Fuorisede e referendum: perché non possono votare e come manca la volontà di rendere tutto più semplice

• Pubblicato il • 7 min
Fuorisede e referendum: perché non possono votare e come manca la volontà di rendere tutto più semplice

Nayt risale i passaggi fondamentali della propria traiettoria artistica, tornando a radici, incontri e scelte che hanno modellato album, testi e sguardo sul mondo. Dal primo palco nato quasi per gioco nel 2009 fino ai progetti più recenti, il racconto intreccia esperienze personali, difficoltà familiari, confronto con il femminile e una visione della musica capace di creare spazi di dialogo.

nayt e l’esordio sul palco nel 2009

La prima esperienza dal vivo risale al 2009, quando Nayt aveva 14 anni. L’evento nasce in un pub con una sala piccola, dove il pubblico coincideva soprattutto con gli amici. Viene preparata una base, poi il microfono passa a lui: non resta traccia del nome del brano eseguito, perché a guidare l’istante sono soprattutto l’energia del gruppo e la sensazione che stesse nascendo qualcosa di nuovo.

Il contesto è la Roma dell’Arco di Travertino, nei pressi del Quadraro, un quartiere richiamato anche con un riferimento storico evocativo. Nayt lo descrive come un luogo in cui l’eco della resistenza del passato sembra ancora presente e in cui, nella quotidianità, chi non è sincero finisce per essere smascherato.

l’identità tra isernia e roma

Pur essendo di Isernia e cresciuto nella Capitale, il racconto mette a fuoco anche il rapporto con il padre, che nell’infanzia viene descritto come sostanzialmente assente. Successivamente il legame viene riallacciato: Nayt afferma di parlarci e di sentirsi più tranquillo rispetto al passato, dichiarando un atteggiamento neutro e privo di giudizio.

io, individ uo: album tra memoria personale e sguardo imparziale

Al centro del progetto io, Individuo c’è l’idea di raccontare fatti della propria vita in modo imparziale, muovendosi verso una direzione definita come d’amore. Nayt sostiene che, se il padre ascoltasse le canzoni, avrebbe modo di cogliere un percorso costruito attraverso parole misurate e orientate a un significato complessivo.

origini – interludio e il confronto con la complessità

A metà disco emerge un brano che mette in evidenza una conversazione senza reticenze tra Nayt e sua madre in Origini – Interludio. Al centro compare la difficoltà legata a un coniuge descritto come problematico e, nel racconto, anche manesco. Nayt precisa che non intende trasformare il contenuto in un processo verso il padre, riportando anche le parole della madre: i suoi occhi sarebbero gli stessi di lui e lui sarebbe nato da un gesto d’amore.

Il brano apre anche a un interrogativo sul proprio DNA maschile e su quanto il suo sangue possa essere collegato a quella storia: cresce quindi il tema della ricerca di una forma identitaria costruita a partire da ciò che manca e da ciò che è stato raccontato.

punto d’incontro: timore, maturità e relazione con il femminile

Nel brano successivo, Punto d’incontro, Nayt affronta la paura di scoprirsi violento con una donna. Nel cuore del disco, tre pezzi consecutivi vengono presentati come tappe ravvicinate di un viaggio interiore: Un uomo, Origini e Punto d’incontro. Il tema diventa come si diventa adulti e come ci si rapporta con il femminile, riconoscendo la persona davanti a sé, rispettandola, ascoltandola e cercando un approccio in cui la mano tesa non assuma i tratti della prevaricazione.

La risposta sul piano generale viene collegata al fatto che ogni individuo deve trovare una direzione sensata. In parallelo, Nayt sostiene che la società avrebbe un problema nel raccontare le donne.

una proposta musicale profonda tra urban e cantautorato

Nayt descrive il proprio lavoro come lontano dai cliché legati alla misoginia e alla sbruffonaggine. Il progetto viene definito molto profondo anche a livello musicale, con un equilibrio tra urban e cantautorato.

il rischio dell’ascolto distratto delle nuove generazioni

Il racconto include la preoccupazione che chi appartiene alla stessa generazione e agli adolescenti possa concedere un ascolto distratto. Nayt afferma di accettare questo rischio: la superficialità, secondo la sua visione, spinge a dire male le cose in modo affrettato e scontato. Per cambiare traiettoria, viene indicata la necessità di concedersi un tempo più verticale, così da assorbire davvero il messaggio.

scrivendo: invettiva verso la scena musicale italiana e loop di elaborazione

Il primo brano, Scrivendo, è presentato come un’invettiva a 360 gradi contro la scena musicale italiana, includendo anche se stesso. Nayt dichiara di voler attaccare e demolire una struttura percepita come fragile nelle fondamenta, descritta come marcia. L’obiettivo diventa distruggerla per ricominciare da capo, in modo incessante.

