Delmastro deve dimettersi: gomez risponde sullo scandalo legato alla famiglia di mafioso
Le scelte politiche e le prese di posizione legate al voto finiscono spesso per intrecciarsi con dinamiche giudiziarie e con l’interpretazione delle intenzioni reali dietro alcune campagne. In studio, Peter Gomez ha commentato la “discesa in campo” a favore del Sì legata a Davide Lacerenza, inserendola in un ragionamento più ampio sulle alleanze e sui precedenti storici che, secondo la sua lettura, mostrano come posizioni pubbliche e interessi criminali possano convergere.
peter gomez e il commento sulla “discesa in campo” per il sì
Intervenendo nel programma “Battitori liberi” di Cusano Media Play, Peter Gomez ha richiamato un passaggio destinato a descrivere l’esito del voto: “È vero che milioni di persone perbene voteranno Sì, ma è altrettanto vero che tutti i mascalzoni – o quasi – faranno lo stesso”. Il riferimento è alla campagna di sostegno per il Sì collegata a Davide Lacerenza, indicato come ex titolare della Gintoneria e fresco di patteggiamento a 4 anni e 8 mesi.
La ricostruzione include anche il momento dell’arresto: nel marzo 2025 Lacerenza è stato fermato per detenzione e spaccio di droga e per favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione.
precedente storico e associazioni criminali: il richiamo del 1987
Nel rispondere al contesto politico della consultazione, Gomez ha richiamato un episodio definito “precedente storico”. Il riferimento è al 1987, quando, dopo il caso Tortora, venne indetto un referendum sulla responsabilità civile dei magistrati.
Secondo Gomez, accanto ai milioni di elettori che avrebbero scelto Sì, si sarebbero schierate tutte le associazioni criminali. Nel racconto, viene citato inoltre il ruolo del Partito radicale che avrebbe tesserato capi della mafia e della ’ndrangheta.
il significato attribuito al voto sì secondo la lettura di gomez
La conclusione proposta è che il dato sull’orientamento delle componenti criminali non implicherebbe l’idea che chi vota Sì abbia “torta”. Gomez afferma che negare questo fatto sarebbe una forma di cecità nel leggere l’insieme degli interessi, ribadendo la necessità di riconoscere che i fenomeni criminali possono puntare a influenzare esiti politici.
caso delmastro e verifica dei precedenti: la risposta di gomez
Gomez è intervenuto anche sul caso Delmastro, definito come uno scoop collegato a ilFatto. Il direttore e condirettore ha espresso “sconcerto” per la dinamica descritta, sostenendo che si sia finiti in una storia del genere. L’argomentazione si concentra sull’aver inserito una ragazza di 18 anni con cui il politico avrebbe avuto a che fare tramite il padre, di cui aveva conosciuto l’identità.
google e condanne pregresse: il punto centrale del ragionamento
Secondo Gomez, sarebbe stata necessaria una verifica dei dati disponibili: “Perché non è andato su Google a fare una verifica?”. La verifica avrebbe evidenziato che il padre della ragazza era stato condannato per mafia.
dimissioni e segnali alla politica: oneri e conseguenze
Nel merito, Gomez non esclude che Delmastro possa nascondere qualcosa, ma afferma una convinzione: in una situazione del genere avrebbe dovuto presentare le dimissioni. Il passaggio centrale riguarda la logica degli oneri e onori nella politica e l’idea che, di fronte a una “schifezza”, la scelta di non dimettersi invierebbe un segnale devastante.
Nella spiegazione, il segnale sarebbe interpretato anche dalla criminalità organizzata, che potrebbe pensare di poter fare affari con la politica senza subire conseguenze.
ospiti e protagonisti citati
All’interno del contesto descritto compaiono i seguenti nominativi:
- Peter Gomez
- Davide Lacerenza
- Delmastro