durezza delle esperienze e gusto musicale.

Il linguaggio di Promessa rifiuta la logica dei contenuti pensati per performare rapidamente: nel disco non sono presenti brani “filler” progettati per inseguire l’algoritmo di TikTok. L’impianto narrativo nasce da una prospettiva personale, fatta di episodi reali e di scelte maturate nel tempo, fino a diventare un lavoro con una definizione stilistica netta: vivere in un certo modo, prima ancora che spiegare a parole.

morendo ad occhi aperti: struttura, tracce e featuring

“Morendo Ad Occhi Aperti” si compone di 12 tracce e include 7 featuring. La lista dei collaboratori comprende Night Skinny, Ernia, Rrari Dal Tacco, Sayf, Franco126, 22simba e Flaco G.

Il disco punta su compattezza e continuità: non ci sono momenti secondari pensati per interrompere il flusso o cercare facile riconoscimento. Al centro rimane l’idea di un album concepito come serie di concetti collegati tra loro, in continuità con i lavori precedenti.

genesi del progetto: concetti, viaggi e vita nel quartiere

La costruzione del titolo si collega a un percorso personale. Promessa spiega che anche negli album precedenti l’impostazione era basata su concetti e accostamenti di parole capaci di evocare significati ulteriori. Nel suo racconto compaiono riferimenti a periodi concreti: nelle opere precedenti, come “Danza del Grano”, viene richiamato un momento in cui si dedicava a tarantelle di qualsiasi tipo per costruire risorse, pur vivendo una routine comunque ordinata.

Il legame tra brani e vita si esprime anche nel contenuto di “Vite Sgrammate”, dove risalta il richiamo al “battersi” rispetto a ciò che accade intorno. “Morendo Ad Occhi Aperti” viene descritto come la conseguenza più diretta di un modo di vivere maturato nel tempo.

dal “grande salto” all’incidente: un punto di svolta reale

Un passaggio determinante arriva dall’esperienza citata da Promessa in relazione alla frase “Per fare un grande salto serve un grande vuoto”. L’artista chiarisce che non si tratta di un vuoto generico legato al denaro: il riferimento riguarda soprattutto vuoti temporali e momenti in cui la realtà viene percepita da una prospettiva diversa.

La svolta è collegata a un incidente. Promessa racconta di essersi spaccato contro un muro e collega l’episodio alla decisione di continuare a fare musica. Specifica inoltre che due settimane dopo i suoi zii persero entrambi la vita in un incidente in macchina. Secondo la sua ricostruzione, quella concatenazione di eventi avrebbe permesso di trasformare l’esperienza in energia creativa.

fine delle superiori e lavoro: la pressione dei tempi

Il periodo precedente alla piena immersione nella musica è descritto come un momento di scelta dopo la chiusura delle superiori. Promessa racconta che, in base alla struttura di casa e attività, le alternative erano limitate a lavoro o scuola, mentre lui cercava un modo per lavorare o continuare a fare musica.

Il legame con la fatica concreta emerge anche dalla memoria del lavoro in fabbrica e dalle sensazioni quotidiane: cita l’idea di dover dormire già alle 22 e ricorda di osservare i trattori verso il centro durante un periodo legato alla vittoria degli Europei di calcio nel 2021, raccontando però che lui tornava a casa perché il giorno dopo doveva lavorare.

In questa prospettiva, il salto è associato alla scelta, alla spinta emotiva e a una possibile componente di rabbia che viene descritta come alimentata da un vuoto.

periferia e centro di milano: sguardi, regole e identità

Nel racconto, la periferia e il centro vengono messi in relazione con un’esperienza di movimento quotidiano. Promessa dichiara di avere un rapporto con il centro che passa anche dal motorino, anche se manifesta disaccordo verso Area C. Racconta con entusiasmo il fatto di girare in moto fino a Duomo e riprende il concetto nel brano “In Mezzo Alla Polvere”, dove descrive il centro come un luogo simile a Parigi grazie ai balconi.

