Disturbi alimentari in aumento tra i giovani: servono più risorse per la prevenzione
Le disturbi alimentari rappresentano una sfida sanitaria e sociale di ampia portata, coinvolgendo famiglie, reti sanitarie e istituzioni. In occasione della Giornata del Fiocchetto Lilla si analizzano segnali precoci, percorsi di cura e strumenti a sostegno delle famiglie, evidenziando quello che serve per una presa in carico tempestiva ed efficace.
disturbi alimentari: contesto, segnali e impatto sulle famiglie
In Italia si stima che oltre 3 milioni di persone siano interessate da disturbi alimentari. La patologia colpisce in particolare le adolescenti, con una prevalenza tra l’8 e il 10% delle ragazze e tra lo 0,5 e 1% dei ragazzi. L’età di esordio appare diminuita, con casi segnalati tra gli 11-12 e i 15 anni, ma anche in gruppi molto giovani, in alcuni casi tra gli 8 e 9 anni.
La discussione scientifica segnala che i disturbi alimentari hanno una prospettiva multifattoriale, coinvolgendo dimensioni psicologiche, emotive e relazionali. Modelli estetici e sociali sempre più rigidi alimentano l’aspettativa di corpi perfetti, contribuendo al fenomeno.
I segnali d’allarme includono cambiamenti improvvisi nelle abitudini alimentari, rifiuto di alcuni alimenti, aumento eccessivo dell’attività fisica, perdita o aumento di peso, isolamento e forte preoccupazione per l’immagine corporea. Riconoscerli precocemente è cruciale per una presa in carico multidisciplinare e tempestiva.
percorsi di cura, rete e azioni governative
La gestione dei disturbi alimentari richiede un approccio multidisciplinare, che va dall’ambulatorio al servizio diurno, al percorso riabilitativo e all’ospedaliero. La rete pubblica di ambulatori è centrale per assicurare cure adeguate, ma spesso il passaggio alle strutture di livello più alto è gravoso per le famiglie e per i pazienti.
Negli ultimi anni si è assistito a flussi di finanziamento orientati al contrasto ai disturbi della nutrizione e dell’alimentazione. Il fondo dedicato ha visto inizialmente 25 milioni per il periodo 2022-2023, senza rinnovo nella legge di Bilancio 2023. È seguito un stanziamento di 10 milioni per il 2024 e, di recente, con il decreto Milleproroghe, è stato annunciato un ulteriore contenimento di 20 milioni all’anno per il biennio 2026-2028. Alcune prestazioni diagnostiche e di cura sono entrate nei Lea (Livelli essenziali di assistenza), seppur non in modo uniforme.
Il Piano Nazionale Salute Mentale 2025-2030 è stato varato, ma le associazioni chiedono che i disturbi alimentari ottengano un fondo dedicato, stabile e distinto. Esistono notevoli differenze regionali nell’accesso alle cure, con eccellenze in alcune regioni e lacune in altre. Le liste d’attesa rappresentano un ulteriore ostacolo per chi soffre di anoressia o bulimia, soprattutto tra i più giovani.
Potenziare le strutture pubbliche a ogni livello di cura, formare le famiglie e gli insegnanti, potenziare la rete ospedaliera e di riabilitazione, e sostenere i familiari in momenti così delicati sono esigenze centrali per l’odierna strategia sanitaria.
ruolo delle associazioni e strumenti di supporto
Le organizzazioni dedicano risorse alla divulgazione, all’informazione e al rafforzamento delle competenze delle famiglie nel gestire i pasti e le crisi. Viene sottolineata l’importanza di una rete pubblica efficiente e di una comunicazione chiara tra professionisti, scuole e rappresentanti delle famiglie, al fine di garantire un percorso di cura accessibile e tempestivo.
In chiave operativa, è stato evidenziato l’esigenza di formare pediatri, insegnanti e allenatori sportivi, nonché di offrire un supporto concreto ai caregiver durante le fasi cruciali della malattia.
Tra le voci citate dalle testimonianze emergono professionisti e responsabili istituzionali impegnati nel tema, con una funzione chiave nel collegare famiglie, centri di cura e decisori politici.
Nel testo compaiono figure di riferimento e ruoli chiave nel dibattito e nel sostegno alle famiglie. Le figure principali includono:
- Carla Coccia — presidente Fada
- Elisa Fazzi — presidente Sinpia
- Martina Mensi — ricercatrice Università di Pavia e responsabile Servizio clinico e di ricerca di Psicopatologia dello sviluppo, Irccs F. Mondino
