Dono di avere un fratellino un cromosoma in più: libro per celebrare la giornata mondiale della sindrome di down
Il 21 marzo si celebra la Giornata mondiale della Sindrome di Down, una ricorrenza riconosciuta dall’Onu e osservata in tutto il mondo. La data richiama l’unicità della trisomia del 21° cromosoma, indicata simbolicamente dal 21 come giorno e dal 3 come mese. L’attenzione della giornata è rivolta alla creazione di condizioni che favoriscano inclusione sociale e partecipazione piena nella vita quotidiana.
giornata mondiale della sindrome di down: significato e riconoscimento onu
La ricorrenza nasce con l’obiettivo di sensibilizzare rispetto alla Sindrome di Down e al valore dell’unicità di ogni persona. Il richiamo al 21 marzo sottolinea il legame tra la data e la triplicazione cromosomica che caratterizza la condizione. La giornata si concentra sulla necessità di costruire un contesto in cui chi vive con questa patologia possa essere accettato e coinvolto senza essere escluso.
inclusione sociale e dignità: obiettivi concreti
L’idea di inclusione viene descritta come la possibilità, per le persone con Sindrome di Down, di prendere parte alla vita comune della propria comunità. L’accoglienza è considerata un passaggio fondamentale perché fornisce strumenti di base utili a vivere una vita dignitosa, evitando una delle forme più gravi di discriminazione.
Nel quadro della giornata internazionale, l’attenzione si collega anche all’educazione all’autonomia, individuata come un’aspettativa centrale. Questo orientamento mira a tradurre i principi in azioni pratiche, offrendo supporto non soltanto alle persone interessate, ma anche alle famiglie, chiamate a sostenere percorsi complessi nella quotidianità.
istruzione, sanità e autonomia economica: i cardini della giornata
La giornata richiama alcuni obiettivi principali: un’istruzione di qualità, una buona assistenza sanitaria e l’opportunità di lavorare. Al centro è anche la possibilità di diventare autonomi economicamente e di poter prendere decisioni sulla propria vita. La direzione indicata è quella di un miglioramento progressivo, con particolare attenzione alle aree in cui si evidenzia ancora la necessità di sviluppi, soprattutto sul piano dell’assistenza sanitaria.
quello in più: libro che sostiene l’inclusione con uno sguardo positivo
Tra i riferimenti presenti compare Quello in più, un libro che parla al cuore e accoglie con gentilezza la disabilità. L’opera, edita da Il Ciliegio e scritta da Barbara Heart, racconta la storia di un bambino che accoglie con amore il proprio fratellino down. La narrazione propone una chiave di lettura positiva e originale, passando in rassegna caratteristiche fisiche e pratiche che rendono i due fratelli differenti, fino a definire il fratellino come il suo Eroe.
Il libro viene descritto come uno strumento capace di avvicinare piccoli e grandi a riflettere serenamente su un tema rilevante come la Sindrome di Down.
intervista a barbara heart: nascita dell’idea e ruolo della letteratura
idea di “quello in più” e ispirazione personale
Nel viaggio intervista, Barbara Heart racconta che l’idea nasce da una conoscenza maturata in tarda adolescenza. Il protagonista della storia, indicato come Fabio, viene ricordato come l’eroe della vicenda. Con lui, l’autrice e i compagni del camposcuola hanno condiviso un’estate fatta di abbracci e giochi, con un rapporto descritto come genuino e privo di cattiveria. L’esperienza viene presentata come trasformativa, accompagnando l’autrice anche negli anni universitari e nelle relazioni con l’altro.
un libro come veicolo di cambiamento
Alla domanda sul potenziale di un libro, Barbara Heart afferma che la letteratura può essere considerata tutto. Le parole scritte vengono descritte come portatrici di un potere immenso, da proteggere e far arrivare a tutti. In un contesto in cui prevale la forma rispetto al contenuto, viene sottolineata la capacità della lettura di fare la differenza, sostenuta anche da un riferimento al pensiero di Gianni Rodari sul valore democratico della parola.
bambini, adulti e inclusione: uno sguardo senza pregiudizi
come i bambini insegnano ad avvicinarsi al “diverso”
Barbara Heart osserva che i bambini non portano sovrastrutture. La loro curiosità permette di lasciarsi incantare da ciò che circonda, mantenendo uno sguardo libero da pregiudizi. Secondo questa prospettiva, una parte bambina presente in ogni adulto dovrebbe essere costantemente ascoltata, accolta e nutrita, così da guardare all’alterità senza filtri e abbattere barriere che allontanano le persone.
spiegare l’inclusione ai bambini con strumenti di trasformazione
Per definire l’inclusione, l’autrice la immagina come una metamorfosi: le parti che si relazionano si avvicinano con delicatezza e rispetto, trasferendo reciprocamente qualcosa di sé. Nei laboratori proposti ai bambini, vengono indicati come strumenti ricorrenti il colore e i libri, utili a sostenere processi di trasformazione. Viene ricordato un laboratorio con piccoli “bruchi” di varie etnie, in cui uno dei partecipanti aveva un disturbo cromosomico. Inizialmente il silenzio viene descritto come presente, poi la lettura di un albo illustrato su creature diverse che, dopo aver fatto amicizia, diventano farfalle. L’evento si conclude con un cambiamento percepito sui volti e con il coinvolgimento del “bruco” indicato come affetto da Sindrome di Down.
perché “quello in più” racconta il bello del diverso
La motivazione per cui si viaggia con Quello in più viene espressa come un invito a fare una nuotata nel mare del bello e del diverso. Il libro è presentato tramite un’immagine simbolica: Quello in più avrebbe orecchie minuscole, ma potrebbe ascoltare fino in fondo al mare.
scheda editoriale e informazioni di lettura di “quello in più”
Quello in più (di Barbara Heart, illustrazioni di Angela Bressan) è pubblicato da Il Ciliegio. È indicata un’età di lettura da 3 anni.
personaggi citati
- Fabio
- Barbara Heart
- Gianni Rodari
- Angela Bressan


