Gratteri avviso di garanzia pubblicato sui social per fare la vittima
Un cambio di passo sulla legalità e sulla partecipazione democratica emerge dalle parole del procuratore capo della Repubblica di Napoli, Nicola Gratteri. Nel corso di un intervento televisivo, il magistrato ha messo a fuoco il declino etico della classe politica, ha commentato il valore della legalità e ha collegato l’esito referendario alla mobilitazione della magistratura e dei cittadini, in particolare dei più giovani.
nicola gratteri e la legalità: il quadro etico degli ultimi decenni
Gratteri ha descritto un passaggio netto da un’attenzione più rigorosa alla legalità a una sensibilità progressivamente ridotta. Il ragionamento è stato espresso richiamando un fatto storico della Prima Repubblica: “per un avviso di garanzia” alcune persone arrivavano fino al suicidio, e secondo il magistrato quel comportamento era errato. Il focus si sposta poi sul presente, dove arriva un avviso di garanzia e l’impostazione comunicativa cambia: l’atto viene fotografato e pubblicato subito su Facebook, con l’obiettivo di ribaltare la narrazione e presentarsi come perseguitato.
Alla domanda sul valore della legalità, Gratteri ha evidenziato che l’erosione morale ed etica non è un fenomeno recente. L’abbassamento di standard, secondo il magistrato, “va avanti da decenni” e col tempo si accompagna a “sempre meno sensibilità politica verso la legalità”. Il cambiamento, inoltre, viene ricondotto a una dinamica più ampia: riguarda tutto il mondo occidentale, ma in Italia in modo particolarmente marcato.
referendum nordio: la vittoria del no e l’impegno collettivo
Interpellato sul referendum relativo alla riforma Nordio, Gratteri ha riconosciuto di non aver previsto una vittoria del No così netta. Il magistrato ha dichiarato di essere stato convinto del segno del risultato fino all’ultimo giorno, ma immaginando uno scarto di “qualche migliaio di voti”.
Ciò che ha colpito Gratteri non è stato soltanto l’esito, bensì l’energia dimostrata dalla magistratura. Il racconto insiste su un elemento concreto: l’impegno diffuso per spiegare la riforma Nordio. Gratteri ha sottolineato una partecipazione ampia e trasversale, ricordando esempi quotidiani: una collega che, mentre si faceva le unghie dall’estetista, parlava del referendum; un collega impegnato a giocare a calcetto. Il quadro complessivo restituisce l’idea di persone che si sono rimboccate le maniche, spostando risorse e tempo per informare e coinvolgere.
Secondo il magistrato, il momento è stato anche commovente perché ha visto l’entrata in campo di figure che, fino a quel momento, non si erano mai esposte: tante persone che non si erano mai “sporcate le mani” hanno preso posizione nell’occasione.
partecipazione dei cittadini: giovani protagonisti e segnali di speranza
Gratteri ha narrato scene che definisce toccanti legate all’affluenza e alla partecipazione. Ha citato anziani di 103 anni che si allenavano in casa per poter andare a votare. Ha menzionato anche persone in sedia a rotelle o con ossigeno che si sono comunque recate ai seggi. Il passaggio emotivo più significativo riguarda soprattutto i giovani e la loro scelta di partecipare attivamente.
Il magistrato ha poi aggiunto un dettaglio che rafforza il valore della mobilitazione: la testimonianza di ragazzi calabresi fuori sede, compresi “paesani” di Gratteri, che avrebbero chiesto ai genitori di cambiare i piani familiari per partecipare al voto. La frase riportata è netta: “Non vengo a Pasqua, ma dammi i soldi perché voglio venire a votare”.
Per Gratteri questa partecipazione inattesa rappresenta un segnale di grande speranza. Il magistrato ha espresso l’idea che l’evento “dà speranza” e “dà gioia”, con un invito implicito a valorizzare al massimo i giovani. Il messaggio si chiude con un riconoscimento diretto: un “grande applauso” a loro.
cornice del confronto televisivo
Il punto di partenza dell’intervento è il dialogo avviato dal conduttore e la domanda sul significato della legalità. Il magistrato, già sotto scorta dal 1989, ha collegato la propria esperienza personale al tema più ampio della trasformazione della sensibilità politica e dell’attenzione pubblica agli atti di garanzia.
figure citate e coinvolte nel racconto
Nel contenuto emergono i seguenti nominativi:
- Nicola Gratteri
- Corrado Formigli
