Cinema e utili cinecittà tra incertezza devastante: è un buon governo?
Il cinema italiano vive una fase in cui numeri, decisioni pubbliche e valutazioni giornalistiche si scontrano con forza. Da un lato si amplifica la narrativa dei risultati raggiunti, dall’altro emergono accuse su ritardi, distorsioni e impatti concreti sul lavoro e sulla programmazione industriale. Il confronto riguarda in particolare l’andamento del sostegno statale e il ruolo del tax credit, chiamato a essere uno strumento di competitività ma al centro di contestazioni sempre più puntuali.
manuela cacciamani e cinecittà spa: bilanci, produzioni internazionali e risposta alle accuse
Manuela Cacciamani, amministratrice delegata di Cinecittà spa, viene presentata come voce favorevole all’evoluzione del settore e alla gestione della società. Nelle ricostruzioni riportate, emerge un bilancio descritto come positivo, con un utile indicato in 1,5 milioni di euro prima delle imposte. L’attenzione viene poi spostata su nuove produzioni internazionali in arrivo negli Studi.
Tra i progetti citati compaiono “Annibale” con Denzel Washington, diretto da Antoine Fuqua, e la serie Netflix “Assassin’s Creed”. È menzionato anche il nuovo atteso “The Resurrection of the Christ” di Mel Gibson, indicato come presente sul set in quei giorni.
fake news e indagine della procura di roma: la richiesta del certificato penale
Nell’intervista, Cacciamani ribadisce che rientrerebbero tra le “fake news” le notizie legate a un’indagine della Procura di Roma nella quale sarebbe coinvolta, collegata a uno scoop precedente. La dichiarazione riporta che sarebbe stato richiesto un certificato penale dopo aver letto su un quotidiano l’affermazione secondo cui sarebbe stata indagata per truffa, con l’esito descritto come contrario alle notizie pubblicate.
La ricostruzione critica aggiunge un elemento procedurale: la richiesta del certificato ex art. 335 del codice di procedura penale dimostrerebbe che, alla data della domanda, non si sarebbe ancora in presenza di un’indagine; non fornirebbe però una garanzia sul fatto che eventuali sviluppi non possano verificarsi in futuro.
box office e valentina torlaschi: ritardi, storture e aumento del tax credit per produzioni straniere
Accanto alla narrazione favorevole, viene riportata una posizione critica espressa da Box Office, mensile business del settore. Il riferimento è a un articolo pubblicato nello stesso giorno della sortita attribuita a Cacciamani, firmato da Valentina Torlaschi. Nel titolo emergono accuse su ritardi, storture e un incremento del +138% del tax credit destinato alle produzioni straniere.
incertezza per i produttori: ritardi sulla riforma e sui pagamenti dei contributi
La critica riporta che vengano denunciati “ritardi cronici” della Direzione Generale Cinema e Audiovisivo. Le contestazioni riguardano non solo il riparto del Fondo Cinema e Audiovisivo, ma anche la riforma del tax credit, la pubblicazione dei bandi per i contributi selettivi/festival e i pagamenti dei contributi automatici, descritti come ormai insostenibili.
Viene indicato anche un “clima di incertezza devastante”: la mancanza di certezze e informazioni impedirebbe ai produttori di chiudere piani finanziari e accordi di co-produzione, con conseguenze descritte come rimandi, annullamenti o delocalizzazioni dei set all’estero. In alcune ricostruzioni, viene evocata perfino una lettura di tipo dietrologico legata a una possibile “azione punitiva” del Governo verso il settore.
fondo cinema e audiovisivo 2026: riparto, aumento del credito di imposta e contestazioni del sistema
Nel contesto della discussione emerge l’attesa per il bilancio 2025 di Cinecittà spa e restano, nella ricostruzione riportata, perplessità sui risultati indicati come “straordinari”. La spiegazione proposta mette in relazione l’andamento con l’arrivo di super-produzioni americane, attratte da un tax credit giudicato ancora generoso.
