Confische e insediamenti dei coloni: come prosciugano le terre dei palestinesi

• Pubblicato il • 4 min
Confische e insediamenti dei coloni: come prosciugano le terre dei palestinesi

L’accesso all’acqua in Cisgiordania è diventato un elemento centrale nel quadro di controllo e gestione del territorio. Secondo Oxfam, la disponibilità di risorse idriche viene impedita sistematicamente a agricoltori, pastori e comunità beduine, mentre risulta garantita agli insediamenti. Le conseguenze vengono descritte come profonde, con ricadute dirette sulla sicurezza alimentare, sull’occupazione e sulla capacità delle famiglie di far fronte ai bisogni essenziali.

controllo dell’acqua in cisgiordania e disparità di accesso

La gestione delle risorse idriche viene indicata come un passaggio decisivo legato all’annessione di fatto della Cisgiordania da parte di Israele. Oxfam segnala che la limitazione dell’accesso riguarda sorgenti e disponibilità di acqua, con un divario marcato: viene riportato che un colono può consumare il triplo dell’acqua rispetto a un palestinese.

effetti del nuovo conflitto su movimenti e chiusure

Dopo l’attacco all’Iran e l’inizio della nuova offensiva militare in Libano, la situazione viene descritta come ulteriormente peggiorata. Oxfam riferisce che, con il nuovo conflitto, l’esercito israeliano avrebbe imposto una chiusura generale in Cisgiordania, accompagnata da posti di blocco, cordoni militari e limiti ai movimenti tra le città. In questo scenario la crisi umanitaria viene definita sempre più grave: risulterebbero oltre 37mila persone sfollate, un valore indicato come tra i più alti mai registrati.

condizioni di vita nelle aree rurali e insicurezza alimentare

Secondo l’ong, l’accesso all’acqua per le comunità palestinesi continua a restare limitato nell’intera regione. Il testo evidenzia l’impossibilità per piccoli agricoltori e una parte ampia della popolazione di disporre della quantità minima necessaria a coprire bisogni elementari. Oxfam aggiunge che, quando le vasche di raccolta si prosciugano, per i coltivatori palestinesi non rimarrebbe nulla.

Nelle aree rurali meridionali della provincia di Hebron, l’ong attribuisce un ruolo determinante a espansione degli insediamenti, compresi quelli pastorali, e alla distruzione o confisca delle infrastrutture idriche. In base a quanto riportato, più di metà delle famiglie beduine risulterebbero in insicurezza alimentare da moderata a grave e i tassi di disoccupazione sarebbero molto elevati.

dati su acqua per irrigazione e quantità giornaliera disponibile

Le stime attribuite alla Banca Mondiale indicano che l’acqua destinata all’irrigazione raggiungerebbe soltanto il 35% dei terreni agricoli palestinesi. Viene anche riportato un impatto sull’economia: perdite stimate pari al 10% del Pil e disoccupazione per 110.000 lavoratori all’anno.

Un’ulteriore ricerca menzionata da Oxfam riporta la quantità d’acqua disponibile nella West Bank, mettendo in evidenza le disparità: 247 litri al giorno per i coloni e 82 litri al giorno per i palestinesi.

acqua in libano, infrastrutture danneggiate e impatto umanitario

Oxfam collega l’emergenza idrica anche alle attività in Libano. In quest’area gli sfollati vengono indicati come oltre un milione. L’ong accusa Israele di distruggere le infrastrutture idriche con una modalità descritta come analoga a quella adottata a Gaza.

distruzione di infrastrutture e violazioni secondo oxfam

La strategia denunciata mira, secondo Oxfam, a privare la popolazione di beni essenziali come l’acqua. Oxfam afferma che tale condotta sarebbe vietata dalle convenzioni di Ginevra e costituirebbe un crimine di guerra. Nelle ultime settimane, in un arco temporale di quattro giorni, sarebbero stati bombardati almeno 8 infrastrutture idriche da cui dipendevano più di 7mila persone nella valle della Bekaa.

campagna di oxfam e giornata mondiale dell’acqua

Da anni Oxfam lavora per garantire acqua potabile alle popolazioni che vivono gravi crisi umanitarie. In occasione della Giornata Mondiale dell’acqua, ricorrente il 22 marzo, è stata avviata la campagna “Acqua che salva la vita”, promossa in collaborazione con Fondazione Il Fatto Quotidiano.

La campagna, attiva dal 18 al 26 marzo, prevede il sostegno alla risposta umanitaria portata avanti dall’organizzazione a Gaza, Cisgiordania e Libano. In queste tre aree Oxfam sta intensificando gli sforzi per assicurare accesso all’acqua pulita e servizi igienici adeguati a migliaia di persone, con un impatto collegato all’escalation del conflitto in Medio Oriente, descritta come un aggravamento di una crisi già profonda.

personaggi citati

  • Paolo Pezzati

Per te