Nel processo creativo del disco compare una logica di circolarità: Nayt parla di un loop infinito senza una meta definita, sostituendo l’idea di arrivo con quella di un’elaborazione continua.

contraddizioni e il sostegno di una figura paterna

Alla fine del percorso compare un altro interludio, Contraddizioni. Al suo interno Nayt dichiara di dialogare con un mentore, una figura paterna che lo aiuta a comprendere meglio se stesso.

relazione artistica con william mezzanotte

Nel confronto con William Mezzanotte, Nayt afferma di sentirsi abbastanza vicino. A 32 anni si percepisce piuttosto centrato, pur riconoscendo la continuità degli inciampi personali: ammette di poter continuare a tradire se stesso, facendo “cazzate”, considerandolo inevitabile.

collaborazioni: noemi e briciole, poi elisa e stupido pensiero

Nel brano L’astronauta compare un insert di Noemi con Briciole. Nayt collega il passaggio all’idea delle orbite che cercano di essere percorse, sottolineando che Noemi era felice e ha dichiarato che lui avrebbe dato nuova vita a quel gioiello. Per il futuro non esclude un video insieme: desiderio espresso di avere Noemi come ospite in uno dei live a novembre.

Il duetto con Elisa arriva in Stupido pensiero. Nayt racconta di essersi incontrato con lei in studio una mattina e di essere usciti alle tre e mezza di notte. La descrive come maestra di vita e di musica, definendola una leggenda.

sanremo con joan thiele: de andré e la canzone dell’amore perduto

A Sanremo Nayt affronta l’indicibile con Joan Thiele e il brano La canzone dell’amore perduto di Faber. Nayt afferma di essersi avvicinato a De André con totale rispetto: avrebbe detestato scrivere strofe proprie sopra un monumento simile, perché l’idea risulterebbe come uno “sgorbiarlo”. Considera anche un’opzione alternativa: proporre Fossi vera del compianto Enzo Carella.

prima che a sanremo: emozione e liberazione dall’attesa

Per i 30 secondi dal debutto all’Ariston con Prima che, Nayt dichiara di essere stato stanco di aspettare dopo diversi mesi. Il focus diventa togliersi questa cosa di dosso, con un risultato descritto come emozione fortissima.

referendum sulla giustizia e accesso ai diritti

La conversazione include il tema del referendum sulla giustizia, collegato all’impossibilità per molti ragazzi fuori sede di poter votare. Nayt sostiene che in quel contesto sembri mancare la volontà di rendere più facili le cose e di mettere a portata di mano strumenti utili per esercitare i propri diritti.

se fosse ministro della cultura per un giorno

Nayt immagina un intervento basato su procedure di semplificazione per permettere di muoversi e conoscere meglio la società, descritta come sprofondata nel caos. A suo parere, manca il dialogo e il confronto; al tempo stesso precisa di non essere un politico, ponendo la musica come canale per creare spazi di incontro.

ia e futuro creativo: confronto tra visione umana e canzone generata

Alla domanda su un’eventuale creazione di un “Nayt” artificiale, Nayt dice di non avere paura. Il nodo, per lui, non sarebbe che l’IA produca una canzone buona: secondo la sua prospettiva mancherebbe comunque la visione artistica e umana, oltre al valore dell’opera. Da qui l’idea di “aspettere al varco” il doppio robotico, lasciando spazio a una resistenza che resta legata all’essere umano.

personaggi citati

  • nayt
  • noemi
  • elisa
  • william mezzanotte
  • joan thiele
  • faber (de andré)
  • enzo carella
“La società ha un problema nel raccontare le donne. I fuorisede non posso votare al Referendum? In questo Paese pare non ci sia mai la volontà di rendere facili le cose”: parla nayt
“È un lusso per i ragazzi restare in Italia e riuscire a vivere decentemente. Gli stipendi sono fermi e per uscire dalla povertà ci vogliono 5 generazioni”: così nayt
“Giustifichiamo i massacri contro lo ‘straniero’, negandogli la terra col castigo divino. Siamo assuefatti. Per fortuna la Gen Z lotta in tutto il mondo”: il ritorno dei Subsonica con “Terre Rare”

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