Giovani e futuro: il 25% è in crisi, ma il 17% guarda avanti con fiducia

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Giovani e futuro: il 25% è in crisi, ma il 17% guarda avanti con fiducia

Una lettura approfondita della condizione giovanile in Italia emerge dall’iniziativa promossa dalla Fondazione Unhate, realtà del Terzo Settore ideata da Alessandro Benetton e sostenuta da Edizione SpA, Mundys e Aeroporti di Roma. La prima indagine dell’Osservatorio permanente, guidata dal professor Mauro Magatti, analizza come i giovani tra i 13 e i 24 anni reagiscano a un contesto di opportunità senza precedenti, evidenziando dinamiche di apertura, tensione e resilienza.

condizione giovanile in italia: risultati e profili

La ricerca individua una duplice sensibilità tra i giovani: da un lato una quota significativa si sente sfiduciata sotto pressione, dall’altro una porzione rilevante è fiduciosa propositiva. In particolare, il 24% degli under 25 si percepisce spaventato e incapace di agire, mentre il 17% mostra una visione positiva, aperta e orientata al futuro. Questi estremi convivono con una varietà di atteggiamenti che riflettono una realtà complessa, dove la libertà di informarsi e di muoversi si combina con bisogni di sostegno e orientamento.

Lo studio individua quattro profili generazionali: oltre ai fiduciosi propositivi, in grado di gestire la complessità, emergono anche i sfiduciati sotto pressione, i moderati in transizione e gli irrequieti in bilico. Il gruppo più vasto, i moderati in transizione, rappresenta circa il 34% e mostra un equilibrio fragile, richiedendo supporto costante per evitare una crisi. Gli irrequieti in bilico arrivano al 25%, mossi dall’ansia da prestazione e dall’alternanza tra attivismo intenso e rischio di sovraccarico. Il quadro descrive una gioventù capace di visione oltre l’immediato, ma esposta a segnali di stanchezza, pressione e sensazioni di inadeguatezza, soprattutto tra i 17 e i 19 anni.

La scuola emerge come snodo decisivo, capace di orientare i percorsi di fragilità e attivazione. Il contesto educativo, integrato a livello familiare e di attività extrascolastiche, si connette strettamente alle esperienze vissute dai ragazzi. Le relazioni educative stabili e l’orientamento continuo contribuiscono a dare senso alle esperienze e a sostenere scelte più consapevoli, soprattutto tra i 16 e i 20 anni. Partecipare ad attività sportive, artistiche o di volontariato si conferma come fattore di protezione significativo per la salute mentale.

Il contenuto rientra nel programma di azione avviato dalla Fondazione Unhate, strutturato come base di lavoro condivisa tra istituzioni, terzo settore, scuole, aziende e comunità educanti. Cinque linee di intervento sono presentate come strumenti dinamici piuttosto che come un piano chiuso:

  • ricostruire relazioni educative stabili e luoghi di appartenenza
  • trasformare l’orientamento in un percorso continuo che dia senso alle scelte
  • gestire meglio le transizioni scolastiche e lavorative
  • integrare il benessere psicologico nei contesti educativi con presidi accessibili e non stigmatizzanti
  • valorizzare il protagonismo dei giovani attraverso spazi reali di partecipazione

condizione giovanile: ruolo della scuola e delle reti educative

La scuola è identificata come elemento chiave nell’analisi, capace di influire sulle traiettorie educative e di facilitare la transizione verso l’età adulta. L’offerta educativa deve essere supportiva, orientata e capace di connettere le esperienze scolastiche con opportunità reali in ambito territoriale. Le reti educative, comprese le famiglie e le attività extrascolastiche, giocano un ruolo determinante nel trasformare l’apertura del mondo in percorsi di crescita sostenibile e di benessere.

condizione giovanile: figure chiave

Gli esiti dell’indagine e le iniziative promosse individuano due figure centrali nell’impegno per i giovani:

  • Alessandro Benetton
  • Mauro Magatti
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