Dipendenti in protesta contro il rientro forzato in ufficio e la riduzione dei benefit
Una ristrutturazione sostanziale sta ridefinendo le condizioni di lavoro e la gestione dei costi in una tra le principali realtà italiane nel settore IT. È stato annunciato un ritorno generalizzato in presenza, associato a una revisione importante di welfare e di accordi di secondo livello, con l’obiettivo di adeguare le pratiche aziendali alle nuove esigenze del mercato e di preservare la competitività del gruppo.
ritorno in presenza e rimodulazione dei benefit
Il piano prevede che la maggioranza del personale torni a lavorare in ufficio cinque giorni su cinque, con eccezioni legate a tipologie di progetti o a sedi di clienti. Parallelamente, lo smartworking viene ridotto per tutti i dipendenti e le modalità di accesso agli strumenti di lavoro saranno rivalutate in funzione delle mansioni. In ambito di welfare, sono stati modificati i parametri del buono pasto: 4 euro per chi opera da remoto e 10 euro per chi frequenta l’ufficio.
Rispetto ai trasferimenti, sono stati rivisti anche gli importi relativi a colazione e cena per i viaggiatori aziendali: l’erogazione del pranzo è stata eliminata, fatta salva la presenza del buono pasto; contemporaneamente, le indennità e i rimborsi per le trasferte all’estero hanno subito tagli. Tutti gli interventi sono stati comunicati senza una fase di confronto preventivo con i sindacati.
tagli ai costi e nuove misure sui rimborsi
La revisione punta a contenere i costi mediante una rimodulazione degli strumenti di welfare e di rimborso all’interno dei contratti di secondo livello. L’azienda ha mirato a una gestione più mirata delle spese legate alle trasferte e alle missioni, cercando di allineare le pratiche interne a una situazione di mercato in continua evoluzione. Le misure incidono sui benefit e sui rimborsi quotidiani, oltre che su elementi di mobilità internazionale, con l’obiettivo di ottimizzare i processi operativi.
interventi specifici
Tra gli interventi distinti, si evidenziano la riduzione del buono pasto a favore del lavoro in sede, la tutela ridotta per i pasti durante i viaggi e la ristrutturazione degli importi destinati agli spostamenti esteri, oltre alla decurtazione di alcune voci di spesa collegate a trasferte e all’assistenza ai dipendenti fuorisede.
reazione sindacale e assemblee
La decisione di introdurre tali cambiamenti è stata accompagnata da una forte mobilitazione delle sigle di categoria. Le assemblee hanno coinvolto un ampio numero di lavoratori e hanno portato a uno stato di agitazione. I sindacati hanno chiesto di fermare i diktat aziendali e di avviare immediatamente un confronto strutturato, sottolineando l’importanza di coinvolgere le rappresentanze nelle scelte che incidono sui diritti e sulle condizioni di lavoro.
posizioni delle sigle coinvolte
Le organizzazioni Fim, Fiom, Uilm, Fisascat, Filcams e Uiltucs hanno espresso l’esigenza di dialogo, rimarcando l’importanza di tutelare i diritti sindacali e di modernizzare le pratiche interne attraverso percorsi concordati.
contesto e dinamiche del gruppo
Lutech è controllata dal fondo britannico Apax Partners ed è presente in diverse sedi nazionali, tra cui Cinisello Balsamo, Roma, Napoli e Bari. L’azienda è stata al centro di voci di riorganizzazione dopo l’ingresso nel gruppo di Comau nel 2021, seguito dall’acquisizione da parte di One Equity Partners. Nonostante le commesse permangano e i conti risultino in ordine, la direzione ha avviato una revisione orientata al contenimento dei costi attraverso modifiche agli accordi di secondo livello.
persone citate
Nel dibattito pubblico sui cambiamenti, è intervenuta la rappresentanza sindacale responsabile della Fiom nazionale, che ha espresso osservazioni sull’equilibrio tra innovazione e diritti dei lavoratori.
- Valentina Orazzini, Fiom nazionale