Il quadro numerico riguarda il Fondo Cinema e Audiovisivo: per il 2026 il riparto è descritto in 606 milioni di euro, mentre l’anno precedente sarebbero stati 696 milioni. La contestazione sottolinea che una quota rilevante finirebbe concentrata sul credito d’imposta per produzioni straniere.
distribuzione da 606 milioni: pubblicità e approvazione con voto contrario
La ripartizione del Fondo viene resa nota dal mio IsICult il 26 febbraio 2026, presentata come disponibilità in anteprima ed in esclusiva. Viene riferito che il piano risulti approvato a maggioranza dal Consiglio Superiore del Cinema e Audiovisivo, con un solo voto contrario espresso da Michele Lo Foco.
anatema sullo spostamento delle risorse: dal tax credit 2025 ai 100 milioni del 2026
Secondo la ricostruzione riportata, gli autori delle contestazioni denunciano un impatto sul riequilibrio tra contributi selettivi e attrazione delle società straniere. In particolare si indica un passaggio dai 42 milioni di euro di tax credit del 2025 ai 100 milioni di euro del 2026, con la quota complessiva del credito di imposta che assorbirebbe nel 2026 il 73% del totale Fondo Cinema (nel 2025 sarebbe stata al 59%).
In questa cornice viene affermato che la programmazione non risulterebbe orientata a una “politica culturale” di lungo periodo, citando come riferimenti scelte basate su indicazioni attribuite a una sottosegretaria e a indicazioni provenienti dal Direttore Generale Giorgio Carlo Brugnoni.
sovvenzioni a cinecittà e progetti speciali: pnrr, contributo annuo e “cinema revolution”
La ricostruzione descrive un quadro di sostegno pubblico a Cinecittà spa: i finanziamenti sarebbero cresciuti grazie ai fondi del Pnrr, per un valore indicato in 300 milioni di euro. Viene inoltre riportato un contributo annuo del Ministero della Cultura nell’ordine di 30 milioni di euro.
Il Ministero avrebbe anche affidato un insieme di progetti speciali, tra cui viene evidenziata la campagna promozionale “Cinema Revolution”. Nel passaggio riportato, si collega l’iniziativa a Lucia Borgonzoni, indicata come sottosegretaria leghista, e si sottolinea che la società One More Pictures srl (ex società di Cacciamani, prima della nomina alla guida di Cinecittà) risulti coinvolta.
prospettive e rallentamenti: burocrazia e riforma del credito di imposta
Nel quadro delle preoccupazioni, viene prospettato che nei mesi successivi gli studios di via Tuscolana possano tornare a essere meno frequentati a causa di una lentezza burocratica collegata alla controversa riforma del credito d’imposta. La ricaduta attesa viene indicata come possibile fonte di un nuovo stallo per tutto il sistema produttivo.
camera e legge cinema e audiovisivo: iter parlamentare e andamento lento
Parallelamente, viene riferito che alla Camera prosegue l’iter per una nuova legge cinema e audiovisivo. La guida della Commissione Cultura della Camera sarebbe affidata al presidente Federico Mollicone di Fratelli d’Italia. La ricostruzione riportata segnala l’ipotesi di una prosecuzione con andamento lento ed erratico, capace di incidere negativamente sul settore cinematografico e audiovisivo italiano.
In chiusura, emerge anche un riferimento ai cambiamenti di tono attribuiti a Lucia Borgonzoni nella descrizione dello stato di salute del settore, con l’indicazione che nel tempo la rappresentazione risulterebbe meno “fantasmagorica”.
quadro dei soggetti citati
Nel materiale riportato compaiono le seguenti personalità coinvolte o richiamate:
- Manuela Cacciamani
- Valentina Torlaschi
- Michele Lo Foco
- Lucia Borgonzoni
- Giorgio Carlo Brugnoni
- Federico Mollicone
- Denzel Washington
- Antoine Fuqua
- Mel Gibson
