Diabete retatrutide: nuovi positivi su emoglobina glicata e peso
Lo studio Transcend-T2D-1 ha messo sotto i riflettori l’efficacia e la sicurezza di retatrutide, triplo agonista dei recettori ormonali di Gip, Glp-1 e glucagone, valutandolo come terapia aggiuntiva a dieta ed esercizio fisico in persone con diabete di tipo 2. I dati diffusi da Eli Lilly and Company indicano riduzioni rilevanti dell’emoglobina glicata e un calo del peso corporeo superiore a quanto osservato con placebo, con ulteriori miglioramenti su fattori di rischio cardiovascolare e un profilo di eventi avversi coerente con quanto rilevato in studi su terapie a base di incretine.
transcend-t2d-1: retatrutide triplo agonista per il diabete di tipo 2
Transcend-T2D-1 è un trial clinico di fase 3 first-in-class che valuta retatrutide come trattamento aggiuntivo a dieta ed esercizio fisico. Secondo quanto comunicato, lo studio ha arruolato adulti con controllo glicemico inadeguato tramite sola dieta ed esercizio, con una durata media del diabete di 2,5 anni.
risultati primari: riduzione dell’hba1c con retatrutide
Lo studio ha raggiunto l’endpoint primario e tutti gli endpoint secondari chiave alla settimana 40, considerando sia la stima di efficacia sia quella del regime di trattamento. Per l’endpoint primario, i partecipanti trattati con retatrutide hanno ottenuto riduzioni medie dell’HbA1c fino al 2,0% rispetto al placebo, secondo la stima di efficacia.
endpoint secondari: perdita di peso fino al 16,8%
Tra i risultati principali emerge anche la perdita di peso. Per un endpoint secondario chiave, i partecipanti in trattamento con retatrutide hanno mostrato calo medio fino a 16,6 kg (16,8%) rispetto al placebo, secondo la stima di efficacia.
La nota aziendale specifica inoltre che la perdita di peso è continuata fino al termine del periodo di trattamento, mantenendo una dinamica favorevole nel corso della fase osservata.
miglioramenti sui fattori di rischio cardiovascolare
Il trattamento con retatrutide ha mostrato miglioramenti clinicamente significativi rispetto al basale nei principali fattori di rischio cardiovascolare. Nello specifico, sono stati riportati cambiamenti relativi a colesterolo non-Hdl, trigliceridi e pressione arteriosa sistolica.
eventi avversi e interruzioni del trattamento
In linea con gli eventi avversi osservati nei trial clinici per altre terapie a base di incretine, gli eventi avversi più comuni nei partecipanti trattati con retatrutide (4 mg, 9 mg, 12 mg) sono stati: nausea, diarrea e vomito. La frequenza riportata è la seguente: nausea 16,4%, 19,5% e 26,5% (vs 3,7% con placebo); diarrea 18,7%, 26,3% e 22,8% (vs 4,5% con placebo); vomito 15,7%, 15,0% e 17,6% (vs 2,2% con placebo). La comparsa è stata principalmente associata alla fase di aumento progressivo della dose.
disestesia: incidenza per dose e andamento degli episodi
L’incidenza di disestesia è stata osservata nel 4,5%, 2,3% e 4,4% dei pazienti trattati con retatrutide, rispettivamente per 4 mg, 9 mg e 12 mg, contro 0% nel gruppo placebo. Gli episodi di disestesia sono stati generalmente lievi e la maggior parte si è risolta nel corso del trattamento.
interruzioni per eventi avversi: tassi per ciascun dosaggio
Per quanto riguarda i tassi di interruzione dovuti a eventi avversi, i valori sono stati del 2,2%, 4,5% e 5,1% con retatrutide 4 mg, 9 mg e 12 mg, mentre nel gruppo placebo è stato riportato 0%.
conferenza e pubblicazione dei risultati
I risultati dettagliati dello studio Transcend-T2D-1 saranno presentati alle American Diabetes Association Scientific Sessions di giugno e pubblicati su un journal peer-reviewed. Ulteriori risultati del programma di trial clinici su retatrutide sono attesi nel corso del prossimo anno.
dichiarazioni aziendali su efficacia e nuove opzioni terapeutiche
Eli Lilly and Company riporta le parole di Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Italy Hub: i risultati dello studio confermano il potenziale del triplo agonista retatrutide nel trattamento del diabete di tipo 2, con obiettivi raggiunti sia nel controllo dell’emoglobina glicata sia nella perdita di peso. La comunicazione sottolinea l’ipotesi che la molecola possa rappresentare una nuova opzione terapeutica per rispondere a bisogni ancora insoddisfatti in una malattia cronica complessa, con l’indicazione di un impegno a proseguire verso soluzioni sempre più efficaci e personalizzate.
Persone citate:
- Elias Khalil