Al bergamo film meeting 2026 torna il fenomeno louis de funès
Louis De Funes è diventato, nel corso dei decenni, una delle maschere comiche più riconoscibili della Francia: smorfie irresistibili, sbuffi da fumetto, gesti improvvisi e versi inconsulti che trasformano la recitazione in un ritmo immediato e contagioso. Dai classici riproposti con successo fino alle proiezioni che hanno registrato il tutto esaurito, l’attenzione attorno ai suoi film continua a crescere, accompagnata dalla percezione di una comicità che ha segnato l’immaginario collettivo fino agli anni Ottanta.
louis de funes: la comicità che diventa riconoscibile ovunque
Quando si cerca tra i comici francesi, il nome di De Funes emerge con naturalezza: la sua presenza è associata a una velocità di esecuzione e a un modo di stare in scena costruito su scatti, tensioni e un’energia sempre al limite. Nel contesto delle riproposizioni cinematografiche, diversi titoli tornano a farsi notare per la loro capacità di generare risate e per l’impatto di pubblico che alcuni hanno avuto in passato.
La filmografia citata include, tra gli altri, L’ala o la coscia, Le avventure di Rabbi Jacob, Oscar e Le Grand Restaurant. Queste opere permettono di ricostruire, anche per chi se ne fosse allontanato, il modo in cui si rideva con leggerezza fino agli anni Ottanta, con incursioni in temi collegati al presente, come l’invasione del cibo industriale negli anni Settanta resa in L’ala o la coscia.
il percorso di notorietà: successo avanzato e stile energico
De Funes arriva alla fama quando ha ormai circa cinquant’anni, tra la metà degli anni Sessanta e il periodo successivo. In questa fase, la sua espressività diventa un vero marchio: il movimento è saettante, spesso scattante, nervoso ed elettrizzato, con un lavoro accurato sulla mimica e sulla gestualità.
Una descrizione riportata nel catalogo del BFM 26 evidenzia la sua elasticità e la dinamica “ipervitaminica”, capace di farlo percepire anche come un personaggio quasi da cartone animato per i più piccoli. Viene inoltre collegata a Jim Carrey la “tirata del naso” in Oscar, sottolineando che la velocità della recitazione richiede uno sguardo ravvicinato, fino al livello di fotogramma.
tra teatro e cinema: nascita del personaggio e primi ruoli
Originario di una famiglia nobile spagnola, De Funes costruisce le proprie competenze attraverso una lunga gavetta tra teatro e cinema, con una passione per il pianoforte e per il jazz statunitense. Tra il ’65 e il ’66 definisce in autonomia le modalità della propria apparizione e recitazione, periodo in cui diventa co-protagonista insieme a Bourvil.
colpo grosso ma non troppo e tre uomini in fuga
Il duo tra De Funes e Bourvil si concretizza in Colpo grosso ma non troppo, seguito da Tre uomini in fuga. Quest’ultima commedia, ambientata nel 1941, viene descritta come patriottica e antinazista. Il suo impatto è molto forte: il film diventa il più visto in Francia, con oltre 17 milioni di spettatori, record battuto soltanto da Titanic di Cameron.
1965-1975 e ritorno: affinamento del tipo comico
Le proporzioni del successo vengono definite impressionanti e anche le prestazioni in scena sono indicate come decisamente solide. In un arco complessivo tra il 1965 e il 1975 (con interruzioni legate al primo infarto), e poi di nuovo dalla metà degli anni Settanta fino all’inizio degli anni Ottanta, De Funes affina il personaggio dell’uomo borghese brontolone, mugugnante, collerico e furbo.
Le caratteristiche fisiche e comportamentali includono tic, bocche arricciate e occhi serrati, unite a una formalità nell’abbigliamento. In Le Grand Restaurant interpreta il direttore del ristorante Chez Septime, con il vizio di tirare per impartire ordini rigidi ai sottoposti. La scena in cui elenca in tedesco la ricetta del soufflé viene associata a un’interpretazione in apnea, seguita da un dettaglio visivo descritto come un ciuffo nerissimo sulla fronte e da baffetti “hitleriani” tra naso e bocca.
danza e coreografie: la comicità si muove
Nonostante condizioni di salute non presentate come salde e un’età ormai lontana da quella della giovinezza, De Funes viene indicato come una vera “furia” nel ballo. Le coreografie citate includono Le Grand Restaurant, con un ballo cosacco con i piatti in mano, e soprattutto Le avventure di Rabbi Jacob, dove la danza si muove tra rabbini nel quartiere ebraico di Parigi.
In queste sequenze De Funes viene posto al centro del gruppo di ballerini: descritto come leggero come una piuma, ma al tempo stesso vivace quanto i professionisti accanto a lui.
collaborazioni e accostamenti: da bourvil a coluche
Nel contesto della “scala della risata francese”, De Funes viene indicato come capace di superare sia Bourvil sia Fernandel per agilità. Successivamente arriva perfino accanto a una figura definita “inaudita” come Coluche, presente in L’ala o la coscia (1976).
Nel film vengono evocati i rapporti padre-figlio perennemente squilibrati: viene citato In viaggio con papà come riferimento collegato a un debito imbarazzante nei confronti di quel titolo. In L’ala o la coscia, De Funes interpreta il critico culinario francese, con una scena descritta in cui dei brufoli compaiono all’improvviso per via di un’intossicazione alimentare forzata, mentre Coluche dovrebbe sostituirlo ma preferisce fare il clown in un circo.
temi “bollenti” e posizione politica: risate e provocazione
De Funes viene rappresentato come una presenza particolarmente radicata nel tessuto sociale francese. In particolare, viene richiamato l’uso dei temi legati a ebrei e neri in Le avventure di Rabbi Jacob. L’operazione filmica viene descritta come una sciabolata trasversale ai luoghi comuni sul razzismo, con una scossa alle convenzioni del politicamente corretto sugli ebrei.
La narrazione collega queste scelte anche al retroterra personale: De Funes non sarebbe stato socialista e sarebbe stato indicato come cattolico praticante, con un’impostazione gollista e tendenze realiste, dichiarato nemico del comunismo e dell’Unione Sovietica. Un’intervista a Le Monde nel 1971 riporta il concetto che l’essere di sinistra sarebbe una moda paragonabile a capelli lunghi, mentre la risata resisterebbe e sarebbe innocente, senza significati nascosti.
riconoscimenti e consacrazione: il césar alla carriera
Un riconoscimento decisivo viene indicato con il César alla carriera assegnato nel 1980. La consegna viene attribuita a Jerry Lewis, che avrebbe tentato anche un abbraccio rifiutato da De Funes con smorfie secondo il suo stile. Il peso del cinema di De Funes viene sintetizzato nella necessità di rivedere i film “tutti” e rapidamente, mentre lo scenario attuale viene presentato come privo di disponibilità in streaming, con la possibilità che la televisione archivi materiale.
personaggi citati:
- Louis De Funes
- Bourvil
- Alain Kruger
- Jerry Lewis
- Coluche
- Fernandel
- Jim Carrey
- Oscar (citato come titolo)
- L’ala o la coscia (citato come titolo)
- Le avventure di Rabbi Jacob (citato come titolo)
- Le Grand Restaurant (citato come titolo)
- Tre uomini in fuga (citato come titolo)
- Colpo grosso ma non troppo (citato come titolo)
- In viaggio con papà (citato come titolo)
- Le Monde (citato come testata)
- Titanic (citato come titolo)


