Bimba libanese malnutrita salvata ad Alessandria

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Bimba libanese malnutrita salvata ad Alessandria

Un intervento multidisciplinare di livello avanzato ha aperto una strada di cura per una bambina proveniente dal Libano, alle soglie dello sviluppo, affetta da malnutrizione grave legata a una malformazione intestinale complessa. l’azione è stata accompagnata da una rete di solidarietà che ha coinvolto strutture sanitarie, associazioni e volontari, con l’obiettivo di garantire stabilità nutrizionale e prospettive di crescita e salute.

malnutrizione infantile grave: intervento multidisciplinare alessandria

All’arrivo nel reparto pediatrico di Alessandria, la piccola è stata inserita nel percorso guidato dal dottor Alessio Pini Prato. Le condizioni al momento dell’accesso erano estremamente critiche: peso 4,3 kg e età di pochi mesi oltre i 15 mesi, con una malnutrizione grave provocata da una condizione intestinale complessa. Accompagnata dal padre, èstata assistita da una rete solidale che ha coinvolto l’associazione Ana Moise di Aosta e la Fondazione Uspidalet, con il sostegno logistico della Croce Rossa di Alessandria. I volontari hanno gestito l’accoglienza in aeroporto e assicurato il trasferimento sicuro fino al nosocomio.

In seguito agli accertamenti diagnostici, si è attivato un protocollo di nutrizione artificiale articolato, indispensabile per contrastare la malnutrizione grave e ristabilire parametri nutrizionali adeguati. Il percorso è destinato a progredire in modo controllato, con l’obiettivo di consentire alla bambina di raggiungere una sufficiente autonomia alimentare e, successivamente, di fare rientro nel proprio Paese per una vita quanto più normale possibile.

stato clinico all'arrivo e obiettivi iniziali

Il team coordinato dal dottor Alessio Pini Prato ha impostato una gestione nutrizionale progressiva, orientata a superare lo stato di malnutrizione grave e a fornire al neonato-affetto dalle patologie intestinali le basi per una crescita adeguata. L’obiettivo primario è rendere possibile un miglioramento sostenibile delle condizioni nutrizionali, propedeutico al ritorno nel contesto familiare e all’inserimento di una vita quotidiana quanto più normale.

percorso di cura e sostegno

Parallelamente all’assistenza clinica, la famiglia ha trovato supporto umano e psicologico grazie all’associazione Avoi, che accompagna i piccoli pazienti e i loro familiari durante l’intero percorso di cura. Il progetto è stato consolidato dal contributo della presidenza e dell’assessorato alla Sanità della Regione Piemonte, a testimoniare una rete capace di trasformare la collaborazione in opportunità concrete di cura e di speranza per pazienti fragili provenienti anche da contesti lontani.

rete solidale e contesto istituzionale

La vicenda mette in evidenza la capacità di una rete di professionisti e volontari di trasformare la collaborazione in una reale opportunità di cura. L’ospedale infantile di Alessandria, reparto di riferimento per patologie pediatriche complesse, è stato sottolineato come centro di eccellenza nella gestione di malformazioni intestinali, processo che coinvolge neonati e bambini piccoli su scala nazionale. L’intera operazione richiama numeri riferiti a condizioni estremamente rare: una malformazione intestinale è stimata incidere su un neonato su circa 30.000, e in Italia non si registrano più di 10 casi all’anno.

La scelta di indirizzare la bambina all’Ospedale Infantile Cesare Arrigo di Alessandria riflette l’eccellenza locale in questa categoria di interventi. La collaborazione tra direzione, equipe sanitaria e istituzioni ha rafforzato la capacità di offrire cure di alto livello per condizioni che richiedono competenze multidisciplinari e una rete di sostegno ampia.

Figure chiave coinvolte nel percorso:

  • dottor Alessio Pini Prato
  • Laura Pombia
  • Alberto Cirio
  • Federico Riboldi
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