Allo stesso tempo, viene evidenziato un clima di controllo: Promessa parla dell’idea di luoghi regolati da un criterio del tipo “tu sì, tu no”. Nella sua esperienza personale, anche situazioni comuni possono generare una sensazione di essere fuori posto. Riferisce di essersi trovato in Montenapoleone mentre indossava tuta e borsello, con l’attenzione degli altri su di lui legata a un gesto semplice come guardare un’orologeria con un amico.

riconoscimento e orgoglio: vestirsi e restare se stessi

Promessa collega l’identità anche al modo di vestirsi. Racconta di essere stato in un negozio e di come la commessa lo riconosca: lui e l’amico, prima di uscire, le hanno detto “buon lavoro” e la commessa ha risposto con stupore, affermando che non le capita spesso di sentirsi dire quella frase. Il punto centrale è il valore dell’orgoglio quotidiano e la normalità di comportamenti considerati scontati.

social e disillusione: consumare l’anima e smarrire il contatto

In “Sto Collassando”, Promessa sostiene che i social possano consumare l’anima. Nel ragionamento riportato, social e geografie sociali vengono accomunati: centro e periferia vengono affiancati come aree che appiattiscono, mentre i social riducono tutto a dinamiche di pochi messaggi, con una disponibilità rapida e superficiale.

Racconta anche un’esperienza personale legata alle conversazioni avviate da cellulare con ragazze, concludendo che non rientra nel suo modo di costruire relazioni. La sua posizione è netta: prima dell’incontro serve un contatto umano diretto e una dimensione reale. Secondo la sua prospettiva, esiste il rischio di assomigliarsi e confondersi tutti, perdendo la specificità dell’esperienza personale.

aspettative future e rassegnazione: il messaggio di “in mezzo alla polvere”

Nel brano “In Mezzo Alla Polvere” Promessa racconta disillusione legata alla periferia, includendo un’immagine: “Ho fatto un sogno fighissimo, mi son svegliato sopra a una panchina”. Si inserisce così la domanda su cosa manchi ai ragazzi di zona per tornare a nutrire un’aspettativa futura.

Promessa afferma di non voler essere percepito come una figura in grado di indicare con certezza cosa serva per riprendere a sognare. Inquadra questa necessità come qualcosa di troppo grande rispetto a ciò che ha tra le mani e a ciò che conosce direttamente. Anche persone vicine a lui possono vivere accadimenti profondi senza renderli espliciti, e questa mancata condivisione viene collegata a una dimensione collettiva di nichilismo.

Nel suo racconto emerge anche una critica all’idea del sogno americano, definito una “str*****a”. L’artista descrive la presenza di rassegnazione: persone vicine vivono determinate dinamiche stando a galla. Anche i suoi “fratelli” portano problemi personali che impediscono di restare lucidi e focalizzati al cento per cento su ciò che potrebbe far uscire da certi contesti.

curiosità come risposta: una direzione possibile nei momenti bui

Alla domanda su cosa possa aiutare una persona nei suoi momenti più bui, Promessa non propone una soluzione unica. Indica come possibile via il tornare a essere un po’ curiosi. Nel suo percorso, proprio la curiosità avrebbe avuto un ruolo decisivo nell’avvicinamento alla musica e nel rimanere affascinato dall’ambiente hip hop, inclusa la sua estetica.

promessa: featuring e collaborazioni presenti nel disco

Il terzo album include collaborazioni con diversi artisti, elencati esplicitamente tra i featuring.

  • Night Skinny
  • Ernia
  • Rrari Dal Tacco
  • Sayf
  • Franco126
  • 22simba
  • Flaco G
“Mi sono spaccato contro un muro dopo un incidente in moto, poi ho capito che volevo fare solo musica. A 16 anni lavoravo per pagare gli avvocati. So cosa vuol dire andare in fabbrica”: ecco Promessa
Rosalia si sente male e ferma il concerto a Milano: “Vomito. Ho una intossicazione alimentare. Non ce la faccio. Scusatemi, vi amo”. Undicimila fan a bocca asciutta
Mina compie 86 anni, voce unica e vera diva della musica. La figlia Benedetta: “L’essere alieno più umano che io conosca”. Arriva un album inedito live del 1970

Per te