I: il suv ibrido che sfida la concorrenza

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I: il suv ibrido che sfida la concorrenza

La presentazione della nuova BYD Atto 2 DM-i nella Tech House di Garibaldi ha avuto il tono di un vero guanto di sfida: l’azienda ha scelto un messaggio diretto e orientato alla competitività, puntando su tecnologia e numeri per posizionarsi nel segmento di riferimento in Italia. In conferenza sono stati messi in evidenza capacità tecniche, ambizione commerciale e una strategia pensata per sottrarre clienti ai marchi avversari.

BYD Atto 2 dm-i: lancio e strategia di mercato in italia

Durante l’evento, il paese manager Italia ha ribadito la volontà di competere sul piano dell’offerta, affermando: “Siamo competitivi, non economici!”. Sul fronte tecnologico, è stato sottolineato che l’intelligenza artificiale viene gestita internamente, con l’indicazione di 125 mila ingegneri. L’obiettivo di crescita delineato mira a raggiungere il 3% di quota di mercato in tempi brevi, grazie a una rete commerciale considerata solida e con un piano che prevede l’arrivo a 150 punti vendita entro la fine del 2026.

L’impostazione comunicativa riflette l’idea di competizione richiamata dal costruttore: il nome BYD, interpretato come Build your dreams, è associato a una spinta che non rinuncia all’agone con i concorrenti, con una visione che mira a trasformare l’ingresso nel mercato in un percorso di conquista.

byd atto 2 super hybrid: autonomia, consumi e dotazione per il b-suv

La nuova proposta ibrida si colloca nel segmento dei B-SUV, indicato come quello più rilevante del mercato italiano. Il punto di forza riguarda la combinazione di prestazioni e efficienza: viene indicata un’autonomia complessiva di mille km, con 90 km in modalità pure elettrica nella versione Boost. Sul piano dei consumi medi dichiarati, l’offerta riporta un dato di circa 20 km con un litro. La presenza di un pacchetto di assistenza alla guida di serie contribuisce a definire l’equipaggiamento complessivo orientato all’uso quotidiano.

prezzi di lancio e posizionamento dell’offerta

Pur evitando impostazioni basate esclusivamente sul concetto di “economia”, la proposta di debutto viene presentata con numeri orientati all’attrattività. La versione Active è indicata a 23.900 euro, con un riferimento al listino di 27.600 euro. La versione Boost viene proposta a 26.500 euro, contro un listino di 30.100 euro.

È stato inoltre ribadito l’intento di BYD di confermare la capacità di sviluppare modelli specifici per l’Europa, realizzando internamente batterie, motori elettrici e sistemi di controllo.

strategia competitiva: sostituzione quote e pre-ordini già acquisiti

Nel quadro europeo la competizione viene descritta come una battaglia di sostituzione: per aumentare la propria percentuale sul mercato, il marchio deve portare nuove scelte a discapito dei competitor. È stato evidenziato che i concessionari possono gestire anche permute di vetture di altri marchi, citando esplicitamente che vengono ritirate in permuta anche diverse Tesla. La stessa strategia viene collegata alla nuova Atto 2 Super Hybrid, per la quale sono stati indicati 10 mila pre-ordini.

BYD atto 2 super hybrid: dimensioni, utilizzo cittadino e modalità di marcia

La vettura viene descritta come una compatta lunga 4,33 metri, pensata sia per la famiglia sia come seconda auto. La ripartenza è associata alle logiche tipiche delle EV: viene indicata la capacità di arrivare a 100 km/h in 7,5 secondi. Nelle percorrenze urbane l’impiego del solo motore elettrico è riportato per i trasferimenti in città, con continuità fino al superamento di 90 km/h oppure fino a quando non si rende necessario accelerare per “bruciare” i tempi allo scatto del verde.

Lo stile è presentato come quello di una SUV urbana, puntando su spazio a bordo più che su un’impostazione orientata a canoni stilistici estremamente compatti. L’altezza viene indicata come elemento che aumenta la comodità ma introduce una penalità percepita in termini di rollio nelle curve. I colori disponibili sono quattro, tutti definiti come molto sobri, incluso il nuovo Midnight Blue.

super dm-i: motore elettrico da 197 cavalli e propulsore termico benzina 1,5 litri

La tecnologia collocata al centro dell’architettura è la Super DM-i, pensata per valorizzare il motore elettrico da 197 cavalli nella configurazione Boost. Il sistema include anche un propulsore termico a benzina da 1,5 litri con 98 cavalli, con ruolo principalmente di generatore. L’unione dei due propulsori consente una potenza complessiva indicata di 212 cavalli, con lavoro in sinergia per una guida descritta come fluida.

Il sistema viene specificato come plug-in: l’energia può essere ricaricata alle colonnine. È stata inoltre menzionata una coerenza di gamma, con indicazione che tutte le BYD proposte siano elettriche o ibride Plug-in.

rete di ricarica in italia: piano fino a fine 2027

Nel calendario infrastrutturale, viene indicato che entro fine 2027 il gruppo cinese dovrebbe collocare tra 150 e 170 stazioni di ricarica in Italia, con l’obiettivo di creare una rete aperta e relativamente capillare. La spinta descritta è accompagnata da una visione ambiziosa del mercato e da una presenza già consolidata in patria.

figure citate in conferenza stampa

  • alessandro grosso, country manager italia
  • alfredo altavilla, special advisor per l’europa
Byd ATTO 2 DM-i, la prova de Il Fatto.it – Il suv ibrido che sfida tutti – FOTO

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