Bce riserve sul candidato amministratore delegato di monte dei paschi di siena
La nomina alla guida del Monte dei Paschi di Siena sta incontrando un ostacolo regolatorio significativo. Secondo quanto riportato da Reuters, la banca centrale europea non sarebbe stata pienamente convinta dal profilo indicato per il ruolo di amministratore delegato, con particolare attenzione all’esperienza nel settore bancario del candidato proposto dopo la recente privatizzazione seguita al salvataggio pubblico.
bce e monte dei paschi: dubbi sull’esperienza bancaria del candidato
Il consiglio di amministrazione di Mps non avrebbe convinto la vigilanza bancaria di Francoforte. La preoccupazione indicata da Reuters riguarda l’esperienza nel settore bancario attribuita al candidato proposto per la carica di amministratore delegato della banca senese.
Reuters riporta inoltre che, nel corso della valutazione che la banca centrale effettuerà, i dubbi emersi potrebbero incidere sul processo decisionale relativo all’eventuale elezione del manager. Il riferimento riguarda la circostanza in cui il candidato, considerato gradito dal socio Caltagirone, venisse eletto il mese successivo alla guida del terzo istituto di credito italiano.
requisiti di esperienza e possibili condizioni per il via libera
Il punto centrale è legato ai criteri richiesti per la figura apicale. All’amministratore delegato di un istituto bancario sarebbero richiesti almeno dieci anni di esperienza bancaria di vertice recente, con un limite temporale relativo alla componente “recente” che non dovrebbe superare due anni nonostante l’eventuale possibilità di adeguamenti procedurali.
Reuters evidenzia anche che l’eventuale allineamento potrebbe avvenire tramite equiparazioni o prescrizioni da parte della Bce. Resta però il rischio che tali passaggi non risultino privi di effetti, con la possibilità che la vigilanza bancaria possa porre condizioni prima di concedere il via libera al nuovo board di Siena.
luigi lovaglio non ricandidato e scelta di fabrizio palermo
A inizio marzo il cda uscente di Mps ha preso una decisione precisa: la scelta è stata quella di non ricandidare Luigi Lovaglio alla guida dell’istituto. Per la successione è stato indicato un profilo diverso, ossia Fabrizio Palermo, attuale amministratore delegato di Acea.
La valutazione sul profilo proposto aveva già generato attenzione. In base a quanto ricordato all’epoca, Palermo non presenterebbe, secondo la ricostruzione citata, le caratteristiche curricolari ritenute necessarie dalla vigilanza bancaria.
cassa depositi e prestiti: perché palermo non avrebbe maturato esperienza bancaria equiparabile
Il nodo più discusso riguarda il percorso professionale precedente. Reuters sottolinea che la Cassa Depositi e Prestiti, che Palermo ha guidato dal 2018 al 2021, non è una banca. Inoltre, secondo quanto riferito dalla fonte interpellata da Reuters, la Bce non la considera neppure equivalente sotto il profilo rilevante per l’esperienza richiesta.
fonte anonima e riservatezza della questione
La fonte contattata da Reuters avrebbe chiesto di restare anonima, spiegando che la tematica sarebbe riservata. In questo contesto, la questione resta legata alla coerenza tra il profilo del candidato e i requisiti applicati dalla vigilanza.
mancati commenti formali da bce e banca d’italia
Su tutta la vicenda non risultano dichiarazioni ufficiali da parte degli organismi coinvolti. Bce e Banca d’Italia non hanno rilasciato commenti in merito ai dubbi riportati da Reuters.
Anche Montepaschi non avrebbe espresso posizioni specifiche rispetto a informazioni attribuite a una fonte anonima, in assenza di una presa di posizione formale da parte della Bce e della Banca d’Italia.
i soggetti citati nella vicenda
Nel quadro descritto emergono i principali protagonisti legati alle decisioni societarie e alle valutazioni di vigilanza:
- Luigi Lovaglio
- Fabrizio Palermo
- Caltagirone
